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Siracusa – “Me ne andrò con la penna in mano”, l’ultimo saluto del direttore alla redazione. Domani a S.Rita i funerali di Gregorio Valvo, “giornalista che ha raccontato il suo tempo”

 

Il direttore de lanota7.it Gregorio Valvo

(Massimo Ciccarello) Siracusa, 10 giugno 2018 – “Me ne andrò con la penna in mano”. Non c’era enfasi in quelle parole sussurrate al suo redattore, appena qualche settimana fa. C’era solo la lucida constatazione di ciò che per una vita era stato, e che tale sarebbe rimasto. Fino alla fine, senza cedere un millimetro né alla “malattia del secolo”, né all’esortazione di chiudere il giornale e godersi l’affetto della famiglia. E invece no, Gregorio Valvo l’ha voluta impugnare fino all’ultimo fiato quella biro, anche se diventata  pesantissima. Il direttore di LaNota7.it se n’è andato così, alle prime luci del 10 giugno. I funerali saranno celebrati domani, alle 15, a Santa Rita.

Fino all’ultimo si è fatto accompagnare al pc, per dare un’occhiata all’edizione in rete. Si è spento di domenica, giorno dedicato al Signore che disseBeati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati”. In quel Dio delle Scritture aveva una fede incrollabile, che riversò nel giornalismo come strumento per dare voce ai deboli. Ma di questa fortissima spinta religiosa nulla traspariva nei suoi articoli. Perché Gregorio era un giornalista vero e i suoi erano interamente laici, per quanto “illuminati” dalla Bibbia che conosceva versetto per versetto. Solo dopo anni di collaborazione faceva intravedere che dietro la ferrea etica giornalistica, diventata sempre più “anacronistica”, c’era un credo profondo nell’avvento di “cieli nuovi e terre nuove”. E che bisognava cominciare a costruirli con la penna da giornalista, perché questo era il “talento” che il Padre aveva assegnato per far fruttare, rischiando in prima persona se necessario.Di rischi ne ha corsi tanti nella sua lunghissima carriera di cronista, iniziata nella “frontiera” giornalistica di Lentini. Dove le lotte sindacali dei braccianti si scontravano con gli interessi della mafia terriera. E dove persino qualche apparato dello Stato non vedeva di buon occhio questo giovane corrispondente dell’Ora, che non nascondeva le sue simpatie comuniste. Ma dei pericoli ai quali è sopravvissuto parlava raramente, e malvolentieri. Era professionalmente nato all’epoca in cui il giornalismo si faceva in strada, e lì per sopravvivere ci vuole pelo sullo stomaco, non divismo mediatico. Una lezione che gli è venuta utile anche quando si è trasferito a Siracusa, dove i vandalismi alla sua auto oramai erano diventati routine.

Sono state tantissime le inchieste che ha scritto. Dalle mani della mafia sui pozzi di irrigazione – che gli costò l’incendio delle vetture della tivù – all’aereo Usa con uranio impoverito che cadde in prossimità dell’abitato lentinese, dove poi sono esplosi i casi inspiegabili di leucemia fulminante. E sono molte di più le notizie scottanti che ha non potuto pubblicare, perché leggi e deontologia non lo consentivano. Coi vecchi nastri della pioniera Video Triangolo, con le emeroteche che conservano il free press La Nota7, con gli archivi del Giornale di Sicilia, si può scrivere la storia di questa provincia attraverso i suoi pezzi.

Ha raccontato e commentato da giornalista i fatti del suo tempo con la competenza dovuta, la professionalità, la libertà e l’etica di un mestiere oggi sempre più messo a dura prova”, ha ricordato l’Assostampa di Siracusa. Mentre i giornalisti televisivi e telematici dell’Agirt hanno scritto che “viene meno un grande collega e un compagno di strada. Abbiamo condiviso esperienze e modelli di lavoro ormai lontani nel tempo. E’ scomparso un pezzo importante della nostra professione”.

  Una professione nella quale è stato precursore nella sua evoluzione tecnologica, aprendo uno dei primi notiziari online, ma tenendola saldamente ancorata alla scuola del giornalismo che consuma le scarpe e fa le nottate in consiglio comunale. Che alle conferenze stampa fa domande “provocatorie”, che non si fa voltare le spalle dal “potente” di turno quando chiede una dichiarazione, che non si accontenta dei comunicati ma scava dentro le notizie. In tempi di fake news dove il falso viene preso per vero, basta che sia verosimile al pregiudizio, ha portato LaNota7.it sulla strada dell’approfondimento e del commento politico.

Una via impervia, che ti fa dare del “fantasioso” quando sfuggi alla propaganda di regime, che ti fa diventare il “nemico” di ogni potere. Ma l’unica carreggiata che permette al lettore di riflettere, l’unica che tiene in piedi una democrazia vera, perché fa votare a occhi aperti. E l’unico giornalismo che Gregorio conosceva. E’ questa schiena dritta la più grande lezione che ha lasciato. Ed è questa eredità che la redazione raccoglie insieme alla sua penna. Ciao direttore, e grazie di cuore.

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Comments (1)

  • ivano

    dispiaciuto della notizia, ma rammaricato per non essere stato presente, approfitto del suo giornale per esprimere tutto il mio dolore. Grazie di tutto Gregorio. Ivano Bonavita (Francofonte)

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