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Siracusa – “Cara Befana”, la letterina-provocazione dello Spi Cgil come un grido d’aiuto per la Terza età

 

La Befana e Babbo Natale destinatari delle aspettative della Spi Cgil

La Befana e Babbo Natale destinatari delle aspettative dello Spi Cgil

 (Ma.Ci.) Siracusa, 6-1-2018 –  Dare voce ai più deboli. E per farlo, i percorsi tradizionali possono risultare poco accattivanti. Così lo Spi Cgil di Siracusa, con in testa il suo segretario generale, Valeria Tranchina, ha voluto che gli anziani dimenticassero vertenze sindacali o assemblee, e parlassero con il cuore, con la sincerità che solo l’esperienza di vita regala, con la forza della disperazione di chi vive la sofferenza tutti i giorni, con la speranza di chi non smette mai di vedere “la vie en rose”. E’ così che hanno preso vita due progetti paralleli: un videomessaggio (che sarà pubblicato su You Tube) e poi una lettera per Babbo Natale e per la Befana. Tale attività è emblematica di quale impegno lo Spi Cgil di Siracusa vuole intestarsi e quali azioni intende mettere in atto, perché l’attenzione sia massima sui reali bisogni degli anziani, delle famiglie, dei cittadini. “Tutto ciò – chiosa Valeria Tranchina – per intervenire con progetti e misure che diano risposte concrete, anche attraverso la contrattazione sociale in cui, come sindacato dei pensionati, ci stiamo particolarmente adoperando e ci adopereremo con i sindaci, con l’Inps e l’Asp della provincia”.

 Cara Befana,

e per conoscenza a te Babbo Natale,

 mi rivolgo a te che sei donna, perché fra donne ci si capisce al volo e mentre pensiamo una cosa ne abbiamo già architettate altre mille. Lo chiamano essere multitasking e a me, giovane adolescente sessantenne, viene da sorridere, perché io, insieme a tantissime altre donne, sono multitasking dalla nascita. Perché ci vuole un’ abilità da funambole per conciliare casa, famiglia, lavoro, figli, cura degli anziani, acciacchi personali (che pur essendo multitasking non ci risparmiano). L’essere pronte a suonare su mille strumenti è per noi la normalità della vita e non abbiamo mai il tempo, né la voglia di star lì a compiangerci e lamentarci. E però… sì, c’è un però, anzi più di uno, cara Befana. Per gente come me che anagraficamente è vissuta nei libertari anni Settanta e si è formata alla scuola del dubbio e dell’impegno civile, vivere questi anni diventa sempre più faticoso e non perché avanza l’età, ma piuttosto perchè avanza il qualunquismo e il menefreghismo. Non parlo di quello personale, presente da sempre e comunque, ma proprio di quello istituzionale. Abbiamo lottato come leonesse per ottenere tanti diritti: il diritto al divorzio, il diritto all’aborto, il diritto al lavoro, il diritto ad una vita compiuta anche fuori dal canonico matrimonio, il diritto allo studio, il diritto alle professioni chiuse alle donne. Quante lotte, quanti risultati, rosicchiati palmo a palmo ad un mondo che non ne voleva sapere di mollare privilegi e rendite di posizione. E adesso, dopo quasi cinquant’anni, cosa ci circonda? Una regressione lenta ma continua, il diritto all’aborto negato nei fatti da una obiezione di coscienza molto spesso di comodo, il diritto al lavoro negletto almeno il doppio rispetto agli uomini (e non parliamo poi della parità salariale tanto discussa, ma che è ancora un miraggio nel deserto), il diritto allo studio che nei fatti diventa una cosa non tanto sottintesa, perché se guadagni mille euro al mese da pensione (e sei già un privilegiato) non puoi certo permetterti di mantenere un figlio all’università, con quel che costano le tasse, i libri e l’alloggio !!!

 Cara Befana, vogliamo parlare di come, invece di aprirci fattivamente le professioni e le carriere destinate agli uomini, questi  ci hanno preso in giro con le famigerate quote rosa della politica? Sì, le quote rosa, come i panda in via d’estinzione, per cui vieni buttata in politica, nelle organizzazioni sindacali e nell’associazionismo solo perché sei donna e la legge prevede il 50% dei posti riservati alle donne.

E, cara Befana, vogliamo parlare poi del diritto alla maternità? Tu mi dirai che è un diritto sacrosanto sancito da tutte le leggi possibili ed immaginabili. Vero !! nelle leggi non ci batte nessuno, salvo poi scontrarti con la realtà quando ti serve un asilo nido, una scuola con orario prolungato e che non ti metta i bambini sul marciapiede all’una, una banca del tempo, una flessibilità negliorari di lavoro o per la malattia dei figli, un aiuto qualunque.

Eh sì, cara Befana, mi accorgo di dilungarmi e di lamentarmi troppo, ma credevo davvero che le nostre lotte avessero avuto un significato. E per moltissimi di noi l’hanno avuto, per fortuna. Ma solo per quei pochi che, però, hanno in mano le leve del potere, della legislazione e dell’attuazione del dettato costituzionale, Ma c’è anche altro che mi dà amarezza, cara Anziana Amica mia, riguarda il mio personale, il quotidiano, dopo i tanti anni passati nell’impegno sociale “per e con gli altri”, oggi, mi ritrovo sola, in compagnia di me stessa, pur vivendo in una piccola comunità, dove tutti ci conosciamo. Perchè – giorno dopo giorno- scopro che ognuno pensa per sè; che la solidarietà, valore trasmesso per generazioni, si è smarrita; che la famiglia allargata, di fatto, ha prodotto meno legami e meno responsabilità; che la necessità dei nostri figli ad andare a cercare una speranza di vita altrove, fuori dalla nostra terra, ci addolora più di quanto non abbiamo sofferto noi a lasciare tutto e tutti, forse perchè in cuor nostro mai avremmo pensato di lasciare un presente così peggiore del nostro ai nostri figli !!

in tutto questo, non voglio contare su un mondo irreale – la comunicazione attraverso i social -  che fa finta di renderci più vicini, più solidali gli uni con gli altri  e invece finisce per lasciarci più isolati e distaccati da chi abita nella casa accanto, figuriamoci dai nostri cari ! E quanti come me vivono così ??!!

Allora come si fa? Ci vorrebbe un intervento ultraterreno per ridarci speranza, per farci di nuovo impegnare con grande spirito di sacrificio come abbiamo fatto tanti anni fa, sicure però, adesso, di trovare una rispondenza in chi ci ascolta e ci asseconda nei nostri problemi. Sì, ci vorrebbe davvero un intervento autorevole, una persona che solca il nostro mondo da tanti secoli e ha dalla sua la sapienza e la speranza di tutte le donne del passato, del presente e del futuro. Sì, cara Befana, mi piacerebbe davvero tanto che potessi pensarci tu!

 Una Giovane Adolescente sessantenne

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