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Tonnara da abbattere?

(Gregorio Valvo-Lanota7)Siracusa, 31 agosto 2016 – Di cose strane che accadono a Siracusa ne registriamo da anni, mai però avevamo scritto di una Soprintendenza ai BB.CC. che ordinasse, ad una impresa chiamata a recuperare una tonnara, la demolizione di un edificio ricadente nelle pertinenze di quella struttura sottoposta al recupero. Della vicenda si è appreso, in via incidentale, durante la conferenza stampa convocata dall’impresa edile, Melita Group di Reggio Emilia con sedi operative a Enna e Siracusa, che la Soprintendente Rosalba Panvini ha sostanzialmente messo alla porta ritenendola inadempiente verso il contratto stipulato nel settembre del 2014. L’azienda capitanata dall’ing. Francesco Melito, ha annunciato di adire alla via giudiziaria ritenendo di essere stata sempre in regola e di avere preteso dall’ente pubblico di piazza Duomo di poter fare lavorare in sicurezza le proprie maestranze adeguando le strutture della Tonnara di Santa Panagia alle normative antisismiche emanate nel 2008,dopo il terremoto dell’Aquila. L’azienda avrebbe, infatti, fatto notare che la Tonnara di contrada Panagia è stata costruita su rocce di una falesia che il mare ha penetrato erodendola in parte rendendo pertanto instabile e a rischio di crolli l’antico complesso edilizio di proprietà della Regione siciliana e destinato ad essere un museo marinaro. La conferenza stampa si è tenuta nella sede siracusana della Melita srl , in viale Panagia 141, dove a fornire i particolari della complessa vicenda ai giornalisti sono stati l’avvocato della società, Gianluca Rossitto e lo stesso imprenditore, per certi versi contrariato per quanto gli è accaduto “ incomprensibilmente” a motivo di una insolita rigidità della Sopraintendente di Siracusa. Presenti all’incontro, in qualità di osservatori, anche i rappresentanti sindacali della categoria (Gionfriddo per la Feneal-UIL, La Braca per Filca-CISL e Carnevale segretario generale FILLEA-CGIL), che registrano la perdita di decine di posti di lavoro. L’impresa edile ha sospeso l’attività da circa un anno, chiedendo adeguamenti al progetto che sarebbe databile nella migliore delle ipotesi al 2005. L’imprenditore ha fatto sapere di avere mantenuto comunque un certo numeri di maestranze a presidio del cantiere. L’attuale Soprintendente avrebbe ordinato alla Melita Group di proseguire nei lavori senza indugiare e senza considerare soluzioni diverse al progetto da eseguire. L’ing. Melita avrebbe continuato a far notare di non poter assumere le responsabilità del caso, per le numerose violazioni alle leggi in vigore sulla sicurezza strutturale degli edifici in genere.

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