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Siracusa/Noto – La carovana X la giustizia dei radicali lunedì a Noto e martedì a Siracusa. Missione: raccolta firme separazione carriere nella magistratura.

 

Carcere di Gela

Carcere di Gela i membri della Carovana del Partito Radicale

Momenti della comunicazione

Momenti della comunicazione

 

(CS) Siracusa, 6 agosto 2017 – La #CarovanaXlaGiustizia del Partito Radicale è in Sicila dal 29 luglio e sino al 13 agosto. Lo scopo, insieme alle Camere Penali Locali, è raccogliere le firme per la separazione delle carriere dei magistrati e giudici, e raccogliere iscrizioni al Partito Radicale che, come da mozione approvata dal congresso straordinario di Rebibbia a fine settembre 2016, dovrà chiudere se non raggiunge i 3mila iscritti confermandoli nel 2018.

Con queste motivazioni raggiungerà Noto domani 7 agosto. 
Lunedì 7 agosto – ore 10.00: raccolta firme al carcere di Ragusa 1° gruppo – ore 11.00: raccolta firme al carcere di Noto 2° gruppo ore 18.00: Noto, Consiglio Comunale aperto organizzato con il Prof. Paolo Reale, a seguire tavolo raccolta firme davanti al Municipio organizzato con le Camere Penali (potrebbe subire modifiche)
 
Martedì 8 agosto
  • ore 10.00: raccolta firme al carcere di Siracusa 1° gruppo
  • ore 10.00: raccolta firme al carcere di Augusta 2° gruppo
  • ore 19.00: tavolo raccolta firme a Siracusa Piazza dei Merculensi (Ortigia) con musica organizzato dalle Camere Penali
CarovanaxlaGiustizia 1700 firme per separazione delle carriere in Sicilia
La Carovana per la Giustizia, promossa dal Partito Radicale e dall’Unione delle Camere Penali, è giunta a metà del suo percorso in Sicilia.
 
Dal 29 luglio dirigenti e militanti del Partito Radicale sono entrati in 11 carceri dell’isola, a cui oggi  si aggiungono quelle di Caltagirone e Gela, per raccogliere sottoscrizioni alla proposta di legge per la separazione delle carriere tra pm e giudici e iscrizioni al Partito di Marco Pannella. La delegazione radicale rimarrà in Sicilia fino al 13 agosto, per terminare ufficialmente il 15 con una conferenza stampa dinanzi il carcere romano di Regina Coeli.
 
1700 le firme fino ad oggi raccolte sulla separazione delle carriere, sia negli istituti di pena che nei tavoli ed eventi pubblici organizzati con i penalisti delle Camere Penali Locali.
 
A fare un primo bilancio dell’iniziativa sono le dichiarazioni di Maurizio Turco, della Presidenza del Partito Radicale
“registriamo la patente, pervicace e reiterata ‘conventio ad escludendum’ del Partito Radicale, delle sue lotte, dell’apporto dei suoi militanti ad opera dei mezzi di informazione nazionali – radiofonici televisivi, cartacei, sia pubblici che privati – tranne lodevoli eccezioni dovute a Il Dubbio di Sansonetti e Il Tempo di Chiocci. Silenzio tombale perché il regime ha unanimemente deciso – tant’è che tacciono tutti, tranne l’Unione delle Camere Penali – che non deve essere oggetto di pubblico dibattito la questione centrale della causa del sottosviluppo economico e sociale del Paese: la Giustizia. Continueremo fino al 31 dicembre a cercare i 3000 iscritti al Partito Radicale che altrimenti cesserà le sue attività e con esse quelle di Radio Radicale. Per scongiurare tutto questo abbiamo messo in vendita il primo 10% delle quote della Radio. Ma la coltre di assordante silenzio viola il diritto dei cittadini di conoscere per decidere, e viola il nostro diritto ad essere conosciuti per essere giudicati. Paghiamo il prezzo, non ci rassegniamo, resistiamo e andiamo avanti per battere la democrazia reale nella quale stanno soffocando il popolo per riaffermare lo Stato di Diritto.”
 
Importanti le parole del filosofo Aldo Masullo proprio commentando l’iniziativa della Carovana e ciò che accade ad agosto nelle carceri
“Quando comincio a sentire sul collo il fiato rovente del sole estivo, io non posso fare a meno di pensare alle persone rinchiuse nelle patrie galere. Nel mondo dei liberi, mentre la temperatura sale, i più progettano le fughe verso i refrigeri marini o le mitezze montane, e man mano lasciano lavoro, affari, città. Nelle carceri invece il disagio fisico e morale fatalmente cresce fino a diventare insopportabile. […]. Vari sono i suoi obiettivi di politica della giustizia. Di essi il primo e fondamentale è ancora e sempre, come nell’instancabile, puntiglioso impegno di visitare le carceri, il trarre i detenuti fuori dal cono d’ombra della loro separatezza dalla vita collettiva. […] Il diritto nelle carceri è oggettivamente tra le cocenti questioni che invocano il pieno compimento dello Stato di diritto”.

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