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PRIOLO HA LA SUA ILVA? SI COMINCIA AD INDAGARE. INTERVIENE L’ESPERTA BIOLOGA MARA NICOTRA.

Mara Nicotra, biologa e scrittrice

(Gregorio Valvo)Siracusa, 15 agosto 2012 – Ora anche il Tg 3 Regione ha titolato “Melilli come Ilva?” Ma nel Tg di ferragosto la Rai anticipa (chissà a quale fonte attinge?) che non esistono i presupposti per assimilare la zona industriale Augusta, Melilli, Priolo. Nello stesso servizio anche interviste sulle malformazioni di neonati ad Augusta.   Prima di altri “Lanota7″ da giorni scrive della vicenda “Ilva” assegnandole una valenza quasi locale. Non a caso. In un articolo in evidenza oggi azzarda il titolo “ se accadesse da noi?”.  A Taranto le problematiche ambientali indotte dall’industria hanno fatto intervenire la magistratura. Anche nel siracusano si può ipotizzare che prima o poi qualcuno verrà fuori a chiedere lumi su quello che accade da tempo nella totale noncuranza. E già una “qualcuno”  esperta nella materia ha cominciato ad osservare la problematica. E’ la dottoressa Mara Nicotra, una biologa, che sulle problematiche ambientali e le ricadute sociali ha scritto articoli e libri. Ecco il suo intervento che abbiamo ricevuto oggi. 

 

(Mara Nicotra*)Siracusa. 15 agosto 2012 – Quello che sta accadendo a Taranto non deve accadere assolutamente nel petrolchimico siracusano-dichiara il sindaco di Priolo Antonello Rizza durante la riunione di chiarimenti con L’Ias, Arpa, consulenti esperti, deputati e sindacalisti, lo scorso 6 agosto. Rispetto agli anni ‘80 le industrie si sono adeguate grazie a normative rigide come il D.M.60/2002 e l’Aia, in vigore dal 1999.  Rispetto a  ieri la qualita’ dell’aria e’ senza dubbio migliorata pero’ ancora c’e tanto da fare per quanto riguarda l’abbattimento di certe sostanze come benzene e H2S che circolano negli impianti di tipo Claus delle raffinerie presenti sul territorio. Inoltre, nel periodo estivo, i residenti e i bagnanti di Marina di Priolo sono costretti a respirare solfuri e quant’altro di provenienza del depuratore consortile,  localizzato a due passi della spiaggia riqualificata dello stesso comune. Nel 2009 fu realizzato un impianto di deodorizazione  che doveva servire a captare i miasmi emessi dalle vasche di ossidazione di tale depuratore ma da allora ad ora non si e’ fatto nulla perchè l’impianto non e’ stato messo mai a regime. Lo dimostrano i vari sopralluoghi effettuati dagli organi e consulenti preposti. L’ ultimo risale in data 8 marzo 2012, alla presenza degli esperti dell’Arpa di Siracusa e riguardo ai sistemi di convogliamento e abbattimento delle sostanze odorigene collegati ai rispettivi punti di emissione E1, E2, E3, si e’ constatato che risultano tutti e tre inattivi.  Il Responsabile Esercizio Impianto Ias ha dichiarato che tutti e tre i sistemi sono fermi per manutenzioni generali dal 27 gennaio 2012. Prima di questa data gli impianti sono stati in regime di prove di funzionalita’. Secondo gli ingegneri consulenti esperti del comune di Priolo l’impianto dal 2009 ad oggi non ha mai funzionato perche’ progettato in modo erroneo per l’abbattimento dei miasmi. Ci chiediamo come comune di Priolo come mai la vecchia amministrazione Ias non abbia mai denunciato il progettista e chi gli ha dato l’incarico visto e considerato che l’impianto di deodorizazione e’ stato realizzato con soldi pubblici? Se non prende provvedimenti seri e da soluzioni alternative per ridurre queste sostanze dall’odore molesto e nocive per i cittadini di Priolo, saremo costretti a esporre denuncia alla procura di Siracusa – afferma Rizza. Noi non vorremmo arrivare a questo- continua il sindaco- se si ferma l’impianto di depurazione si fermerebbero anche le industrie del polo petrolchimico e il mare diventerebbe di nuovo pieno di reflui industriali e civili. Ma l’Ias pare che da 4 mesi si stia attivando cercando di tamponare l’emergenza, denunciata alla Procura, tra l’altro, da 33 cittadini di Priolo, inserendo un prodotto nelle vasche di ossidazione che e’ il “Nalco”, questo, diluito al 3% in acqua di mare, sta abbattendo anche se di poco, come riferito dal direttore dell’Arpa Gaetano Valastro, le sostanze odorigene del depuratore Ias. Inoltre, come Arpa- conclude Valastro- abbiamo posizionato un Laboratorio mobile lungo il litorale di Marina di Priolo che consentira’ h/24 di monitorare, per la prima volta in quest’area, i solfuri e quant’altro fuoriesce dal depuratore sotto forma di miasmi. Volevo sottolineare in generale che il problema della qualita’ dell’aria deriva anche, come registrato dalle centraline presenti sul territorio, dallo sforamento giornaliero di idrogeno solforato e dal benzene, dall’effetto  bolla, dalle torce ecc. E’ inutile che si progettano strutture e infrastrutture sostenibili a Thapsos se poi la qualita’ dell’aria risulta pessima. Invitiamo il ministro Clini a venire in Sicilia, nel triangolo industriale siracusano, per trovare insieme a noi una soluzione efficace ed efficiente che va verso le bonifiche e quindi verso uno sviluppo ecosostenibile.

 

*esperta problematiche ambientali

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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