Siracusa – L’appalto della gestione idrica alla Siam per la GDF ha prodotto danni erariali al Comune per quasi 2 milioni e 900 mila euro. Per il sindaco sono “Accuse infondate”. Reviewed by Momizat on . [caption id="attachment_77209" align="alignleft" width="300"] La Guardia Di Finanza di Siracusa e le indagini sull'affidamento del servizio idrico integrato[/ca [caption id="attachment_77209" align="alignleft" width="300"] La Guardia Di Finanza di Siracusa e le indagini sull'affidamento del servizio idrico integrato[/ca Rating: 0
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Siracusa – L’appalto della gestione idrica alla Siam per la GDF ha prodotto danni erariali al Comune per quasi 2 milioni e 900 mila euro. Per il sindaco sono “Accuse infondate”.

La Guardia Di Finanza  di Siracusa e le indagini sull'affidamento del servizio idrico integrato

La Guardia Di Finanza di Siracusa e le indagini sull’affidamento del servizio idrico integrato

 (GV)Siracusa, 12 aprile 2o12 - Per la Guardia di Finanza che da tempo indaga sull’affidamento del servizio idrico di Siracusa e ( in un primo tempo) Solarino si ravvisano danni erariali per  quasi 2 milioni e 900 mila che avrebbero penalizzato le casse degli enti interessati e in particolare del Comune di Siracusa.  Nel segnalare alla  Procura Regionale della Corte dei Conti di Palermo il danno erariale le fiamme gialle  che hanno approfondito le analisi alla  documentazione ottenuta dai magistrati che indagano da tempo ( i sostituti procuratori Giancarlo Longo e Marco di Mauro), hanno indicato anche i nomi di coloro che sarebbero responsabili dell’avvenuto danno: Il sindaco di Siracusa Giancarlo Garozzo, l’ingegner Natale Borgione dirigente del settore Lavori pubblici del comune di Siracusa e il dirigente della società gestore del servizio, la Siam spa,  Enrico Jansiti.   I finanzieri, alla strega dei magistrati, hanno convenuto che l’affidamento del servizio senza una vera gara di appalto di carattere europeo, avrebbe fatto venire meno il principio della concorrenza e quindi quello dell’utile d’impresa, da questo il danno quantificato in 2.808.853,97 euro che avrebbero causato in solido i personaggi  indagati. A quanto affermano gli analisti della GdF ” Nel secondo caso, invece, si è determinato il danno pari all’ammontare dell’utile dell’impresa affidataria corrisposto dal Comune di Siracusa, nonostante la nullità del contratto di affidamento perché stipulato in violazione del Codice degli Appalti”. Insomma quell’appalto non doveva essere affidato perchè ” in  contrasto ad ogni forma di illegalità nella Pubblica Amministrazione costituisce una priorità in quanto ne altera le regole della sana competizione tra imprese, danneggia gli onesti e fa aumentare i costi dei servizi pubblici”. Come non dire che si tratta di una vera grossa tegola piovuta sul capo degli indagati che rischiano – se la Corte dei Conti dovesse confermare le analisi dei militari dal basco verde – di dovere procedere ad rilevanti esborsi economici dovuti proprio agli errori nelle procedure di gara. Inoltre, si deve annotare  che attualmente il servizio di gestione delle risorse idriche integrate di Siracusa procede in un anomalo regime di proroga.  Il sindaco Garozzo, dopo avere appreso dell’iniziativa delle Fiamme Gialle a suo carico  si sarebbe dichiarato sereno perchè ritiene il risultato delle analisi documentali solo una “perizia di parte”. Nel suo comunicato il sindaco di Siracusa, in maniera stringata afferma:   “Non c’è nulla di nuovo. La Guardia di finanza non ha fatto altro che acquisire i dati della consulenza dell’ingegner Boeri, nominato dai pubblici ministeri Longo e Di Mauro nel procedimento penale sulla gestione del servizio idrico, e trasmetterli alla procura della Corte dei conti che dovrà valutarli. É una consulenza di parte, sulla quale non c’è stato alcun contraddittorio. Si tratta, insomma, di un’ipotesi basata sulle conclusioni di un consulente”.  Inoltre, Garozzo, ha aggiunto di sentirsi “assolutamente sereno che in sede penale emergerà l’infondatezza delle accuse. Prendo atto che tutte le mie responsabilità deriverebbero dalla firma di un’ordinanza adottata nell’arco di 24 ore e in emergenza per assicurare il servizio idrico alla città, il funzionamento del depuratore e per dare delle risposte a quasi 160 lavoratori e alle loro famiglie”.

 

GESTIONE DEL SERVIZIO IDRICO DI SIRACUSA E SOLARINO: SEGNALATI DANNI ERARIALI PER 2,8 MILIONI DI EURO

Siracusa, 12 aprile 2o12 – La Guardia di Finanza di Siracusa ha segnalato alla Procura Regionale della Corte dei Conti di Palermo un danno erariale per € 2.808.853,97 a carico del Sindaco del Comune di Siracusa, Giancarlo Garozzo, del Dirigente del Settore Lavori Pubblici, Ingegnere Natale Borgione e del Direttore Generale della Società affidataria (gestore) del Servizio Idrico Integrato dei Comuni di Siracusa e Solarino per l’anno 2015 e per il primo trimestre 2016, Enrico Jansiti.

Il Nucleo di Polizia Tributaria, terminata l’indagine sulla gestione del servizio idrico integrato dei Comuni di Siracusa e Solarino delegata dalla locale Procura della Repubblica, coordinata dal Procuratore Aggiunto Dott. Fabio Scavone e diretta dai Sostituti Giancarlo Longo e Marco Di Mauro, ha richiesto ed ottenuto l’autorizzazione per l’analisi della copiosa documentazione ai fini della segnalazione del danno erariale.

L’approfondimento e l’analisi della documentazione hanno consentito alle Fiamme Gialle aretusee di segnalare alla Magistratura Contabile i tre responsabili che, in solido tra loro, hanno arrecato un danno all’Erario per oltre 2,8 Milioni di €uro in relazione a due tipologie di danno, quello c.d. alla “concorrenza” e quello c.d. da “utile d’impresa”.

Nel primo caso, il pregiudizio all’erario scaturisce dalla mancata applicazione delle regole del confronto concorrenziale tra operatori economici che avrebbe comportato per il Comune di Siracusa un risparmio di spesa rispetto a quella effettivamente sostenuta per effetto di un affidamento senza gara.

Nel secondo caso, invece, si è determinato il danno pari all’ammontare dell’utile dell’impresa affidataria corrisposto dal Comune di Siracusa, nonostante la nullità del contratto di affidamento perché stipulato in violazione del Codice degli Appalti.

Il contrasto ad ogni forma di illegalità nella Pubblica Amministrazione costituisce una priorità in quanto ne altera le regole della sana competizione tra imprese, danneggia gli onesti e fa aumentare i costi dei servizi pubblici.

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