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Siracusa – Quando Granata voleva abbattere l’ecomostro del Talete e le casse erano piene. Ora siamo alla canna e qualcuno ci pensa ancora.

Siracusa: a destra l'ecomostra denominato Talete

Siracusa: a destra l’ecomostro denominato Talete

 (Gregorio Valvo))Siracusa, 16 aprile 2014 – C’è un siracusano qualunque, un cittadino qualunque  credo, che, pur avendo un nome dalla fonetica difficile, ha ben pensato di  rappresentare  molti senza sapere molto, dell’argomento  che intende trattare. Giuseppe Implatini ha pensato bene di abbattere l’ecomostro chiamato Talete, perchè il comune ha pensato di spendere dei  soldi per mantenerlo discretamente utilizzabile come parcheggio. Non conosciamo l’età del signor Implatini,  però supponiamo sia giovane, o di memoria corta, altrimenti ricorderebbe che sul finire degli anni ’90 il consiglio comunale ebbe ad affrontare l’argomento “demolizione” e a capeggiare la corrente di pensiero che l’esprimeva era il consigliere Fabio Granata. Anch’egli però alla fine dovette arrendersi  per l’alto costo che si annunciava per demolire l’ecomostro. Erano i tempi belli, quelli che consentivano di spendere e spandere in ogni direzione, eppure il consiglio comunale si trovò costretto a dire che il costo era insopportabile.  La stima approssimativa del costo ammontava a oltre 5 miliardi di lire.  Si pensava come ripiego  a un concorso di idee (gratis) per ” mascherare” la struttura (sveleremo poi a chi venne l’idea) per renderla “turisticamente compatibile”  com una spesa accettabile. Nessuno però volle  neanche affrontare  quella proposta lanciata da chi scrive in un editoriale televisivo. Anche fare il trucco esterno, si disse, costava troppo. Farne un misero posteggio fu la cosa più economica e  culturalmente elevata che 18 anni addietro si poteva fare. Ora che siamo al dissesto economico  viene fuori la scienza del signor Implatini con una proposta giudicata indecente quando la “morale” (e i soldi) permettevano tutto.  Mi dispiace apprendere che la consigliera del PD Princiotta abbia accolto  entusiasticamente di farsi promotrice del dibattito sull’argomento da portare in consiglio comunale e fuori coinvolgendo anche tecnici. Se non c’è proprio nulla su cui dibattere in Consiglio comunale offriamo (gratuitamente) l’argomento: Come pagare i debitori che  aggrediscono il comune  per quelle somme che non potrà  pagare senza dichiarare il dissesto. Sarà una perdita di tempo ugualmente, almeno, sarà un argomento al passo con la realtà di oggi che non permette a nessuno di parlare di spese straordinarie da affrontare. Il secondo suggerimento ( sempre gratuito) vogliamo offrirlo al presidente del Consiglio  comunale, sempre pronto alle costose  convocazioni dell’aula. Faccia mettere un cartello all’ingresso  con su scritto: “Sono benvenute tutte le idee a costo zero da realizzare senza spendere  tempo”.  

Dichiarazione di Giuseppe Implanini

(*CS)Siracusa, 16 aprile 2014 –  “Svelato il progetto del comune, 619.000 usati per rifare il trucco all’ecomostro! Usiamoli per demolirlo e restituiamo il lungomare a Siracusa.

A una settimana dalla pubblicazione del primo comunicato sull’argomento parcheggio Talete, e sull’opportunità o meno di restaurarlo o demolirlo, dall’amministrazione comunale nessuna risposta, malgrado a brevissimo potrebbero essere sprecati 600.000 euro.

Tanti i quesiti posti in quella occasione, quanti gli interrogativi spontanei che qualunque cittadino si porrebbe di fronte a questa questione, domande che sarebbero rimaste senza risposta se non ci fossimo nel frattempo documentati.

Andiamo per ordine: il Comune di Siracusa nel 2006 con una delibera attua una variante urbanistica per il cambio di destinazione d’uso del Palazzo delle Poste destinandolo ad albergo; il Sindaco di allora mette in rilievo l’importanza dell’intervento perequativo da attuare da parte della ditta acquirente, quantificato in 600.000 euro e consistenti in “interventi di riqualificazione nel circostante perimetro urbanistico di Ortigia” e il comune decide che questi interventi dovranno essere destinati a riqualificare e sistemare il parcheggio Talete sulla base di un progetto già predisposto dall’U.T.S.O.

Detto questo,  è chiaro che, fermo restando l’importo dell’intervento (seppur già in consiglio allora considerato da alcuni esiguo e oggi dopo 8 anni almeno da rivalutare secondo ISTAT), quella di impiegare i 619 mila euro nel restauro del Talete è una discutibile scelta! Il problema è che il 20 febbraio di quest’anno il Comune ha firmato un accordo per l’esecuzione di tali lavori con la ditta succitata, sulla base di un nuovo progetto redatto dal suo ufficio tecnico per quello che è a mio parere definibile come un vero e proprio spreco di denaro pubblico!

Infatti i lavori per l’ammontare complessivo di oltre 600.00 euro si riferiscono ad un intervento di puro ‘maquillage’ per la colata di cemento più vergognosa della storia del nostro territorio! Il progetto prevede la tinteggiatura dell’interno, rifacimento del pavimento interno, dei bagni, collocazione di ascensore, segnaletica e manutenzione delle condotte scarico acque piovane!

Ma, mi chiedo, si conoscono i problemi del Talete? A parte l’essere una orribile struttura in cemento armato in un’isola UNESCO e posta davanti al mare, ci si è resi conto che un terzo è sempre chiuso per problemi non meglio precisati? Ci si è resi conto che in caso di incendio le altezze interne hanno già reso difficilissimo l’intervento? Si è consapevoli dei dislivelli che vi sono e che ad ogni piovuta  puntualmente l’interno si allaga? Quante volte la protezione civile è dovuta intervenire? Siamo sicuri che il Talete sia a norma? La distanza minima dalle uscite è quella prevista dalle norme? Possiamo ritenere tale luogo, infine, un posto sicuro nelle ore notturne?

In conclusione ritengo che l’amministrazione debba immediatamente fermarsi e avviare una riflessione generale su questo argomento al fine di non rischiare di perdere una grande opportunità di liberare la nostra bellissima città da un simile inutile obbrobrio. Da una parte, gli interventi previsti sono assolutamente non risolutivi dei problemi strutturali del parcheggio e a carattere temporaneo, dall’altra la somma a diposizione, che ricordiamo appartiene ai cittadini, è un grande occasione di restituire a Siracusa città UNESCO il suo lungomare e parcheggio aperto”.

 *Giuseppe Implatini

 * A tal proposito interviene il consigliere comunale Simona Princiotta: “Essendo questa una amministrazione aperta al confronto con i cittadini e con tutte le associazioni territoriali, colgo l’invito del Presidente dell’Osservatorio Civico Turistico Aretuseo, e mi impegno a presentare in consiglio comunale una richiesta di adunanza aperta perché ritengo obsoleta la delibera del 2006, così come ritengo fondamentale un nuovo confronto su un tema così importante, un momento utile per ascoltare il parere dei tecnici e della deputazione locale”.

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Comments (2)

  • La Redazione

    Caro signor Implatini, se chi scrive le dolenti note e “un giornalista”, lei potrà ben essere uno qualunque. Se non mi offendo io del fatto che lei non mi conosce, perchè lei ritiene di essere qualcuno da potersi firmare, per l’occasione, senza mettere neanche la sua qualifica? Cosa ha fatto di professionale o di personale per firmare una proposta così importate? Lei fa capire di ricordare gli eventi che cito nel mio articolo, ma, credo che qualcuno abbia tentato di riferirle qualcosa in merito, senza neanche ricordare il fatto. Si fidi è così! Quando si discutevano queste cose in consiglio io c’ero, non c’era chi le ha riferito qualcosa in merito e se c’era dormiva. Lei di certo era assente altrimenti…l’avrei notata! Nessuna offesa quindi, non sia presuntuoso e cerchi di accrescere la sua conoscenza. Intanto, precisiamo i 5 miliardi erano a quel tempo in lire. Lei afferma che con 500.000 euro si riuscirebbe a sbancare il Talete. E’ sicuro? Quella cifra forse potrebbe servire alla messa in discarica. Per sua informazione sappia che io sono contrario ad impiegare qualunque cifra sul Talete, immagini 600.000 euro. Senza offesa, naturalmente, ma, credo che lei sia un ragazzo con tanta voglia di fare, non sprechi questa sua prerogativa infarcendola di presunzione: si apra il confronto…sereno e agli imput esterni documentati.
    Cordialmente, accolga i miei Saluti e l’augurio di una buona Pasqua.
    Gregorio Valvo uno sconosciuto giornalista di provincia che esercita da 42 anni la professione senza farsi notare.

  • Giuseppe Implatini

    Cinque miliardi? Quando chi dovrebbe informare, per errore, disinforma.

    Apprendo ieri sera e pubblico oggi di seguito alla presente mia risposta, un articolo pubblicato su un giornale on line. Il giornalista che scrive, seppur di lunga esperienza, dopo le interessantissime dichiarazioni sulle sue difficoltà di lettura e pronuncia del mio cognome e sul fatto che io sia un uomo qualunque, si avvia in una ricostruzione definibile quantomeno imprecisa e lacunosa delle vicissitudini legate all’ecomostro Parcheggio Talete.
    In tale scritto egli afferma che l’idea della demolizione sarebbe stata capeggiata sul finire degli anni ’90 dall’allora consigliere Fabio Granata, che avrebbe abbandonato l’idea per via dell’enorme costo dell’opera, cioè 5 miliardi di lire, avallando, di fatto, una simile stima.
    Ancora, nella nota citata tale giornalista considera positivamente il progetto dell’amministrazione di spendere i 619.000 euro, derivanti dalla convenzione con la società che ha acquisito e ricevuto in cambio la variazione della destinazione d’uso del Palazzo delle Poste, definendoli “dei soldi spesi dal comune per mantenerlo discretamente utilizzabile come parcheggio.”
    Infine, il gentile cronista, dopo avermi dato ironicamente dello “scienziato”, per la mia proposta “assurda”mirata a consentire a Siracusa di sbarazzarsi definitivamente di un ecomostro su un sito UNESCO, definisce una perdita di tempo e denaro la possibilità che grazie all’intervento della consigliera Princiotta si porti quantomeno la questione in aula con la partecipazione dei cittadini.
    Come rispondere quando si ascoltano simili inesattezze delle informazioni di base? Credo ci sia un solo modo, cioè contribuire alla formazione delle opinioni sul caso precisando per quanto possibile i fatti. Infatti, riassumendo:

    - Mai e in nessun momento è stata fatta una stima per la demolizione e spianamento pari a 5 miliardi, una cifra assurda! Che casomai l’amministrazione del tempo riferiva al costo di costruzione dell’opera! Il consigliere Granata non ebbe accolta la sua proposta.
    - Per onor del vero e per quanti non del mestiere, la demolizione dell’ecomostro, conferimento in discarica e relativo spianamento hanno un costo di non oltre 500.000 euro, somma ben entro il budget di denaro che si sta per sprecare per rifargli il trucco.
    - come ho descritto nella precedente nota, i lavori previsti dal comune non risolveranno i problemi strutturali dell’opera, i guai si riproporranno immediatamente e il loro importo sommandosi al denaro già speso non farà altro che aumentare l’imbarazzo di tanti cittadini “qualunque” che come me vorrebbero veder abbattuto questo muro stile “loculi” posto davanti al mare che ha deturpato la nostra “grande bellezza”.
    Certo della buonafede di ogni professionista e con puro spirito costruttivo, cordialmente e con dedizione per la mia città, rimango a disponibile e auspico ogni civile forma di confronto, utile ad approfondire un argomento così importante.

    Giuseppe Implatini

    p.s. confesso che la battuta sulla fonetica del mio cognome mi ha fatto sorridere…

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