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Augusta – Svolta moderata nel M5S, il capogruppo Casuccio prende le distanze dai fake grillini diretti a bannare l’avvocata “dissidente”

Roberto Casuccio capogruppo M5S al comune

Roberto Casuccio capogruppo M5S al comune

 

 (Massimo Ciccarello) Augusta, 16 ottobre 2017 - Facebook ha sbloccato l’attività social di Francesca Marcellino, l’avvocata di Augusta diventata un caso dopo l’oscuramento per fantomatico cyber-bullismo. Segnalato ad arte da un gruppo di fake para-grillini  con un’azione concertata, l’unica che il network prende in considerazione per agire, allo scopo di zittire in un momento critico la più nota opinionista del web megarese. La quale si è caratterizzata spesso per le opinioni critiche verso l’amministrazione 5 Stelle (ma non solo) e la difesa della funzione della stampa locale. Il bavaglio virtuale aveva provocato una reazione di indignazione bi-partisan. Anzi, tri-partisan.   

Perché, con un gesto che segna un punto di svolta del M5S  augustano, il capogruppo consiliare Roberto Casuccio ha pubblicamente preso posizione contro presunti sostenitori di Beppe Grillo, e della collegata campagna elettorale per Giancarlo Cancelleri governatore. È la prima volta che una mobilitazione social verso gli anonimi della Rete fa registrare una presa di distanze da parte di quei “portavoce” che – molto in teoria – dovrebbero essere dello stessa parrocchia politica.   

In realtà, la vicenda Marcellino ha portato alla luce il travaglio di un Movimento che sta crescendo. Dove le sue forze più sincere e genuine, spesso silenziate dagli ultras che magari non hanno mai messo piede al meet up, cominciano a soffrire i post propagandistici di “sostenitori” decisamente imbarazzanti. Che li hanno cacciati in un unico calderone di intolleranza, dove mai avrebbero pensato di finire. L’impegno amministrativo non avrà spento la passione degli inizi, ma sicuramente li sta responsabilizzando. E magari li sta facendo svegliare.  

I protagonisti del nuovo corso che avevano promosso Casuccio a capogruppo e Sarah Marturana alla presidenza del consiglio, cominciano a chiedersi se certi fake sedicenti grillini siano davvero tali. E se, soprattutto, non siano militanti che vogliono sabotare la nuova linea moderata. Cercando di spingere il Movimento locale nelle secche di un isolamento, utile a far inghiottire scelte indigeste in nome del fronte comune contro il “nemico”. Che quando non c’è, viene fatto diventare tale con azioni mirate a provocare indignazione.  

Solo chi è dentro quel mondo della inquietante“Democrazia della Rete” può forse trovare una risposta al quesito su cosa sia veramente il grillismo, e dove vuole andare a parare mettendo insieme haters irriducibili e normali cittadini che vogliono impegnarsi. Casuccio ha pienamente ragione quando invita a non generalizzare. Anche perché nessuno può sapere se la banda di censori para-grillina che ha voluto imbavagliare il dissenso della social opinionista augustana, sia veramente composta da tastieristi della zona.  

Resta però una riflessione: se molti hanno tratto conclusioni affrettate da fatti esposti crudamente, e senza allusioni agli amministratori augustani, è perché l’associazione è venuta “spontanea”. E questo dovrebbe far meditare chi ha trovato successo politico vantando una virtuale #onestà, che era ancora tutta da verificare mei fatti. Chi è stato votato per un’immagine di #trasparenza costruita su un’associazione istintiva fra hashtag e realtà del meet up, oggi subisce la nemesi di vedersi affibbiare paternità nemmeno indicate. E questo dovrebbe farli pensare. Parecchio.

 

DICHIARAZIONI di  Roberto Casuccio capigruppo consiliare M5S : “IOSTOCONFRANCESCA”

Assolutamente SI, come potrebbe essere diversamente. A Francesca va la mia più sincera solidarietà. Seppur non ne conosca precisamente i termini della questione, mi dissocio dalle posizioni del soggetto fake, al quale rivolgo dura nota di biasimo. Ma, allo stesso tempo non si può non stigmatizzare l’associazione delle gesta, parole, pensieri di un singolo che si esprime attraverso un profilo fake, ad un gruppo intero. Cosi facendo si scade nella generalizzazione populista e strumentale. Che si ritorni all’utilizzo di un onesta intellettuale che ci permetta di dare il giusto peso alle questioni privandole dei contenuti preconcetti e pregiudizievoli che offuscano il sano confronto. Vivere in un quartiere degradato ed essere associato a priori ad un delinquente è un esempio di luogo comune che spesso erroneamente viene veicolato.

 

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