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Siracusa – Sull’inquinamento dell’aria intervengono Giuseppe Patti (Verdi) e i deputati Zappulla (Art1) e Amoddio (PD).

Giuseppe Patti (Verdi) Sofia Amoddio dep. PD, Pippo Zappulla deputato Art1

Giuseppe Patti (Verdi) Sofia Amoddio dep. PD, Pippo Zappulla deputato Art1

 COMUNICATO DEI VERDI SULL’INQUINAMENTO DELL’ARIA

 (CS)Siracusa, 12 aprile 2017 – Dal 2014 siamo molto attenti a quanto sta accadendo alla qualità della aria che respiriamo a Siracusa. In “Nome del Popolo Inquinato”, noi Verdi, siamo stati i primi a presentare esposti alla Commissione Europea e alla Procura di Siracusa, ottenendo l’accoglimento e l’avvio delle indagini. Indagini che a causa degli ultimi accadimenti dovrebbero interessare anche lo stato di manutenzione degli impianti e il corretto utilizzo dei protocolli di carico e scarico nel pontile di c.da Targia, che a nostro avviso potrebbe essere la fonte dei recenti eventi maleodoranti.  Il Comune di Siracusa e nella fattispecie il Sindaco, l’assessore e il consulente, arrivano ben ultimi a varcare la soglia della Procura su questo argomento ed hanno poco anzi nulla da rivendicare sulla lotta all’inquinamento atmosferico del quadrilatero industriale di Siracusa, Augusta, Melilli e Priolo. Dopo aver sbandierato ai quattro venti la partecipazione ai Tavoli ministeriali di concertazione delle Autorizzazioni Integrali Ambientali (A.I.A.), non hanno saputo far valere le proprie istanze. Sia ben chiaro che le istanze e le prescrizioni presentate ed accolte, ad un Tavolo ministeriale, possono ottenere risultati prima di qualsiasi Procura italiana.
E invece siamo qui a non sapere cosa stiamo respirando e sopratutto perché lo stiamo respirando. Garozzo e i suoi sodali la smettano di millantare azioni in tema di riqualificazione industriale e di bonifiche.
Siamo ancora in attesa che i parlamentari del nostro territorio, sia nazionali che regionali, ci diano informazioni sulle iniziative intraprese, per esempio sull’aggiornamento del catasto degli inquinanti, sul potenziamento delle centraline di rilevamento e sui fondi da destinare ad ARPA.
Per spingere e supportare l’azione della Procura di Siracusa e per sensibilizzare ulteriormente l’opinione pubblica, nella totale assenza e accertato disinteresse dei partiti tradizionali, facciamo appello ai tanti movimenti civici presenti in città, per mettere a disposizione competenze e professionalità per difendere il “Popolo Inquinato”.
Poiché ci auguriamo che la Procura di Siracusa in tempi relativamente brevi ci fornisca qualche informazione sullo stato delle inchieste, delle relative indagini e soprattutto dei colpevoli.
*Giuseppe Patti Coordinatore Verdi Siracusa.

PUZZE INDUSTRIALI, ZAPPULLA (MDP): INTERROGAZIONE AI MINISTRI DI SALUTE E AMBIENTE, IL PREFETTO CONVOCHI SUBITO I DIRETTORI DEGLI STABILIMENTI 

(CS)Siracusa, 12 aprile 2017 – “Il prefetto di Siracusa, Giuseppe Castaldo, convochi immediatamente i direttori degli stabilimenti nella zona industriale, per individuare cause e responsabili del grave inquinamento atmosferico che sta fortemente allarmando gli abitanti di Siracusa: non si possono più tollerare ulteriori rischi alla salute per le popolazioni del Petrolchimico”.  Lo ha chiesto l’onorevole Pippo Zappulla, deputato di Articolo 1 Movimento Democratico e Progressista, annunciando la presentazione di una interrogazione parlamentare ai ministri dell’Ambiente e della Salute, sulle puzze di presumibile origine industriale che stanno rendendo irrespirabile l’aria di interi quartieri del capoluogo.  “Bene ha fatto l’amministrazione comunale a richiamare l’attenzione della magistratura, alla quale deve andare massima collaborazione e sostegno da parte di tutti per consentirle andare rapidamente a fondo sulla vicenda.  “Occorre però che si attivino con massimi rapidità e impegno pure tutti gli enti preposti al controllo e alla vigilanza sulla salute pubblica. A cominciare dall’Arpa, che deve al più presto fornire dati certi sulle sostanze presenti nell’atmosfera urbana, e dall’Asp, che ha il dovere di segnalare i rischi epidemiologici e adottare le necessarie misure di prevenzione e contrasto”.  “Questa storia non può e non deve finire qui. Da troppo tempo le popolazioni di Augusta, Melilli e Priolo segnalano miasmi che ammorbano l’aria nelle ore notturne e durante i fine settimana. Il fatto che pure il capoluogo ora venga investito dalle puzze di presumibile origine industriale, indica chiaramente che non si tratta più di inquinamento frutto di sporadici disservizi nei processi di lavorazione, bensì di una deliberata politica di smaltimento insostenibile. La prefettura si attivi immediatamente e senza soggezione di sorta”. 

INQUINAMENTO – AMODDIO (PD): CREARE FRONTE UNICO PER AZIONE DI CONTROLLO E PREVENZIONE 

(CS)Siracusa, 12 aprile 2017 – Le segnalazioni dei cittadini siracusani inviate ai Vigili del Fuoco, alla Polizia municipale e all’Arpa testimoniano la situazione preoccupante della qualità dell’aria a Siracusa e nei comuni limitrofi. Il Sindaco di Siracusa e l’assessore all’ambiente hanno depositato un esposto in Procura e rispetto al passato, molto è stato fatto in questi anni, ma non è abbastanza. Forse non tutti sanno che fino al 2014 il Comune di Siracusa non aveva voce in capitolo nelle riunioni ministeriali e che può partecipare ai procedimenti per il rilascio della Autorizzazione integrata ambientale alle Imprese del polo industriale, grazie ad un’azione politica  mirata e svolta in sinergia tra istituzione locale e nazionale posta in essere in questi ultimi anni. Giorno dopo giorno portiamo avanti una battaglia difficile e complicata che mira a scardinare un sistema che ha devastato il nostro territorio nel silenzio più assordante. All’inquinamento atmosferico va sommato quello del suolo, con la presenza di metalli pesanti con concentrazioni molto al di sopra dei valori limite e quello della falda acquifera. Da quasi vent’anni attendiamo interventi di bonifica e di riqualificazione ambientale e siamo ormai consapevoli dei rischi sanitari e soprattutto dell’incidenza dell’inquinamento sulla salute della popolazione. Questa battaglia si vince solamente facendo squadra, restando uniti e senza cadere nelle provocazioni di chi per anni non ha fatto nulla e adesso si straccia le vesti. I gravi ritardi delle bonifiche, gli episodi gravissimi di inquinamento atmosferico proveniente dalle emissioni dell’area industriale, i ritardi dell’amministrazione regionale per l’approvazione del piano regionale della qualità dell’aria e le gravi vicende penali per reati ambientali che coinvolgono Sai8,  Cisma ed altro non sono nati oggi. Personalmente ho presentato un esposto insieme a centinaia di cittadini in Procura giá nel 2014 e una decina di interrogazioni sull’argomento ottenendo a volte  risposte corrette altre  poco soddisfacenti o  inadeguate. Quello che è certo è che i dati forniti dalle centraline evidenziano sforamenti di sostanze che superano di molto i limiti di legge e per questo continuerò a battermi affinché venga garantito un maggior controllo ambientale attraverso l’installazione di sistemi di videosorveglianza con possibilità di registrazione delle immagini al fine di verificare in quali torce in quali ditte avviene  la combustione dei gas di torcia; occorre l’installazione di sistemi termografici per il rilevamento del corretto funzionamento della fiamma pilota; occorre dotare di idonee coperture le vasche degli impianti di trattamento degli effluenti liquidi e trasmettere in tempo reale ad ARPA Sicilia i dati rilevati dai sistemi di monitoraggio. Sono fermamente convinta che sia improcrastinabile la realizzazione del sistema di monitorato SIMAGE come quello presente a Porto Marghera. Non dobbiamo mai dimenticare che le aziende hanno l’obbligo di rilevare le emissioni degli impianti ma la tutela dei beni ambiente e salute è costituzionalmente garantita e compete allo Stato esercitare ogni attività amministrativa e di controllo, perché il diritto ad un ambiente salubre deve essere garantito. Non dobbiamo arrenderci, per nessun motivo, anzi, dobbiamo pretendere che venga portato a termine l’accordo di programma del 2008 tra Governo, Regione, Comuni ed enti territoriali che stanziava – ancora inutilizzati – poco meno di 800 milioni di euro per le bonifiche del SIN e dobbiamo fare in modo che venga recepita la sentenza della Corte di giustizia Europea che, nell’ipotesi di inquinamento ambientale sancisce che l’autorità competente abbia facoltà di imporre misure di riparazione del danno ambientale alle aziende del Polo. Questo non è il momento di scoraggiarsi ma è il momento di creare un fronte unico con i sindacati, con l’Arpa regionale e provinciale che chiamo all’appello e chiedere a gran voce strumenti normativi per agevolare l’azione di controllo e di prevenzione.  

 

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