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Siracusa – Tanti parlano di turismo e ottima accoglienza, però non c’è nessun ristorante stellato a differenza di Ragusa e Caltagirone.

(Gregorio Valvo)Siracusa, 17 novembre 2017 - Chi avrebbe mai detto al povero Archimede che, morto lui,  la sua città sarebbe stata costruita a suon di chiacchiere e auto lodarsi? Il comune  spende un sacco di soldi  per finanziare manifestazioni a favore della qualità del cibo, quindi, a beneficio della ristorazione che, per caduta, dovrebbe essere spinta verso maggiori potenzialità  qualitative a motivo del vantato il cibo locale. Spesso, la verità  su cosa sia la città di Archimede lo riferiscono, ahinoi,  tutti i rilevamenti che relegano  Siracusa sempre agli ultimi posti di ogni servizio riguardi la qualità di vita e altro. Ma chi poteva aspettarsi che alle soglie del 2018  anche la famosa guida Michelin avrebbe snobbato - ovviamente a ragione -  la città archimedea non assegnando neanche mezza stella ad un locale del territorio? Vuoi vedere che tutto quello di cui si fregia questa città lo deve a qualche forma di scambio o raccomandazione? In una città patrimonio dell’Unesco  di 120.000 abitanti, con un’isola stupenda chiamata Ortigia presa d’assalto da locali che offrono cibo e bevande, è possibile non trovare un locale con almeno una stella? Come si può pretendere di ospitare grandi navi da crociera è imbarcazioni di lusso di vip, se non si ha un ristorante stellato dalla guida più famosa del mondo? La stranezza sta nel fatto che nessuna associazione culturale o di categoria  fino ad ora si è sentita di fare emergere questa deficienza. Neanche il buon presidente di  Noi Albergatori, che tanto s’impegna e ogni tanto critica, ha mai citato la dolorosa mancanza di un locale degno di una stella. Per fortuna le forze dell’ordine ( compresi i carabinieri del Nas) evitano di citare i tanti locali pubblici sanzionati duramente per i cibi avariati conservati e l’ antigienicità di molte cucine. Proprio un peccato, perchè i cittadini avrebbero il diritto di sapere dei luoghi a rischio e dove magari pagano il cibo spazzatura come fosse una prelibatezza. Leggendo una nota dell’agenzia ansa ( che pubblichiamo in calce) leggiamo che a Caltagirone il “Coria” ha una stessa Michelin. E Caltagirone non è all’altezza di Siracusa ceramica a parte. Ragusa, non ha il teatro Greco, ma, ha un locale (La locanda di Don Serafino) con due stelle e anche un secondo locale (La Fenice) con una stella. E che dire della  città di Modica (per restare nelle stessa provincia di Ragusa)  che si guadagna una stella grazie all’Accursio? Ai grandi chef siracusani non resta chiedere come mai nessuno di loro ha fino ad ora tentato di cimentarsi nel loro stesso settore, sfoggiando location e  qualità vera, lasciando le chiacchiere alle associazioni di categoria pronte ad elogiare chiunque abbia la cittadinanza siracusana e metta fuori dei tavolini antigienici aggrediti dalla polvere degli automezzi in transito e dai Pm10. Tavolini che per fortuna  sfuggono all’Asp, ai Nas e, naturalmente, alla guida Michelin.

 

  comboSicilia, 16 novembre 2017 – Sono quattordici i ristoranti siciliani inseriti nella celebre guida Michelin Italia 2018, alla 63\esima edizione. Nessuna new entry ma piuttosto conferme dei risultati conquistati nella precedente edizione. Sono 4 i ristoranti ad avere raggiunto le due ”stelle”, assegnate dalla ”rossa” più celebre: La Madia di Licata (Ag), il Principe di Cerami a Taormina (Me), il Duomo e la Locanda di Don Serafino a Ragusa. I ristoranti premiati, invece, con una ”stella” sono dieci: il Coria di Caltagirone (Ct), Shalai a Linguaglossa (Ct), Signum a Salina (Me), il Cappero a Vulcano (Me), la Capinera a Taormina (Me), i Pupi a Bagheria (Pa), il Bye Bye Blues a Palermo, il Bavaglino a Terrasini (Pa), Accursio a Modica (Rg) e la Fenice a Ragusa.

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