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Siracusa – Le analisi dell’ASP confermano batteri alla piscina della Cittadella. Singolare ordinanza del Comune: “Ok chiusura ma non per chi nuota per agonismo”.

Da sin. Nel riquadro Salvo Baio e l'assessore allo Sport Francesco Italia

Da sin. Nel riquadro Salvo Baio e l’assessore allo Sport Francesco Italia

  (Greg Valvo) Siracusa, 20 marzo 2018 -   Ancora un provvedimento di chiusura per la piscina comunale, scaturito dai risultati emersi dai campioni prelevati dai tecnici dell’Asp8. Ancora una volta il comune, proprietario della struttura, glissa minimizzando sulla richiesta di chiusura avanzata dall’Ufficio Igiene pubblica  stabilendo che il gestore privato può continuare a tenere “regolarmente”  aperta la piscina  tutti i giorni.  La dirigente responsabile del settore   ha avviato il procedimento di emissione di chiusura, avvisando il  gestore di inibire l’uso della vasca grande eccezion fatta per l’attività agonistica. La notizia che ci giunge da Salvo Baio, il dirigente del PD che da tempo segue la vicenda tragicomica aretusea, che si chiede come si può stabilire che chi nuota per attività agonistica ( non importa l’età) può fare il pieno di batteri mentre per tutti gli altri vale la regola di salvaguardia indicata dai sanitari. Ovviamente, la scelta di mandare allo sbaraglio chi fa agonismo natatorio, appare oltremodo risibile e criticabile a chiunque, meno che alle autorità pubbliche che come al solito tentano ( riuscendoci) di minimizzare. Purtroppo, sono queste le  cose  che rendono Siracusa una città libera da ogni regola o norma che vale sul territorio nazionale  meno che in quello aretuseo. Di seguito postiamo il comunicato di Salvo Baio, molto puntuale,  che ha ispirato la nostra nota e che dovrebbe allarmare quanti invece fingono di non capire che si tratta della salute pubblica a rischio. Eppure – non sappiamo se qualcuno l’ha notato – sulla vicenda  che vale qualcosa in più di una buca per strada o per l’avvio dei lavori al campo Di Natale, nessun partito, consigliere o movimento civico, ha avvertito l’esigenza di scendere in campo, come riguardasse un paese del sud America e non la decantata Siracusa. Qualcosa vorrà pur dire, cerchiamo di capire perchè!     

IL COMUNICATO DI SALVO BAIO

(*Salvo Baio)Siracusa, 20 marzo 2018 – Le istituzioni tacciono, ma è proprio il loro silenzio a confermare i fatti.  Il servizio di Igiene pubblica il 5 marzo  ha effettuato i prelievi di  campioni di acqua della piscina grande, li ha fatti  analizzare ed i risultati hanno confermato la presenza di batteri.   A questo punto il servizio di Igiene ha comunicato i risultati al Comune e  ha chiesto (per la seconda volta) la chiusura della vasca grande. Fin qui la procedura è stata rigorosamente rispettata e l’Asp ha fatto il proprio dovere.  L’ha fatto anche il Comune?  La pratica è finita  nelle mani della dirigente del settore Sport, la  dottoressa Caligiore, che ha avviato il procedimento di emissione dell’ordinanza  di chiusura e nel frattempo ha inviato un lettera al gestore per inibire l’uso della vasca grande, eccezion fatta  per l’attività agonistica. Stesso provvedimento di quello adottato il 26 febbraio e rimasto lettera morta. La dottoressa Caligiore naturalmente omette di  specificare sulla base di quali criteri igienico-sanitari  l’attività agonistica può convivere con i batteri e lascia alla libera interpretazione del gestore  la delimitazione dell’ambito di esplicazione  dell’attività agonistica.

E’ bene  infatti  tener presente che quando il Comune dice  che bisogna chiudere la piscina intende dire che forse bisognerebbe chiuderla, nel presupposto che a Siracusa anche scripta volant. Sta qui la forza del “Partito della Cittadella”.

Voglio ricordare che in occasione del  provvedimento di chiusura della piscina, adottato dal Comune in data 26 febbraio, il gestore  dispose la sospensione delle attività natatorie  solo per il pomeriggio del  primo marzo, ma contemporaneamente  comunicò  a tutte le società sportive di nuoto e pallanuoto che  dall’indomani  sarebbe tornato tutto come prima. E così è stato.   Il gestore dava per certo un esito favorevole delle analisi delle acque e l’archiviazione  del procedimento da parte dell’Asp. Ma il servizio Igiene pubblica  mandò  in fumo  le sue certezze  disponendo ulteriori campionamenti, quelli del 5 marzo, i  cui risultati   hanno  confermato ancora una volta la presenza di batteri. (Tra parentesi mi permetto di insistere  sulla necessità di accertare l’eventuale presenza di legionella).

Se il quadro è questo, qualcuno può spiegare chi ha autorizzato e continua ad autorizzare  il gestore a tenere “regolarmente”  aperta la piscina  tutti i giorni, nonostante ne sia stata disposta per ben due volte  la chiusura?  Il Comune, che è proprietario degli impianti della Cittadella,  vigila sul rispetto dei propri provvedimenti o si gira dall’altra parte?  Non si può usare il pugno di ferro  nei confronti degli ambulanti e i guanti di velluto nei confronti di altri.

*Dirigente provinciale del PD.

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