Siracusa – Ad Imperia i carabinieri sequestrano piscina antigienica. Per la “cittadella” l’Asp8 rivela poco o nulla sulle analisi effettuate. Reviewed by Momizat on . [caption id="attachment_87820" align="alignleft" width="300"] Salvo Baio[/caption]      (GV)Siracusa, 10 gennaio 2018 - Dal  sito ufficiale della pallanuoto ita [caption id="attachment_87820" align="alignleft" width="300"] Salvo Baio[/caption]      (GV)Siracusa, 10 gennaio 2018 - Dal  sito ufficiale della pallanuoto ita Rating: 0
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Siracusa – Ad Imperia i carabinieri sequestrano piscina antigienica. Per la “cittadella” l’Asp8 rivela poco o nulla sulle analisi effettuate.

Salvo Baio

Salvo Baio

     (GV)Siracusa, 10 gennaio 2018 - Dal  sito ufficiale della pallanuoto italiana (waterpoloitaly.com) abbiamo appreso che la piscina di Imperia è stata posta sotto sequestro dai carabinieri del Noe, su mandato della Procura della Repubblica. Sono state le  pessime condizioni igienico sanitarie riscontrate dagli ispettori dell’Agenzia regionale per l’Ambiente di quella regione. E’ venuto spontaneo – alla luce del fatto che anche a Siracusa i carabinieri hanno avviato indagini ( su specifica denuncia di cittadini) che riguardano la struttura natatoria comunale della cittadella – chiedersi se quanto accaduto a Imperia potrebbe coinvolgere la struttura “indagata” a Siracusa. I laboratori dell’Asp 8 sono stati interessati  per effettuare le analisi dei campioni di acqua rilevati dalla piscina, ma, ancora nulla hanno fatto sapere alla pubblica opinione aretusea che su fatto risulta preoccupata, al punto di sporgere denuncia. Di seguito pubblichiamo l’articolo del Secolo XIX che ha rivelato la notizia del sequestro della piscina di Imperia, subito dopo  l’articolo  citato lasceremo spazio a delle dichiarazioni che ci ha rilasciato Salvo Baio, che si occupa da sempre di problemi del settore natatorio, pur essendo dirigente del PD di Siracusa.  

   (fonte Il Secolo XIX) imperia_2Imperia – I carabinieri del Noe e del comando provinciale hanno posto sotto sequestro la piscina Felice Cascione di Imperia su disposizione della Procura del capoluogo. Il provvedimento è scattato a fronte delle condizioni igienico-sanitarie, ma l’impianto di San Lazzaro è da tempo al centro di diverse indagini, riguardanti tra l’altro la gestione da parte della Rari Nantes, che riceve dal Comune di Imperia un contributo di circa 300mila euro l’anno.  Secondo quanto ricostruito dal quotidiano “Il Secolo XIX”, il sequestro è stato disposto dal procuratore aggiunto, Grazia Pradella, a seguito dell’esito delle recenti analisi dell’Arpal sull’acqua della piscina: il 4 dicembre scorso gli ispettori dell’Agenzia regionale per l’Ambiente si erano presentati alla Cascione insieme con i carabinieri del Nucleo operativo Ecologico, effettuando una serie di accertamenti in tutta la struttura. Nel dettaglio, i valori di legionella erano sino a 250 volte superiori alla norma, «con grave pericolo per la salute pubblica»; per questo, l’ipotesi di reato è quella di disastro colposo ambientale, per ora contro ignoti, anche se al momento non risultano persone contagiate. Secondo i consulenti della Procura, insomma, non sono stati rispettati i requisiti igienico-sanitari minimi, anche per quanto riguarda la struttura: per esempio, mancano alcune piastrelle del rivestimento della piscina; i valori più alti di legionella sono stati riscontrati negli spogliatoi femminili.

Domanda – Ritiene lei che possano esserci similitudini tra quanto accaduto a Imperia e le indagini sanitarie condotte dai carabinieri di Siracusa e dall’Asp8?

Salvo Baio –  Non posso dire, non possedendo i necessari elementi di conoscenza,  se c’è un’analogia tra la situazione della piscina di Imperia e quella di Siracusa. Quel che è sicuro è che nella  piscina piccola  della Cittadella dello Sport i tecnici dell’Asp, sotto l’occhio vigile dei carabinieri ai quali era stata presentata una segnalazione, hanno prelevato circa un mese fa campioni d’acqua, che successivamente analizzati, hanno evidenziato un presenza notevole di batteri. A seguito di questa circostanza, il gestore dell’impianto sportivo ha eseguito gli  interventi prescritti dall’Asp per eliminare ogni  problema igienico. La piscina è stata nei giorni scorsi riaperta  su autonoma decisione del gestore, senza che  il servizio di Igiene pubblica abbia  accertato   a posteriori, cioè ripetendo i controlli,  l’efficacia degli interventi di bonifica dell’acqua.  In sostanza il servizio di Igiene pubblica non ha rilasciato alcun nulla osta alla riapertura della piscina. Altra cosa che l’Asp dovrebbe chiarire, visto il precedente di Imperia,  è se è stata fatta la ricerca di un batterio importante come la legionella.

 Sarebbe sbagliato creare allarmismi, perché sono cose che possono capitare in un ambiente frequentato da ragazzini ed escludo colpe del gestore,  visto che la gestione è iniziata solo ai primi di settembre dello scorso anno.  Le autorità sanitarie pubbliche non possono però  intervenire solo a seguito di denuncia, lasciando peraltro  a metà la procedura di controllo,  bensì devono  garantire una costante e capillare attività di controllo a tutela della salubrità di tutti gli ambienti, pubblici e privati,  in cui si pratica  sport.    

 

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