Siracusa- Clamorosa scoperta: la piscina della Cittadella costruita 30 anni addietro non ha mai avuto la certificazione di agibilità. Rivelazione di Salvo Baio. Reviewed by Momizat on .   [caption id="attachment_88086" align="alignleft" width="300"] La piscina di cui si parla nell'articolo e nel riquadro Salvo Baio[/caption] (Gregorio Valvo) Si   [caption id="attachment_88086" align="alignleft" width="300"] La piscina di cui si parla nell'articolo e nel riquadro Salvo Baio[/caption] (Gregorio Valvo) Si Rating: 0
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Siracusa- Clamorosa scoperta: la piscina della Cittadella costruita 30 anni addietro non ha mai avuto la certificazione di agibilità. Rivelazione di Salvo Baio.

 

La piscina di cui si parla nell'articolo e nel riquadro Salvo Baio

La piscina di cui si parla nell’articolo e nel riquadro Salvo Baio

(Gregorio Valvo) Siracusa, 19 gennaio 2018 - La Cittadella dello Sport  si rivela una continua fonte di stranezze. Le ultime singolarità  che farebbero ridere mezza Italia se venissero a saperlo quelli di Striscia La Notizia  riguarda la mancanza del cosiddetto certificato di agibilità necessario per qualunque struttura edile costruita a norma. La rivelazione arriva dal solito ben informato Salvo Baio che della cittadella è diventato il massimo esperto che ha effettuato una lunga serie di denunce pubbliche su alcune irregolarità riguardanti diversi settori, compresi i bandi comunali di affidamento a provati della struttura. Con certezza si può oggi affermare che la piscina piccola della Cittadella non ha mai avuto rilasciato ( dal Comune) il nulla osta attestante che l’impianto natatorio è stato eseguito in conformità al progetto  edilizio. Insomma, il Comune, dopo avere fatto costruire la piscina avrebbe dovuto fare eseguire i controlli  tecnici necessari  per attestare ( a se stesso) che “sussistono le condizioni di sicurezza, igiene e salubrità”. Parliamo di fatti che risalgono a oltre 30 anni addietro, perciò lascia stupiti e increduli pensare che nei decenni non si sia mai eseguito – specialmente da autorità esterne al Comune – un controllo tecnico  o una richiesta ai gestori delle necessarie autorizzazioni. Se la clamorosa realtà è emersa  si deve al controllo effettuati -  a seguito di denuncia  presentata da genitori di bambini frequentanti la piscina – dai carabinieri che si sono avvalsi della collaborazione dei tecnici dell’Asp8 nel prelievo di campioni d’acqua. Come non sottolineare che se il proprietario della piscina, invece del Comune di Siracusa, fosse stato un qualunque privato oggi si troverebbe in guai giudiziari seri? In un suo recente comunicato Salvo Baio, un dirigente provinciale del Pd  che trae la sua competenza per le tante esperienze di amministratore pubblico e anche di presidente della Provincia regionale, torna a riferire sui prelievi dei campioni e dei risultati delle analisi effettuate dal servizio di igiene pubblica che lascerebbero qualche perplessità su cui riflettere. I tecnici dell’Asp, infatti, avrebbero ” accertato la presenza, ben oltre i limiti  consentiti, di due batteri (stafilococco e  pseudomonas), ma ha omesso di effettuare la ricerca della legionella, batterio insidioso in un ambiente come la piscina, e soprattutto non ha verificato,  ripetendo  i controlli, se il gestore  si è attenuto in toto alle prescrizioni ricevute.  Non c’è motivo  di creare allarmismi, ma prima della riapertura della piscina, decisa autonomamente dal gestore, l’autorità sanitaria pubblica aveva il dovere di verificare l’efficacia degli interventi di bonifica dell’acqua e non si capisce perché non l’abbia fatto. Un modo di procedere che lascia capire come in oltre 30 anni nessuno mai aveva appurato che mancava il certificato di agibilità  che assicurava igiene e salubrità alla piscina frequentata da  bambini sotto i 12 anni. Non sempre è cosa buona dare per scontato che tutto sia in  regola, specialmente nella cosa pubblica. In questa vicenda tutti i soggetti interessati (meno i carabinieri) non fanno certo bella figura.  

IL COMUNICATO DI SALVO BAIO

(Salvo Baio) Siracusa, 19 gennaio 2018 – Da non crederci. La piscina piccola della Cittadella dello Sport  pare sia priva della certificazione di agibilità, cioè del nulla osta rilasciato dal Comune   attestante che l’impianto è stato eseguito in conformità al progetto edilizio e che pertanto “sussistono le condizioni di sicurezza, igiene e salubrità”. E’ possibile  che da quando la piscina è stata costruita nessun tecnico del Comune abbia constatato  l’idoneità dell’impianto  alla sua destinazione?   

Sarebbe  un  fatto clamoroso  che un impianto  pubblico,  adibito da un numero imprecisato di anni  all’esercizio di attività sportiva a pagamento, frequentato da decine di ragazzini sotto i 12 anni, non sia in  regola con  la legge (Testo unico dell’edilizia).  Una situazione imbarazzante per il Comune che  ha il compito di far rispettare la normativa prevista per il rilascio del certificato di agibilità, cosa che omette di fare quando si tratta di proprie strutture.  C’è da chiedersi se, oltre alla piscina piccola, l’irregolarità riguardi anche altri impianti della Cittadella.

Voglio ricordare che in passato ho sollevato più volte questo interrogativo a proposito dell’impianto di paddle tennis, risultato secondo i vertici dell’ufficio tecnico comunale, che hanno effettuato un apposito sopralluogo nell’area interessata,  privo di qualsiasi autorizzazione.

Quanto ai controlli eseguiti sui campioni d’acqua, il servizio di Igiene pubblica dell’Asp ha  accertato la presenza, ben oltre i limiti  consentiti, di due batteri (stafilococco e  pseudomonas), ma ha omesso di effettuare la ricerca della legionella, batterio insidioso in un ambiente come la piscina, e soprattutto non ha verificato,  ripetendo  i controlli, se il gestore  si è attenuto in toto alle prescrizioni ricevute.  Non c’è motivo  di creare allarmismi, ma prima della riapertura della piscina, decisa autonomamente dal gestore, l’autorità sanitaria pubblica aveva il dovere di verificare l’efficacia degli interventi di bonifica dell’acqua e non si capisce perché non l’abbia fatto.

 

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