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Noto – Madre non approva convivenza e minaccia grevemente la figlia. Siracusa – 7 denunciati per inosservanza agli obblighi.

 

SIRACUSA – LA POLIZIA  DENUNCIA OTTO PERSONE  

Siracusa, 14 marzo 2018 – Gli operatori  della Polizia di Stato, in servizio alle Volanti della Questura di Siracusa, nell’ambito dei quotidiani controlli a coloro che in città sono sottoposti a misure restrittive della libertà personale, hanno denunciato C.S. 32 anni), C.G. ( 48 anni), G.A. ( 30 anni),  M.G. (41 anni), A.D. (38 anni), C.V. (37 anni), T.A. (classe 1992) e F.C. (36 anni)  per inosservanza a dette misure. 

NOTO – LA POLIZIA DENUNCIA UNA PERSONA PER ATTI PERSECUTORI 

 polizia-arresto-2Noto, 14 marzo 2018 – Nella giornata di ieri, agenti della Polizia di Stato, in servizio al Commissariato di P.S. di Noto, hanno denunciato una donna residente a Noto, per il reato di atti persecutori. La vittima si presentava negli Uffici del Commissariato e riferiva del legame sentimentale che la univa ormai da circa 5 anni ad altra donna sfociato in una vera e propria convivenza. La storia veniva avversata dalla madre della denunciante e, a motivo di ciò, quest’ultima si decideva ad andare via di casa ed intraprendere alla luce del sole la sua relazione con la compagna. Dopo tale decisione, la madre iniziava ad importunarla telefonicamente per convincerla a ritornare sui suoi passi anche inviando messaggi dal contenuto offensivo e velatamente intimidatorio. Per evitare qualsiasi scontro la vittima evitava di risponderle, ma la madre continuava imperterrita ad inviarle messaggi coi quali la redarguiva pesantemente minacciandola di far uso dell’acido per sfregiarla al viso o di investirla in auto. La sera dell’11 marzo, la donna si appostava dietro l’esercizio commerciale ove la figlia era stata assunta da poco e, il giorno dopo, si presentava presso lo stesso affrontando i titolari ed ammonendoli che non dovevano assumere la figlia perché altrimenti sarebbe tornata lì e avrebbe fatto una scenata. I titolari, loro malgrado, licenziavano in tronco la giovane per evitare conseguenze al buon nome del locale. Acquisita la denuncia, gli agenti mettevano in moto i dovuti approfondimenti investigativi assumendo tutte le informazioni del caso e raccogliendo elementi indiziari a riscontro delle dichiarazioni rese dalla vittima. Convocata in ufficio la persecutrice veniva denunciata e diffidata dall’avvicinarsi alla figlia. Al riguardo la Polizia di Stato invita le vittime di questo odioso reato a non sottovalutare ogni manifestazione comportamentale da parte dei persecutori che ne costituisca un chiaro segnale.

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