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Augusta – Il M5S inaugura il primo consiglio comunale…”in seduta segreta”, alla faccia della trasparenza e delle dirette streaming

La convocazione...segreta

La convocazione…segreta

 (Massimo Ciccarello) Augusta, 5 novembre 2016 - Quella minuziosa ispezione della Regione sull’affidamento di lavori pubblici senza gara, e sempre alle stesse ditte, avrebbe potuto imbarazzare il partito della “#trasparenza”. Così, con tanti saluti allo streaming – e pure alla legislazione di qualunque democrazia – l’amministrazione grillina convoca il consiglio comunale “in seduta segreta”. E’ stato proprio questo il singolare oggetto dei lavori consiliari svoltisi la sera del 3 novembre, in sessione straordinaria e a porte chiuse. Una riunione “riservata”, la prima che si ricordi, per discutere la relazione della commissione d’indagine sull’ufficio tecnico.

  La riunione “carbonara” si sarebbe conclusa sostanzialmente con un nulla di fatto. Grazie ai consiglieri pentastellati, che con le telecamere spente avrebbero disinvoltamente indossato gli inediti panni dei pompieri. Dai loro banchi, infatti, sarebbe partito un intervento che “minimizzava” quanto appurato dall’ispettore regionale. Il quale ha individuato presunte anomalie in 8 appalti su 40, nell’arco di tempo compreso fra il 2014 e il 2016. Un 20 per cento di presunte irregolarità, che qualche paladino della legalità – ma solo in diretta video – avrebbe definito come roba di poco conto. Non tanto almeno da impegnare la giunta a prendere provvedimenti.

  Insomma, i 5 Stelle avrebbero cercato di uscirsene fischiettando. Il loro capogruppo, Mauro Caruso, avrebbe persino proposto di rinviare i lavori “segreti”. Talmente “riservati” che non c’era nessuno a rappresentare Palazzo di città. La presidente, Lucia Fichera, ha precisato che “l’amministrazione non era presente semplicemente perchè non aveva ricevuto invito”. E che tutta questa segretezza era dettato dal fatto che, “come da regolamento, tutti gli argomenti trattanti dati sensibili devono essere svolti e argomentati a porte chiuse”.

  Una vicenda di gran lunga più scabrosa – la relazione della commissione consiliare d’inchiesta sulla Oikothen – durante la prima amministrazione di Massimo Carrubba si svolse a porte aperte. Su richiesta degli stessi amministratori coinvolti. Ora, invece, i corifei della #onestà con l’hashtag hanno preferito sprangare i portoni al pubblico.

  Perciò, “essendo una seduta segreta saranno pubblicati soltanto eventuali pareri o richieste, omettendo tutta la parte del dibattito”. Che sarebbe stata senza dubbio interessante, aldilà delle risultanze sulla denuncia dell’imprenditore che si vedeva sistematicamente escluso dai lavori pubblici. Poichè gli elettori avrebbero potuto giudicare da soli perchè l’opposizione è andata sfilacciata, senza una linea comune.

  E perchè il capogruppo dei 5 Stelle ha abbandonato l’aula prima della votazione. Sull’argomento, Caruso non ha rilasciato dichiarazioni. Perciò un video sarebbe stato utile per capire se il gesto tradisse nervosismo verso i suoi consiglieri, che non se la sono sentita di far finire la riunione a tarallucci e vino.

  Invece avrebbero votato una mozione di indirizzo che impone all’amministrazione, e al segretario comunale, di agire genericamente a tutela del Comune. Il condizionale – di solito utilizzato per le inchieste giudiziarie in corso – non si è mai usato per una banale seduta consiliare. Ma stavolta i campioni della “democrazia orizzontale” sul web, nel mondo reale hanno più opportunisticamente deciso che “gli atti della seduta seguiranno un normale iter di pubblicazione”.

  Forse, quando sarà rivelato questo “segreto di Fatima” in versione 5 Stelle, potranno trovare una replica alcune domande un pò seccanti per il Palazzo. Innanzitutto perchè il Comune non ha mai risposto alla richiesta della Regione di trasmettere gli atti, per la valutazione sulla regolarità nei lavori pubblici. Tanto che, alla fine, da Palermo è arrivato un commissario ad acta. Insieme a una nota spese di circa 800 euro a carico del Comune, relativi ai costi di trasferta del funzionario regionale. Una vicenda oggetto di un’interrogazione presentata dall’opposizione, rimasta ancora senza risposta, che rischia di finire dritta dritta alla Corte dei conti.

  E poi c’è la questione di quella visita dei carabinieri ai Lavori pubblici, lo scorso giugno, per acquisire delle carte. Ma questa curiosità si scontra con la “segretezza” stabilita dalla legge, a tutela dell’attività d’indagine della procura. Che è cosa completamente diversa dalla “seduta segreta” del consiglio, inventata per l’occasione dall’amministrazione grillina.

  Un giornalista buontempone potrebbe trovarvi somiglianze con quella di un famoso film di Mario Monicelli, dove Alberto Sordi veniva ammesso a una “seduta segreta” coi suoi colleghi d’ufficio previa iniziazione con l’amaro Averna. Solo che in questa vicenda augustana, l’amaro se lo deve sorbire chi pensava che la trasparenza non fosse solo un hashtag per Facebook.

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