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Augusta – “Sul Muscatello basta sciocchezze” così Vinciullo silura Di Mare per il plauso a un decreto regionale. La non-replica del consigliere:”Maggioranza, opposizione, quale linea segue?”

Giuseppe Di Mare e l'on. Enzo Vinciullo

Giuseppe Di Mare e l’on. Enzo Vinciullo

  (Massimo Ciccarello) Augusta, 15 febbraio 2018 - Sul finanziamento dell’ospedale Muscatello di Augusta basta menzogne e sciocchezze”. Più chiaro di così Enzo Vinciullo avrebbe potuto esser soltanto cantando “non ti sopporto più” a Peppe Di Mare, dopo la breve parentesi del “c’eravamo tanto amati”. Perché il comunicato dell’ex deputato regionale siracusano, anche se non lo menziona espressamente, è la risposta a quello diffuso il giorno prima dal consigliere comunale augustano. Che proprio sulla previsione di spesa per il nosocomio aveva imbastito un documento, in cui plaudiva un decreto firmato dall’assessore siciliano alla Salute, Ruggero Razza.

La fanfara intonata dal candidato sindaco della federazione #perAugusta verso un atto di routine, ha fatto leggere tutto come un avviso ai naviganti della politica: adesso c’è chi ha udienza nei salotti buoni della Regione. Il classico “parla a nuora ma intendimi suocera”, che ha fatto scattare la reazione di Vinciullo. In apparenza sproporzionata, se non si leggono gli antefatti. Perché, probabilmente, a pungere sul vivo l’ex deputato regionale è stata l’intesa che Di Mare sta consolidando coi consiglieri vinciulliani di Attivamente.

Evidentemente Angelo Pasqua e Biagio Tribulato si stanno muovendo in autonomia. E la loro presenza agli stati generali del centrodestra augustano, riunitosi a “Villa dei Cesari” il 9 febbraio, deve aver colto di sorpresa il loro ex riferimento alla Regione. Che in quella riunione ha “letto” pure il pericolo Paolo Amato. L’ex consigliere provinciale forzista non ha fatto solo il padrone di casa, ospitando il summit, ma ha messo la prelazione per una candidatura alla Provincia. Solo che la campagna per questo ente risorto dopo il colpo di spugna di Rosario Crocetta, sarà ancora più difficile rispetto il passato.

Ci vorranno più voti per essere eletti in consiglio provinciale e il patto Amato-Di Mare con la sponda di Attivamente, potrebbe bruciare in partenza questa scialuppa di salvataggio per Vinciullo. L’ex deputato regionale ha fallito la rielezione all’Assemblea siciliana, per colpa di una lista che Angelino Alfano ha messo in piedi come un bluff a poker. Poi, sempre a causa della vicinanza al ministro agrigentino, ha perso l’opportunità dell’uninominale alla Camera.

Stefania Prestigiacomo si era decisa a perorarne la causa con Silvio Berlusconi. L’ex ministra puntava al duplice obiettivo di rendere competitiva Forza Italia in un collegio considerato in mano ai 5 Stelle. E allo stesso tempo liberarsi di un aspirante sindaco di Siracusa, che avrebbe intralciato le manovre per far occupare quella casella al fidato Enzo Assenza. Ma il Cavaliere aveva già messo il veto ad arruolare alfaniani di “ritorno”, e non ha fatto eccezioni nemmeno per chi avrebbe fatto pesare i suoi consensi personali freschi di regionali.

Nel capoluogo gli spazi per Vinciullo sindaco si stanno restringendo, e la corsa alle provinciali potrebbe diventare presto l’unica alternativa percorribile per restare sulla scena che conta. Forse proprio per questo ha reagito “a freddo” contro un innocente comunicato di auto-promozione partito da Di Mare, nel quale può aver intravisto un traghettatore della sua corrente augustana verso quei lidi forzisti che lo hanno rifiutato. Il consigliere comunale di #perAugusta non ha reagito, almeno ufficialmente. Perché in realtà ha pubblicato un post al vetriolo sul suo profilo Facebook.

“Certo che a leggere certe cose viene da ridere – ha scritto l’aspirante sindaco di Augusta -. In principio ero all’opposizione, poi governativo di maggioranza (anche se snaturando tutta la storia), poi (vista l’aria che tira) di opposizione, ed oggi nella probabile maggioranza. Domani si vedrà, mica si segue una linea”. Il riferimento al comunicato di Vinciullo è chiaro, anche se Di Mare non lo cita espressamente. D’altronde, ha altri grattacapi a cui pensare. Che si chiamano Fratelli d’Italia, al momento gli unici a metterci un veto preventivo nella sua candidatura. Ma questa sarà la trama di un’altra puntata, di quella che nel centrodestra locale si profila come una lunga telenovela.

 

 

VINCIULLO:  Sul finanziamento dell’ospedale Muscatello di Augusta basta menzogne e sciocchezze! Nessuna attenzione dell’attuale Governo sulla città di Augusta, ma solo la firma di un atto dovuto e ampiamente concluso. Il finanziamento esiste dal dicembre 2010, con il mio contribuito determinante. Alcuni esponenti della attuale maggioranza hanno ritardato l’arrivo dei fondi e altri, nel corso degli anni, votato perfino contro.  

Siracusa, 15 febbraio 2018- E’ di questi giorni la notizia che il nuovo Assessore della Salute ha firmato, solo, la programmazione delle risorse previste dall’Accordo Stato/Regione in seguito all’applicazione, anche in Sicilia, dell’art.20 della legge 67/88.Ha firmato, cioè, un atto dovuto, frutto del lavoro altrui, e su cui non ha potuto fare alcun intervento se non attenersi a quanto già concordato e stabilito attraverso provvedimenti legislativi e circolari delle due precedenti legislature. Lo dichiara Vincenzo Vinciullo.Quindi, sia chiaro a tutti: nessuna attenzione nei confronti della città di Augusta, attraverso il finanziamento dell’ospedale, ma solo il tentativo furbesco, puerile ed insopportabile di impadronirsi del lavoro altrui, dal momento che, come è a tutti noto, la programmazione esistente non poteva assolutamente essere né modificata, né integrata.Come è noto, anche in questo caso a tutti, nella notte tra il 29 e il 30 dicembre 2010 la Commissione Sanità, di cui ero Segretario, nell’approvare la programmazione delle somme previste dall’art.20 della legge 67/88, ha destinato all’Ospedale “Muscatello” di Augusta una somma di oltre 9 milioni e 600 mila euro.Quindi, 8 anni fa, non l’altro ieri!Per errori da imputare, esclusivamente, ad autorevoli esponenti, sostenitori e sponsor dell’attuale Governo regionale, il Governo nazionale ha ritardato nell’assegnazione delle risorse destinate alla Sicilia.Con la Legislatura appena conclusa, la programmazione degli interventi da 87 è stata ridotta a 59, si veda il Decreto Assessoriale n.1147/2016 del 22 giugno 2016 che ha recepito, fra l’altro, l’Art.68 della Legge Regionale 12 agosto 2014, n.21 – “Assestamento del bilancio della Regione per l’anno finanziario 2014“ e la Legge Regionale 17 marzo 2016, n. 4 “Bilancio di previsione della Regione siciliana per l’anno finanziario 2016 e bilancio pluriennale per il triennio 2016-2018” di cui, fra l’altro, ha proseguito Vinciullo, sono stato relatore, approvate dalla Commissione Bilancio, di cui ero Presidente.Inoltre, sempre con lo stesso Decreto Assessoriale, la Regione Siciliana, sempre nella passata legislatura, ha rivendicato, ancora una volta, presso i Ministeri della Salute e dell’Economia, l’assegnazione delle risorse destinate alla Sicilia, per un importo complessivo pari a 805 milioni di euro.Dopo una lunga, articolata e difficile interlocuzione, in seguito al raggiungimento del pareggio del Bilancio, sempre avvenuto nella scorsa legislatura, grazie all’autorevole intervento del Ministro Lorenzin, il Governo nazionale ha sbloccato le risorse che erano state assegnate alla Sicilia, sempre durante la precedente Legislatura.In questi giorni, ha continuato Vinciullo, abbiamo avuto, quindi, solo la firma del Piano Programmatico Stralcio del documento Addendum, presentato in data 12/10/2015 dall’Assessore Gucciardi e poi trasferito nel D.A. 1147/2016, accolto dal Governo nazionale e quindi non più modificabile e/o integrabile.Sia chiaro a tutti: una programmazione che non poteva più essere modificata, integrata o sostituita in nessuna delle sue parti e in cui la città di Augusta era già presente da 8 anni e non per caso!Quindi nessuna attenzione nei confronti della città di Augusta da parte dell’attuale Governo, ma solo il riconoscimento del lavoro svolto da me, dal precedente Assessore e dal precedente Parlamento e su cui nulla poteva essere detto o eccepito, data la correttezza dell’iter seguito, fra l’altro fatto proprio dal Governo nazionale.Quindi giù le mani dal lavoro altrui.Non si tenti, ha concluso Vinciullo, di vendere come proprio il lavoro altrui, vero che carnevale è passato da pochi giorni ma è pur vero che i pinocchi hanno il naso lungo, ma le gambe corte e, per di più, di legno. 

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