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Siracusa – Il silenzio dell’Asp8 sulla chiusura delle piscine antigieniche crea confusione.

La sede ASP e nel riquadro Salvo Baio

La sede ASP e nel riquadro Salvo Baio

  (GV)Siracusa, 2 febbraio 2018 – Insomma, la vicenda della chiusura delle piscine della cittadella alla fine è diventata un pateracchio a cui nessuno sembra essere in grado di chiarire. La chiusura c’è stata oppure no? Il comunicato stampa della società che gestisce gli impianti  dice il vero o no?  Ecco cosa dice il comunicato della Canottieri Ortigia. “Consegnati questa mattina, nel corso di una riunione tenuta con gli uffici competenti del Comune di Siracusa e l’ASP locale, i referti di prova delle analisi relative al riscontro dei valori di conta batterica effettuate dopo gli accertamenti avvenuti nei giorni scorsi. Gli esiti negativi dei campionamenti, eseguiti subito dopo l’immediata sanificazione/bonifica dei filtri avviata dalla Gestione della Cittadella dello Sport, sono stati immediatamente accolti dagli uffici comunali e dall’ASP che hanno chiuso la procedura disponendo, così, il normale utilizzo degli impianti già a partire dalla giornata di oggi.” Dal momento che il controllato, nella fattispecie,  è un privato non appare realistico che possa essersi sostituito ai poteri che spettano alla cosa pubblica. Lo fa notare, semmai fosse il caso, il solito attento Salvo Baio  che sulla vicenda sembra saperne
 più di chiunque. In questa vicenda, che presenta anche un lato che tende  al grottesco, non si comprende come mai le autorità interessate istituzionalmente tacciono a favore dei comunicati dei diretti interessati. E’ legittimo chiedere che sia l’ASP8 ad emettere un comunicato autorevole che faccia luce sull’intera vicenda,  dove le notizie che si scrivono appaiono certe e non verosimili.

                                              IL COMUNICATO DI SALVO BAIO

(*Salvo Baio)Siracusa, 2 febbraio 2018 - Escludo con cognizione di causa che l’Asp  abbia accolto e fatto propri i risultati delle analisi presentati dal gestore della Cittadella dello Sport. Mi risulta anzi che  abbia ribadito che  solo i controlli eseguiti da strutture sanitarie pubbliche hanno valore legale.   L’Asp comunque  farebbe bene a precisare come sono andate le cose vista la delicatezza del caso.  Pertanto la decisione del gestore di riaprire le piscine, a mio avviso,  è del tutto arbitraria e non ha alcuna copertura  da parte dell’Azienda sanitaria.  Sfido chiunque a dimostrare il contrario.  Ma è ipotizzabile che il controllore pubblico, cioè il servizio di Igiene, possa acriticamente prendere per buone le analisi prodotte dal controllato  privato, avallando la  riapertura degli impianti senza aver fatto prima le necessarie verifiche?  Sarebbe destabilizzante sul piano della correttezza delle procedure amministrative.  La verità è semplice: la chiusura o l’eventuale riapertura degli impianti sportivi è di esclusiva competenza del Comune, che ne risponde in prima persona. Tirare per la giacca l’Asp  è vergognoso. 

  Si deve sapere che il  servizio di Igiene dell’Asp è tuttora  in attesa di un’ordinanza sindacale di chiusura delle piscine per carenza igienico-sanitaria, chiesta con Pec venerdì della scorsa settimana e rimasta priva di riscontro.  Il Comune di Siracusa, giocando con le carte e prendendo tempo,   anziché emettere  l’ ordinanza  di chiusura  a firma del sindaco, come era tenuto a fare,  ha inibito con  un preavviso di procedimento l’utilizzo  delle due vasche.   Faccio notare che quando  i carabinieri della stazione di Siracusa   hanno opportunamente dato notizia di “un’ordinanza del competente ufficio comunale di chiusura delle vasche” chi doveva attenersi all’ordinanza se ne è infischiato e  nonostante il divieto  ha consentito che nella piscina grande  nuotassero regolarmente atleti di ogni età, perfino ragazzini di 6, 7 anni. 

 La  verità è che la vasca grande non è stata mai chiusa, tranne (parzialmente) giovedì scorso.  Non è dato sapere  se il  provvedimento di chiusura delle piscine, adottato   dalla dirigente Caligiore, sia stato ritirato e con quale motivazione.   Sia chiaro l’uspicio di tutti è che le piscine vengano  riaperte e che non ci siano problemi igienici e sanitari, ma questo deve avvenire nel pieno rispetto delle regole.  

Dirigente prov. del PD

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