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Augusta – Sit in dei sindacati contro la chiusura dell’Inps. Pd e Leu chiedono al senatore 5S Pisani di rompere “l’ambiguo silenzio” e mobilitare la deputazione

 

Il Sit in sindacale all'INPS

Il Sit in sindacale all’INPS

Sit In  davanti l'ingresso dell'INPS

Sit In davanti l’ingresso dell’INPS

 

(Massimo Ciccarello) Augusta, 31 giugno 2018 – “Senatore Pino Pisani, se ci sei batti un colpo”. Potrebbe essere sintetizzato così l’ennesimo comunicato sulla chiusura dell’agenzia Inps di Augusta, destinata a sparire nel silenzio della politica a 5 Stelle. Prima l’amministrazione comunale grillina ha nicchiato sulla richiesta di locali avanzata dall’ente di previdenza, fino al punto che la direzione generale ha smesso di aspettare e ha disposto l’unica chiusura in Sicilia. Poi il parlamentare della città, eletto a furor di popolo nella lista pentastellata, continua a latitare sull’argomento nonostante Pd e Leu lo stia tirando per la giacchetta già da un pezzo.

Così la battaglia per mantenere l’ufficio previdenziale resta tutta sulle spalle dei sindacati e dei consiglieri d’opposizione. Il 31 maggio mattina le segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil si sono date appuntamento davanti gli portelli di via Adua, per un sit in di protesta con molte bandiere e pochissimi amministratori. Nessuno della maggioranza, cui l’Inps non sembra interessare particolarmente, e giusto una manciata della minoranza. Fra loro Biagio Tribulato, di Attivamente, che insieme ad Angelo Pasqua ha presentato un’interrogazione e sollecitato una seduta consiliare sull’argomento.

Presenti ovviamente anche il democratico di area Cisl, Alessandro Tripoli, e il rappresentante a San Biagio di Centopassi, l’ex sindacalista Cgil Giancarlo Triberio, che sin dall’inizio hanno sposato la lotta per impedire la chiusura. I due consiglieri, oltre a fare numero hanno fatto anche politica. E poche ore dopo la manifestazione coi segretari provinciali della triplice sindacale – Roberto Alosi, Paolo Sanzaro, Stefano Munafò – sono usciti col terzo comunicato in pochi giorni. Dove, senza mezzi termini, tornano nuovamente a sollecitare il senatore Pisani di rompere l’ambiguo silenzio mantenuto finora”.

  Al parlamentare grillino chiedono di “operare in sinergia con l’amministrazione comunale di cui è stato vicesindaco”. E tenendo a mente il “peso” che gli deriva dal fatto di essere segretario d’aula a Palazzo Madama, per giunta con la casacca del partito di maggioranza relativa, lo incalzano “di farsi parte attiva con tutta la deputazione siracusana”.

  In sostanza gli ricordano che, essendo il senatore di Augusta, ha l’obbligo politico e morale di guidare il pressing della deputazione, “per far valere nelle sedi romane la oggettiva necessità e importanza di questo presidio dello Stato nel nostro territorio”. Tripoli e Triberio invitano “tutti a sostenere la battaglia delle organizzazioni sindacali, per evitare un clamoroso ed inspiegabile scippo”. Specialmente quelli che, “dopo aver chiesto i voti agli augustani, adesso onorino il loro impegno con questa città”. Perché si possono fare tutte le proteste di piazza di prammatica, ma la vera “lotta va condotta nelle opportune sedi istituzionali da chi è stato eletto per rappresentare il nostro territorio”.

  Fra l’altro è un confronto abbastanza “facile” con la presidenza Inps, perché la sede di Augusta “serve un enorme bacino di utenza e vanta il più alto indice di produttività tra le agenzie a fronte di un costo annuo di soli 80 mila euro, minore rispetto a quello di altre sedi”. Eppure, contrariamente a quanto accaduto con Acireale, Adrano e Licata trasformate in Punto informazioni, gli uffici augustani sono gli unici a chiudere completamente. A pesare è stato lo scarso quoziente politico dell’amministrazione grillina prima del 4 marzo, e il profilo ambiguo tenuto dopo quelle politiche in cui ha fatto eleggere il suo ex vicesindaco al Senato.

Già durante la gestione commissariale l’Inps aveva chiesto dei locali municipali, per mantenere almeno un Punto informazioni. Il Comune, nel frattempo diventato pentastellato, aveva risposto di non averne delle caratteristiche richieste. Perciò la direzione regionale è andata avanti col suo piano di tagli, cancellando Augusta. Anche perché la successiva disponibilità manifestata dall’amministrazione comunale non si è poi concretizzata in un atto formale di messa a disposizione.

Così, il 16 maggio, il presidente Tito Boeri ha firmato la determina di chiusura definitiva. Le polemiche hanno subito investito la sindaca Cettina Di Pietro, proprio quando stava faticosamente uscendo da quelle sull’emergenza idrica. La grillina ha tentato di rimpallare le responsabilità sull’ente previdenziale, e sulla “politica” che userebbe l’assenza di locali comunali solo come una scusa per privilegiare altre città.

Il 30 maggio la questione è stata affrontata in un vertice a Palazzo di città, con sindacati e organizzazioni imprenditoriali. Alla fine è saltato fuori che l’unica offerta del Comune è stata una specie di bugigattolo, inadatto allo scopo. Altri spazi, secondo la versione della sindaca ai presenti, non sarebbe possibile reperirne. Bisognerebbe affittarli, ma i vincoli del dissesto non permetterebbero questa spesa a carico. La soluzione escogitata è quella di farseli “prestare” da altri enti pubblici che ne hanno in più, ma a chiederli dovrebbe essere la prefettura. Che ancora una volta finirebbe a compiere il lavoro “difficile” che la giunta M5s non riesce a fare. Magari, mentre che c’è, di questa disponibilità alla supplenza ne potrebbe approfittare anche il senatore di Augusta.

 Comunicato- No allo scippo dell’agenzia Inps di Augusta,

 (*CS)Augusta 1 giugno 2018 -La deputazione della nostra provincia, con in testa il senatore di Augusta Pino Pisani, faccia valere i diritti della nostra città in tutte le sedi. Dopo aver chiesto i voti agli augustani, adesso onorino il loro impegno con questa città.

Il sit in indetto dalle organizzazioni sindacali, presso la sede Inps di Augusta, per ribadire la contrarietà alla chiusura dell’unica agenzia soppressa in Sicilia, deve essere solo il punto di partenza di una lotta che va condotta nelle opportune sedi istituzionali da chi è stato eletto per rappresentare il nostro territorio.

Da parte nostra, come consiglieri comunali di Pd e LeU-Centopassi, sosteniamo in pieno e condividiamo le motivazioni espresse dai sindacati a difesa di un servizio essenziale per il nostro territorio che serve un enorme bacino di utenza e vanta il più alto indice di produttività tra le agenzie del territorio a fronte di un costo annuo di soli 80.000 euro, minore rispetto a quello di altre sedi.

Pertanto torniamo nuovamente a sollecitare il senatore Pisani di rompere l’ambiguo silenzio mantenuto finora e, operando in sinergia con l’amministrazione comunale di cui è stato vicesindaco, di farsi parte attiva con tutta la deputazione siracusana per far valere nelle sedi romane la oggettiva necessità e importanza di questo presidio dello Stato nel nostro territorio, per evitare un clamoroso ed inspiegabile scippo per la nostra città.

*Alessandro Tripoli consigliere comunale PD- Giancarlo Triberio consigliere comunale Leu-CentoPassi

 COMUNICATO 

(*CS)Occorre intervenire in maniera celere con la sinergia delle forze sindacali e della politica a tutti i livelli per porre fine a questa consecutio di scippi che il nostro territorio sta subendo di continuo. La paventata chiusura del punto inps sarebbe un danno irreparabile per cittadini, specialmente anziani, diversamente abili e disoccupati, per i residenti anche dei paesi limitrofi che lo affluiscono e per i patronati che svolgono l’attività in costante sinergia. Proprio per le motivazioni espresse vogliamo atti concreti a tutela della Città. Lo scorso venerdì abbiamo presentato già una interrogazione per capire in maniera ufficiale cosa questa amministrazione intenda fare e riteniamo piu’ che importante la convocazione di un Consiglio Comunale dedicato all’ argomento, in modo tale che un documento univoco possa rivestire l’ importanza necessaria per domare tale perdita e piuttosto non rimangano carte scritte che poi nessuno legge e che non seguono il loro iter “politico” come ahinoi avviene spesso.

*Biagio Tribulato – Angelo Pasqua- Consiglieri Comunali

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