Siracusa – Giovanni Cafeo difende (a modo suo) il segretario Lo Giudice richiamando la pace interna al PD, con parole di Renzi. Reviewed by Momizat on . [caption id="attachment_86594" align="alignleft" width="837"] Il coraggio e la sfida di Cafeo[/caption]  (Gregorio Valvo) Siracusa, 29 novembre 2017 - Che Giova [caption id="attachment_86594" align="alignleft" width="837"] Il coraggio e la sfida di Cafeo[/caption]  (Gregorio Valvo) Siracusa, 29 novembre 2017 - Che Giova Rating: 0
You Are Here: Home » Articoli in evidenza » Siracusa – Giovanni Cafeo difende (a modo suo) il segretario Lo Giudice richiamando la pace interna al PD, con parole di Renzi.

Siracusa – Giovanni Cafeo difende (a modo suo) il segretario Lo Giudice richiamando la pace interna al PD, con parole di Renzi.

Il coraggio e la sfida di Cafeo

Il coraggio e la sfida di Cafeo

 (Gregorio Valvo) Siracusa, 29 novembre 2017 – Che Giovanni Cafeo non sia politico di attacco o di esclusioni è fatto risaputo. Che non sia deputato di difesa è qualcosa che si legge nei suoi comunicati al sapore  del ” volemose bene ”  ad ogni costo. Oggi il neo deputato regionale, unico siracusano del PD eletto, si lancia a difesa del segretario  provinciale Alessio Lo Giudice  non con una lancia in resta, bensì con un semplice manico di scopa al posto della lancia. Comunque, sempre di  difesa si tratta, an che se il buon Cafeo non intende fare male neanche a chi  gli punta contro un lungo strumento costruito per  ferire, se non per uccidere. Il deputato del PD si limita a dire che coloro che attaccano Lo Giudice, sono solamente alla ricerca di un capro espiatorio da presentare come giustificazione alle proprie sconfitte elettorali. In parole povere, secondo il pensiero nascosto di Cafeo, si sarebbero messi insieme  le tre aree che non sono riuscite a fare eleggere i propri candidati ( Cutrufo, Amenta e Marziano) per  cercare di addossare le colpe di ciò al primo personaggio che viene in mente di colpire: il segretario provinciale appunto.  Colpisce il comunicato del parlamentare regionale quando cita parte del discorso che il segretario nazionale del PD, Matteo Renzi, ha pronunciato giorni addietro.   “Noi non abbiamo nemici – ha detto il segretario nazionale Matteo Renzi nel corso dell’ultima Leopolda, elogiando anche il grande lavoro di Piero Fassino nel provare a ricucire tutte le anime della sinistra – non viviamo di rancori, non viviamo di odio. Se vivi di rancore, non lo cambi il tuo Paese, se accetti la sfida sul terreno del fango non costruisci. Da oggi vorrei che l’unica nostra preoccupazione fosse tornare a immaginare il futuro”. Esattamente il contrario di ciò che si registra oggi a Siracusa quando si tenta di fare dimettere,  per colpe tutte da dimostrare, Alessio Lo Giudice. Miracoli della politica non obiettiva ormai, grazie al patto triangolare tra Garozziani, Dem e orlandiani,  nessuno nel PD, parla  più della trasgressione dei dirigenti del PD che hanno sostenuto alle regionali il candidato di un altro partito, ossia Cutrufo in AP. In campagna elettorale tutti compulsano il segretario Lo Giudice affinché procedesse verso la immediata espulsione dal PD di Garozzo e i suoi assessori e consiglieri comunali. Finita la campagna elettorale gli sconfitti si sono uniti insieme a coloro che avevano violato  l’articolo 9 dello statuto  per dire  quanto scorretto sia il segretario provinciale accusandolo di avere operato a favore di Cafeo insieme al segretario regionale e al presidente nazionale del PD. Il massimo che ha saputo esprimere come difesa, Cafeo, (aspirante alle inclusioni impossibili) è  un flebile… non sparate al soldato Ryan. Soldato, quasi anonimo e  non citato apertis verbis. Il soggetto da difendere viene assimilato ad un “raffreddore” che si vuole curare senza neanche averne capito l’origine. Ed è già tanto che il timido nuovo deputato del PD lo abbia fatto.  Lo Giudice deve essere felice che sia arrivato ad essere un…raffreddore da  curare – come pretendono i dirigenti  della nuova alleanza, con un’aspirina. Vada in farmacia compri questa benedetta aspirina e la smetta di starnutire, dal momento che  anche lui  appartiene alla categoria  di chi ha il coraggio di avere paura nell’agire secondo le regole. Chi ha pazienza e tempo può leggere il comunicato di Cafeo che riportiamo di seguito.         

 Dichiarazione del deputato regionale eletto Giovanni Cafeo

(*CS)Siracusa, 29 novembre 2017 – Nell’analizzare i dati scaturiti dalle ultime elezioni regionali, il Partito Democratico non può correre ancora una volta il rischio di cadere nello stesso infernale “loop” che negli anni ha poi causato, ogni volta che ciò avveniva, la sua sconfitta elettorale.

Anche questa volta, invece di guardare con spirito critico ma costruttivo ai reali motivi della sconfitta, il dibattito viene spostato sulla ricerca di un fantomatico capro espiatorio, una figura sulla quale addossare tutte le colpe del partito senza però risalire alle cause intrinseche del risultato. Come con il raffreddore dunque, si prova a curare soltanto i sintomi, senza nemmeno tentare di risalire all’origine della malattia.

Eppure, nonostante tutto, gli organi territoriali del PD, democraticamente eletti e dunque pienamente rappresentativi di tutte le aree, erano riusciti insieme a proporre una lista ritenuta pressoché da tutti all’altezza della sfida elettorale, con plauso e piena soddisfazione per il lavoro svolto sia a livello provinciale sia regionale. Insomma, fino a poche settimane fa si parlava con un certo orgoglio di volontà dei territori rispettata e di un segretario provinciale che nelle buie stanze di Palermo si era fatto autorevole portavoce di questa volontà di fronte ai vertici regionali del partito.

Il risultato delle elezioni, certamente non fallimentare a livello puramente numerico ma che ha ridotto la coalizione del centrosinistra ad essere addirittura la terza forza regionale, sembra però aver riportato il Partito Democratico verso la pericolosa deriva personalistica che da sempre è stata la vera origine di tutti i mali.

Nonostante sin dai primi minuti dalla mia elezione mi sia autodefinito pubblicamente come “il deputato regionale eletto del Partito Democratico”, depurandomi da qualunque etichetta di area in nome del bene del territorio che rappresenterò nella prossima Legislatura, è riapparso sugli organi di stampa quel valzer di dichiarazioni contrapposte che tanto piace proprio ai giornalisti ma che invece – e ne abbiamo contezza nei dati – allontana sempre più i cittadini dalla politica.

Il bello di un partito vero – e il PD, mi piace ricordarlo, è ancora l’ultimo partito vero in Italia – è proprio il confronto democratico, anche serrato ma pur sempre all’interno degli organismi creati per questo scopo. Tra l’altro ci troviamo in piena fase precongressuale, motivo per cui appare ancora più insensato un simile atteggiamento. Ed è proprio per questo motivo che oggi non è più accettabile questa sorta di logorio interno, voluto e cercato per provare a destabilizzare la governance degli organismi eletti, trascurando il fatto che i comunicati stampa vengono letti anche dai cittadini.

Oggi, non è più il tempo delle “guerre” tra aree, delle dichiarazioni e delle controdichiarazioni a mezzo stampa, dei muro contro muro al solo fine di tutelare o provare a riprendersi poltrone nel partito, anche alla luce della campagna elettorale per le elezioni nazionali di fatto già in corso. Da oggi, non possiamo più permetterci di perdere tempo perché la priorità deve essere il rilancio della Sicilia, del suo territorio, dei cittadini.

Noi non abbiamo nemici – ha detto il segretario nazionale Matteo Renzi nel corso dell’ultima Leopolda, elogiando anche il grande lavoro di Piero Fassino nel provare a ricucire tutte le anime della sinistra – non viviamo di rancori, non viviamo di odio. Se vivi di rancore, non lo cambi il tuo Paese, se accetti la sfida sul terreno del fango non costruisci. Da oggi vorrei che l’unica nostra preoccupazione fosse tornare a immaginare il futuro”.

Anche la classe dirigente della provincia e di tutti i territori, in accordo con il messaggio del segretario nazionale, deve dimostrare di essere inclusiva e coerente con la linea espressa dal partito.

Una priorità che gli elettori del Partito Democratico, ancorché delusi e frustrati, ci hanno ancora voluto affidare e che non possiamo in alcun modo deludere.

Non ci siamo mai sottratti al dialogo e al confronto e fino ad oggi abbiamo svolto un ruolo di stabilizzazione del partito, di certo non abbiamo intenzione di cambiare atteggiamento adesso.

Come deputato regionale del PD, sarò coerente con il mandato datomi dal territorio e lavorerò per costruire un nuovo Partito Democratico, cercando di evitare gli errori che abbiamo commesso nel passato.

*On Giovanni Cafeo deputato Ars

Condividi questo articolo nei tuoi social network

About The Author

Number of Entries : 15610

Leave a Comment


sette − 5 =

© 2013 Web Design and Develop by MediaX srl

Quotidiano LaNota7.it is Spam proof, with hiddy
Scroll to top