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Siracusa – Nel PD aretuseo sono alle comiche. Dopo la campagna elettorale per AP, Garozzo chiede le dimissioni di Orfini, Raciti e Lo Giudice.

LA SQUADRA DI GAROZZO CHE DOVEVA VINCERE TUTTO IN AP e anche nel PD

LA SQUADRA DI GAROZZO CHE DOVEVA VINCERE TUTTO IN AP e anche nel PD

 

 

(Gregorio Valvo) Siracusa, 8 novembre 2017 – Il sindaco Giancarlo Garozzo torna dalle ferie elettorali che lo hanno visto  combattere insieme a Gaetano Cutrufo, candidato di AP e chiede le dimissioni di tutti i dirigenti del PD nazionale,  regionale e provinciale, meno che del segretario nazionale Matteo Renzi. Nel fare questa insolita e originale uscita il sindaco di  Siracusa ricorda di essere un “componente della direzione nazionale del PD”.  Così firma il comunicato passato alla stampa. Se non riguardasse il dramma di un partito che muore, passato dal 40 per cento delle europee al 18  registrato lunedì in Sicilia, ci sarebbe da ridere a crepapelle per la situazione  creatasi, specialmente a Siracusa. Come può un componente della direzione nazionale di un partito fare campagna elettorale per un altro partito (Alternativa Popolare), perdere su tutti i fronti, bruciare il suo candidato ( Cutrufo), per poi rientrare nei ranghi del PD chiedendo le dimissioni delle segreterie e del presidente nazionale del partito, resterà un mistero tipo film ” qualcuno volò sul nido del cuculo”. Insomma, mentre tutto il mondo politico siracusano si aspettava le dimissioni dal PD del sindaco Garozzo conscio di avere violato  l’articolo 9 dello statuto del suo partito, a sorpresa arriva la richiesta del “dimettetevi tutti” per avere fatto vincere Giovanni Cafeo creandogli alleanze in quel di Carlentini. Per Garozzo  creare alleanze e correnti è un delitto politico che si deve pagare con le dimissioni. Fare campagna elettorale per un partito avversario  si può e forse si deve, questa la strana nuova regola che il dirigente nazionale del partito democratico ha scritto, ovviamente  nottetempo. Nel comunicato dove Garozzo rimprovera  i dirigenti del che hanno fatto visita al sindaco Pippo Basso, non si legge neanche una parola del fatto che il sindaco, insieme alla sua giunta e tanti consiglieri comunali a lui vicini,  per oltre un mese avesse chiesto il voto per il partito di Angelino Alfano. Come dire che questo fatto non sarebbe mai  accaduto, oppure che nel Pd  sia  consentito  avere la doppia tessera di partito.  Pensiamo che siano da escludere possibili  psicopatie in libertà, pertanto, resterebbe da prendere in considerazione l’ipotesi che il sindaco e la sua squadra si preparano ad una più realistica  richiesta di espulsione che incombe su coloro che hanno fatto campagna elettorale contro il PD. Solo così si potrebbe quasi giustificare il banale tentativo  di invertire le parti  alzando un polverone.  Anche il sindaco garozzo nel suo comunicato trova spazio per  dire “Viene da ridere ma la cosa è tristemente seria”. Insomma siamo tutti d’accordo su un fatto: Nel Pd non resta che farsi quattro risate. 

In merito all’esito delle elezioni regionali dello scorso 5 novembre Giancarlo Garozzo, componente della direzione nazionale del Partito democratico, dichiara quanto segue:

(*CS)Siracusa, 8 novembre 2017 – “Dopo il risultato disastroso fatto registrare dal Partito democratico, sia a livello regionale che provinciale, il segretario regionale Fausto Raciti e il segretario provinciale di Siracusa Alessio Lo Giudice dovrebbero dimettersi. E con loro dovrebbe fare una seria riflessione anche Matteo Orfini che in piena campagna elettorale, invece di venire in Sicilia per sostenere la candidatura di Fabrizio Micari a presidente della Regione ha pensato bene di recarsi a Carlentini per fare cosa? Costituire l’area Orfini. Viene da ridere ma la cosa è tristemente seria.

Resto basito e fortemente perplesso davanti agli atteggiamenti tenuti da questi tre personaggi, Raciti, Lo Giudice e Orfini, prima, durante e dopo la campagna elettorale per le regionali.

Il segretario provinciale Lo Giudice, il giorno dopo le elezioni dirama un comunicato stampa di pura retorica per redarguire personalità varie quasi a voler attribuire loro i risultati ottenuti dal partito in provincia, farfugliando di regole e di statuto.

Ritengo che l’unica cosa gli resti da fare sia dare le dimissioni anche perché è del tutto ingiustificabile e squalificante per chi si definisce segretario, come appunto Lo Giudice o lo stesso Raciti recarsi a Carlentini, in piena campagna elettorale, insieme a Matteo Orfini, leader nazionale del Pd per costituire l’area Orfini. Un’azione, questa, volta non a sostenere la candidatura di Fabrizio Micari ma a rendere merce di scambio i voti della zona Nord della provincia. Voti che poi saranno determinanti per uno dei candidati della lista del Pd, vicino ovviamente a Raciti. Senza contare la presa in giro fatta a un intero territorio promettendo una candidatura alle nazionali e regalando illusioni prive di qualunque concretezza.

Se dirigenti provinciali, regionali e nazionali si comportano in questa maniera e si prestano a queste operazioni di basso cabotaggio è chiaro a tutti che il Pd non c’è più.

Il risultato fallimentare registrato alle elezioni regionali è da attribuire in larga parte proprio a Raciti che ha gestito in maniera scomposta tutto il percorso verso le elezioni, dalla stesura delle liste al metodo per scelta del candidato presidente. Questo fa di lui l’artefice e l’attore principale del disastro del Pd.

Questi personaggi e i loro atteggiamenti sono uno dei motivi che hanno spinto tante persone che credevano nel Pd ad allontanarsi dal partito, a scegliere di non votarlo, a consegnare la nostra regione nelle mani del centrodestra.  A mio avviso l’unica cosa che possono fare e rassegnare immediatamente le dimissioni”.

*Giancarlo Garozzo Componente della direzione nazionale del PD

 REPLICA DEL SEGRETARIO LO GIUDICE

 

Replica alle dichiarazioni del Sindaco Garozzo

(*CS) Le affermazioni del Sindaco Garozzo non sembrano certo quelle di un dirigente del PD. Ciò è coerente con il suo esplicito sostegno a un candidato all’Assemblea Regionale Siciliana appartenente alla lista di Alternativa Popolare (che peraltro non è stato eletto). Sostegno tanto più imbarazzante considerato che non mi risulta che Garozzo si sia ad oggi dimesso dalla Direzione Nazionale del PD, di cui è componente.

Perché mai Garozzo si stupisce del fatto che Matteo Orfini, come tanti altri dirigenti nazionali, abbia fatto il suo dovere girando la Sicilia e facendo campagna elettorale per il PD in alcuni Comuni della provincia di Siracusa? E perché si stupisce del fatto che Sindaci del Partito Democratico abbiano votato per il PD e per i suoi candidati? In realtà, il Sindaco Garozzo sembra avere poca dimestichezza con le regole del Partito Democratico. Una scarsa dimestichezza ampiamente dimostrata nella campagna elettorale appena conclusa, in cui si è adoperato per sottrarre voti alla lista del PD.

Come se non bastasse, Garozzo mostra poca dimestichezza anche con i numeri, considerato che (nonostante il suo sostegno ad un altro partito, nonostante la scissione di inizio 2017 e nonostante il risultato negativo della coalizione di centrosinistra in Sicilia) il Partito Democratico, tanto nella provincia di Siracusa quanto in Sicilia, ha ottenuto lo stesso numero e la stessa percentuale di voti del 2012. Ho l’impressione che la reazione scomposta di Garozzo sia volta solo a spostare l’attenzione dal disastro politico prodotto dalle sue stesse scelte.

*Alessio Lo Giudice Segretario Provinciale PD Siracusa

 

 

 

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