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Siracusa – Regionali: Gli sconfitti parlano, i trombati si nascondono. Molti dei non eletti sono scomparsi dalla comunicazione.

Sconfitti con stile e senza

Sconfitti con stile e senza

(Gregorio Valvo)Siracusa, 12 novembre 2017 – Hanno chiesto di essere votati, ma, sono stati in molti a non prendere sul serio la loro candidatura, o la ricandidatura, fino a determinarne l’insuccesso elettorale. Subire una sconfitta elettorale è qualcosa che ogni aspirante deputato dovrebbe mettere in conto, come  cosa che può succedere. Non si comprende, pertanto, come mai gran parte degli sconfitti della provincia di Siracusa abbia avvertito l’esigenza di fornire dichiarazioni o ringraziamenti a coloro che comunque li hanno votati. Non è elegante, anzi si può parlare di scorrettezza politica e nei confronti di coloro che comunque hanno segnato i loro nomi sulla schede elettorale. Enzo Vinciullo non è stato eletto anche se incolpevolmente: è stato il primo eletto della sua lista che ha ottenuto il 9 per cento dei voti. Se AP avesse ottenuto risultati analoghi in altre 4 province siciliane, il deputato siracusano, sarebbe stato rieletto senza difficoltà. Quindi, il partito e chi ha composto le liste alfaniane  sono i responsabili  di avere sottratto  la rielezione al professore Vinciullo( 6892 voti), che non mancato ripetutamente di ringraziare  la sua…gente. Anche Bruno Marziano (4.795 voti) è uno che ha mancato la rielezione, ma non per questo si nasconde e non parla, anzi, si fa sentire anche troppo. L’ex assessore regionale scarica le responsabilità  ad una sorta di trama interna al suo partito, il PD che, in corso d’opera, avrebbe favorito  grazie ai dirigenti di più alto livello, il vincitore Giovanni Cafeo (7.404), che  ha rigettato tale ipotesi, argomentando con i numeri usciti dalle urne. In ogni caso Marziano fa capire chiaramente di volere continuare il percorso politico, anche se non dice dove lo condurrà.  Strano il silenzio di Paolo Amenta (3.747) candidato del PD che è risultato l’ultimo della lista PD. Nel 2012, fuori dal PD in una lista fai-da- te lo stesso Amenta aveva ottenuto quasi 3000 voti. Potrebbe mai ammettere che il valore aggiunto ricevuto dalla sua corrente è di poco meno di 1.000 voti senza  innescare polemiche? No! Magari è questo il motivo del suo silenzio. Nella lista Udc si registrano i grandi sconfitti e il maggior silenzio. Due uscenti, Pippo Sorbello (1.946 voti) e Giambattista Coltraro (2.742), che hanno fatto scoprire di non avere quasi partecipato alla campagna elettorale del 5 novembre, riportando consensi di tipo  competizione amministrative.  Sia il notaio sia l’ex sindaco di Melilli hanno preferito non scrivere neanche un comunicato di tre righe, scordando che ancora sono in carica al Parlamento regionale. Nichi Paci  che pensava di essere stato eletto nella stessa lista Udc (2.964 voti) avrebbe potuto chiedersi come mai è riuscito a superare  i due big della lista, che in passato sono stati eletti con migliaia di voti in più. In forza Italia i delusi che hanno deluso e non hanno profferito parola  sono stati i candidati  considerati  con maggiori possibilità di essere eletti: Antonello Rizza (4.929 voti) e  Franco Zappalà (3.652). Anche Edy Bandiera ( 5.538 voti) non è riuscito a raggiungere l’obiettivo centrato da Rossana Cannata (6.836 consensi). Però Bandiera non ha mancato di ringraziare i suoi elettori e far sapere che essendo arrivato secondo poteva anche farcela con uno sforzo in più     dei suoi sostenitori. Rizza è riuscito ad avvicinarsi ai numeri del secondo classificato  nonostante la sua penalizzante situazione giudiziaria, forse per lui il silenzio è un obbligo.  Non per Zappalà che dovrebbe spiegare come mai ogni competizione  si presenta il sicuro eletto e poi puntualmente si piazza agli ultimi posti. Moltissime sono state le attenzioni per colui che viene definito ora il più trombato della campagna elettorale siracusana (ci scusiamo con l’interessato per l’espressione lapidaria corrente in città  ndr): il presidente del Siracusa Calcio, Gaetano Cutrufo. Ottimo imprenditore, secondo le aspettative dei molti,  doveva essere destinato a battere il coinquilino di lista Enzo Vinciullo, invece, ha registrato il flop più rumoroso della competizione elettorale aretusea, che fa discutere anche in ambito regionale  per alcune implicazioni politiche in cui è stato trascinato dai suoi referenti. Essendo, già, un personaggio pubblico il presidente Cutrufo, avrebbe dovuto avvertire l’obbligo di presentarsi in conferenza stampa, non certo per parlare di calcio. Il flop  non è stato lui ha crearlo,  bensì chi lo ha circondato  mostrandogli sagome di cartone di carri armati e aerei. L’unica colpa del candidato Cutrufo potrebbe essere stata quella di non essersi affidato a persone giuste, poiché  la sua grande  squadra che  doveva “vincere la sfida”  si è mostrata infine politicamente e forse anche professionalmente inappropriata e senza esperienza. Il presidente dovrebbe smetterla di nascondere la sua delusione, cisto che altri hanno determinato la bruciante  débâcle. Cutrufo, se è un uomo disponibile al confronto, avrà ancora l’opportunità di incontrare la città che ancora lo sostiene  nonostante i suoi…”amici” dell’ultim’ora che gli avevano promesso una candidatura nel Pd e la vittoria prima di farlo ripiegare nella lista di Ap, dove non sarebbe mai stato deputato.  

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