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Milano – Berlusconi incontra Salvini ad Arcore e gli asciuga il sudore per incoronarlo premier designato.

 (En.Va.)berlusconosalvinisudoreMilano, 5 marzo 2018 – E’ stata una faticaccia per entrambi i trascinatori del centrodestra, anche se pochi si aspettavano che tutte le chiacchiere elettorali dell’anziano sempre giovane  Cavaliere, avrebbero prodotto poco rispetto all’avversari interno della Lega. E visto che Berlusconi era stanco al punto di non poter affrontare un microfono, è stato  Matteo Salvini a varcare i cancelli di Arcore da vincitore e soprattutto da nuovo leader in pectore del centrodestra. Quasi un passaggio di consegne con Silvio Berlusconi che tramite una nota (è l’unico leader a non fare una conferenza stampa) fa sapere di aver fatto i suoi complimenti al segretario della Lega ma soprattutto, come Salvini e Giorgia Meloni, auspica che “al centrodestra venga conferito il mandato” per formare il governo. Certo, il risultato di Forza Italia non è assolutamente soddisfacente ma il Cavaliere ci tiene a ricordare al resto della coalizione che comunque il suo partito “resta determinante per la vittoria”. Insomma ad Arcore il clima non è dei migliori perchè oltre a dover digerire il sorpasso dei leghisti, l’ex premier si trova a dover già pagare un primo conto salato per il tonfo del suo partito che si concretizza nel ko in borsa per le aziende di famiglia. Mediaset ha registrato un -5,53% mentre la Mondadori ha perso il 4,56%. Un risultato che ha fatto correre l’ex capo del governo e la sua famiglia ai ripari. La situazione è stata affrontata nel consueto pranzo del lunedì con i figli ed i vertici aziendali e tutti avrebbero convenuto che Forza Italia non può non spendersi per dar vita ad un esecutivo anche se a trazione leghista. Ecco perchè i pontieri azzurri sarebbero già al lavoro per tastare il terreno in vista dell’elezione dei presidenti dei due rami del Parlamento, banco di prova per vedere se sia possibile una maggioranza. Le voci che circolano sono le più varie, anche perchè colmare il gap numerico che serve per arrivare ad avere una maggioranza autonoma non è cosa facile da raggiungere. Quello che è certo è che ad Arcore avrebbero tirato un sospiro di sollievo di fronte alla scelta di Matteo Renzi di lasciare la guida del partito solo dopo aver gestito la fase di insediamento delle Camere e di formazione del governo: Se non ci fosse stato lui sarebbe stato matematico un esecutivo Pd-M5s, è il ragionamento che fanno quelli di Forza Italia. Ora non resta che osservare se il cavaliere Berlusconi saprà digerire il rospo e lavorare realmente a favore  delle aspettative del designato premier.    

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