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Siracusa- Funerale “misto” della ragazza siriana morta sul barcone celebrato da Imam e Arcivescovo, presente il sindaco

Il funerale di Izdihad officiato secondo rito islamico dall'Imam di Catania

Il funerale di Izdihad officiato secondo rito islamico dall’Imam di Catania

Imam e Arcivescovo alla presenza del sindaco di Siracusa per un rito funebre "unico".

Imam e Arcivescovo alla presenza del sindaco di Siracusa insieme per  celebrare un rito funebre “unico”.

(Gabriele Giovanni Russo)Siracusa, 26 settembre 2013 – Era una celebrazione religiosa unica nel suo genere che ha richiamato, ieri sera, l’attenzione dei media il rito funebre che si è svolto sul sagrato della Cattedrale di Siracusa, anche se la  bara era stata necessariamente esposta nella parte di Piazza Duomo dove ricadeva l’ombra ed era circondata dai gruppi del volontariato che soccorre, da tempo, gli immigrati che sbarcano a Siracusa.  Tanta partecipazione di autorità laiche e religiose, sia maomettane che cattoliche, ai funerali che hanno fuso la ritualità fideistica a quello che avrebbe dovuto essere solamente il funerale di rito mussulmano di Izdihad Mahm Abdulla, la sfortunata  ragazza  di 22 anni siriana deceduta sul barcone che trasportava profughi a largo della costa siracusana. La donna è morta tra le braccia del padre settantenne, che per 3 giorni si è trovato a vegliarla sul barcone. Il rito funebre nella parte islamica è stato celebrato dall’Imam di Catania, Mufid Abu Toud, che ha avuto molte parole di elogio per Siracusa e i suoi cittadini  per la sensibilità mostrata  nel soccorrere e ospitare coloro che giungono dai paesi in guerra. La celebrazione ha visto la partecipazione di figure istituzionali importanti, come quella del Sindaco della città, Giancarlo Garozzo, intervenuto con un discorso di taglio istituzionale avente una certa visione di sinistra dell’argomento immigrazione e sulle motivazioni che inducono a fuggire dalle guerre intere popolazioni. Garozzo ha spiegato i concetti di “odio” e “violenza”, ponendo l’accento sull’importanza nel non dimenticare le tragedie e i morti che i mercanti di armi e altri soggetti che speculano sulle  disgrazie che colpiscono interi popoli che giungono dal medio oriente fino a Siracusa. Senza fronzoli  e con parole vicine alla gente è stato  il discorso di Padre Carlo, sacerdote della parrocchia di Bosco Minniti, con grande esperienza nel mondo degli immigrati che la città, da anni, ospita. L’arcivescovo, Salvatore Pappalardo, ha incentrato  il suo intervento  parlando sul valore della speranza che emerge grazie alla gente che attraversa il Mediterraneo rischiando la vita. “Questa gente – ha detto – è messaggera di speranza e non finisce mai di sorprenderci”. Molti i rappresentanti della stampa, comprese le testate nazionali, le tante  emittenti televisive hanno ripreso fasi dell’evento che è il primo del suo genere: Un  rito funebre islamico, celebrato sostanzialmente sul sagrato di una chiesa  cattolica da rappresentanti delle due fedi religiose. Dopo il funerale, la salma di Izdihad Mahm Abdulla è stata trasportata nel cimitero di Siracusa, dove le autorità comunali competenti  provvederanno alla tumulazione.

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