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Siracusa – Anche 7 politici siracusani coinvolti tra gli 83 indagati per l’uso improprio dei fondi destinati ai gruppi dell’ARS

Alto da sin. Pippo Gennuso, Roberto De Benedictis, Bruno Marziano, Gianbattista Bufardedi, Nunzio Cappadona, Mario Bonomo, Pippo Gianni.

Alto da sin. Pippo Gennuso, Roberto De Benedictis, Bruno Marziano, Gianbattista Bufardeci, Nunzio Cappadona, Mario Bonomo, Pippo Gianni.

 (gregorio valvo)Siracusa,14 gennaio 2014 – La notizia è di quelle ghiotte, che accendono la fantasia dell’antipolitica e dei giustizialisti, ma chi riesce a guardare dentro i meccanismi  delle istituzioni parlamentari e del codice penale ha più di un motivo di scetticismo. Troppi gli indagati, per non dire tutti quelli che hanno avuto un ruolo nei partiti presenti all’Ars oggi e specialmente ieri. Spese illegittime per oltre 10 milioni di euro che la GdF avrebbe rinvenuto tra i documenti cartacei forniti dai capigruppo nel 2012. Nomi buttati in pasto alla pubblica opinione, sospettati di avere utilizzato, in maniera anomala, i rimborsi spettanti ai gruppi parlamentari regionali.  Ancora non si conoscono le “malefatte” che potrebbero non essere quelle che la cronaca, di altre regioni, ci ha abituato. Non perché i parlamentari siciliani siano diversi da altri loro colleghi, però, conoscendo le larghe regole in vigore fino al 2012 alla regione Sicilia, cioè quando ancora non erano state introdotte le rendicontazioni, non sarà facile ai magistrati  dimostrare  la colpevolezza degli indagati. Nel caso in fattispecie essere garantisti appare un obbligo. A partire dal capo di imputazione relativo all’uso illecito dei fondi destinati ai gruppi parlamentari, si ricerca il reato di peculato, probabilmente, però saranno i politici stessi a far notare che i partiti sono considerati associazioni di natura privatistica e l’accostamento al peculato può essere ritenuto improprio. Nel mirino dei media nazionali è finito il deputato (oggi nazionale) Davide Faraone del PD per la sua vicinanza con Matteo Renzi.  Gli avvisi di garanzia, per quasi tutti gli indagati, sono scattati nella serata di oggi, attorno alle ore 18, quando gli agenti della guardia di finanza hanno proceduto su mandato della Procura di Palermo  che dovrà sentire prossimamente i destinatari dei provvedimenti di garanzia. La cronaca parla  di 83  deputati regionali – in carica e delle scorse legislature – indagati nell’inchiesta che la Procura di Palermo aveva aperto nel maggio del 2012 sull’uso illecito dei fondi per i gruppi parlamentari. Come detto, l’accusa per quasi tutti è di peculato. Oltre ai parlamentari sono inquisiti 14 consulenti e dipendenti dei gruppi. L’indagine ha scandagliato la penultima e la terzultima legislatura. Del fatto si è appreso quasi “in diretta” perché Antonello Cracolici (Pd) indagato come capogruppo ha voluto informare l’aula. Come tutti gli altri, Cracolici ha fatto sapere “Non mi viene contestato  di aver messo un euro in tasca”. Al momento gli inviti a comparire sono stati emessi  dalla Procura di Palermo ( procuratore aggiunto Leonardo Agueci e i pm Maurizio Agnello e Sergio Demontis) nell’ambito dell’indagine per illecito uso dei rimborsi spettanti ai gruppi parlamentari – a 13 capigruppo delle due precedenti legislature, alcuni attualmente deputati all’Ars, altri non sono stati rieletti e alcuni  si sono trasferiti al Parlamento nazionale. Ecco il lungo elenco degli indagati  partendo dai politici siracusani. Roberto De Benedictis (PD, non rieletto nel 2012), Giambattista Bufardeci (Grande Sud non rieletto), Nunzio Cappadona (Alleati per la Sicilia, non rieletto), Pippo Gennuso (Mpa, non rieletto), Pippo Gianni (CD), Bruno Marziano (PD), Mario Bonomo (Mps-Fli, non rieletto). Seguono i nomi di altri deputati.  Giulia Adamo, Luigi Gentile, Giuseppe Spampinato, Alessandro Aricò, Carmelo Currenti, Marianna Caronia, Livio Marrocco, Francesco Musotto, Gugliemo Scammacca Della Bruca, Francesco Mineo, Giovanni Cristaudo. Giovanni Greco, Carmelo Incardona, Raffele Nicotra, Antonino Scilla, Marco Forzese, Orazio Ragusa, Mario Parlavecchio, Salvatore Lentini, Salvatore Giuffrida, Nino Dina, Rudi Maira, Salvatore Cascio, Ignazio Marinese, Salvatore Cordaro, Giuseppe Lo Giudice, Santo Catalano, Paolo Ruggirello, Riccardo Savona, Innocenzo Leontini, Francesco Cascio, Salvo Pogliese, Nicola Leanza, Cateno De Luca, Cataldo Fiorenza, Nicola D’Agostino, Giovanni Di Mauro, Fortunato Romano, Antonello Cracolici, Calogero Speziale, Michele Donegani, Giuseppe Arena, Marcello Bartolotta, Francesco Calanducci, Paolo Colianni, Orazio D’Antoni, Antonio D’Aquino, Giuseppe Federico, Raffaele Lombardo, Riccardo Minardo, Giuseppe Sulsenti, Michele Cimino, Giovanni Ardizzone, Roberto Ammatuna, Pino Apprendi, Giovanni Barbagallo, Giacomo Di Benedetto, Giuseppe Di Giacomo, Davide Faraone, Michele Galvagno, Baldo Gucciardi, Giuseppe Laccoto, Giuseppe Lupo, Vincenzo Marinello, Bernardo Mattarella, Enzo Napoli, Giuseppe Cipriani, Gianni Parisi, Camillo Oddo, Filippo Panarello, Giovanni Panepinto, Franco Rinaldi, Salvino Pantuso, Mino Di Guardo, Massimo Ferrara, Giuseppe Picciolo, Concetta Raia, Salvatore Termine, Gaspare Vitrano, Vladmiro Crisafulli. Qualcuno avrà commesso certamente  irregolarità  ma se si parla di cialde del caffe  acqwuistate per la macchinetta del gruppo e acqua  minerale acquistata con i fondi della regione,  allora siamocerti che molti sapranno dimostrare la loro estraneità alle accuse  mosse e l’uso regolare dei fondi destinati ai gruppi.

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Comments (6)

  • Salvo

    Secondo me saranno risarciti per queste calunnie. E di questo non se ne parlerà.

  • Salvo

    Poverini. Questa è persecuzione!

  • nicola bonarrivo

    o è una balla talmente grande da sgonfiarsi presto, o molto peggio è la normalità ormai di una classe politica senza vergogna seduta talmente bene nei palazzi, che di fare spending review o riduzione di indennità varie in nome del popolo italiano che muore di fame, non gliene frega un c…o….ho votato grillo e me ne sono pentito, perchè non ha avuto il coraggio di governare….ma avrà davvero ragione lui che non vuole allearsi con nessuno?? purtroppo il 51% non lo prenderà mai, perchè dopo tanto fango una chance gliela darei….

  • La Redazione

    Vuole un processo sommario?

  • DARIO BAIO

    IN NOME DEL POPOLO ITALIANO, ARRESTIAMOLI TUTTI.

  • pippo

    E la gente si suicida per mancanza di lavoro, perchè non può garantire “il pane” alla propria famiglia, continua a pagare tasse su tasse,talvolta anche inventate , pur di colmare i bilanci degli enti pubblici svuotati e depretati da chi ha avuto ed ha responsabilità di gestire la cosa pubblica. Tutti innocenti, per la legge, fino a prova contraria e fino ad eventuale sentenza passata in giudicato nei tra gradi di giudizio, ma tutti colpevoli di fronte a Dio e ad una parte del popolo italiano,in questo caso siciliano, che muore!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Le caritas traboccano di poveri, le strade brulicano di persone,anche di un certo ceto sociale,che raccatta all’interno delle pattumiere per trovare qualcosa da portare a casa e i nostri signori rappresentati del popolo,imperterriti, oltre ad impinguarsi mensilmente di migliaia e miglia di euro, si permettono anche di distrarre e dissipare,per altri fini,milioni di euro, destinati ai gruppi parlamentari o ad altro fine.
    Atti del genere, offendono profondamente la coscienza di chi combatte giornalmente per un pezzo di pane e per portare avanti una baracca,ormai, diroccata. Siamo falliti, sotto i punti di vita. Ai giovani dico: scappate, andate via da questo Paese martoriato, mortificato e svuotato in tutto il suo più sublime significato. Alla fine di tutto, colpevoli nessuno……..e,come al solito, il popolo cornuto e gabbato.
    E, intanto, i suicidi si allargano a macchia d’olio.
    83 deputi su 90 coinvolti !!!!!!!!!!!!!!!!!cose che non stanno nè in cielo ,nè in terra.

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