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Augusta – “Riunioni carbonare sull’hotspot”, Vinciullo chiede alla Regione: Basta segreti esiste il dovere di informare.

 

Di Maio a Punta Cugno

Di Maio nei pressi di un supermarket

(Massimo Ciccarello) Augusta, 8  agosto 2017 -   Sull’hotspot ad Augusta, “colpisce il silenzio assordante di chi, rappresentante istituzionale del territorio, ha partecipato alle conferenze di servizio e ancora tace su quello che è stato deciso e su quello che è stato concordato, dimenticando di aver operato non a titolo personale ma nella qualità di rappresentante morale, politico e istituzionale di tutta la provincia”. Enzo Vinciullo non si arrende, e chiede chiarezza sul Centro raccolta per immigrati previsto a Punta Cugno. Il deputato regionale di Alternativa popolare ha “presentato una interrogazione parlamentare per avere tutte le notizie fino ad oggi  negate”. Perché, fa sapere in un comunicato, “esiste un dovere all’informazione”. E “nessuno può pensare di determinare il destino di questo territorio senza condividerlo con la popolazione e con i suoi rappresentanti istituzionali”.

  Invece, denuncia il parlamentare siracusano all’Assemblea siciliana, “tutti questi misteri, tutti questi segreti e tutte queste notizie nascoste ai cittadini mi preoccupano; non capisco il motivo per il quale si pensa di realizzare una struttura del genere senza essere informati”. L’onorevole Vinciullo ricorda alla Regione che ha “competenze esclusive sui porti e che, di conseguenza, tutte le scelte strategiche che riguardano i porti siciliani devono essere concordate con il territorio e non, come sta accadendo adesso, in riunioni carbonare”. 

  Per questo, nella sua articolata interrogazione, chiede a Palazzo d’Orleans “di sapere se i suoi organi periferici, a cominciare dall’Asp, hanno concesso o dato autorizzazioni sull’argomento e se, sempre sullo stesso argomento, gli organi periferici si siano concertati col governo regionale oppure hanno operato in assoluta autonomia”. Il parlamentare regionale di Ap ha pure richiesto un accesso agli atti all’Autorità portuale, per scavare su una vicenda contornata da lati oscuri. Soprattutto da parte dell’amministrazione grillina di Augusta, anche se non solo da questa.

  L’esempio più stridente di ambiguità arriva proprio da Cettina Di Pietro. La sindaca 5 Stelle ha dato via libera all’hotspot senza colpo ferire, spacciando persino come un suo grande successo personale il fatto che si facesse fuori il recinto del porto commerciale. Ma la sua politica è stata clamorosamente smentita da Luigi Di Maio. Il vicepresidente della Camera, il 7 agosto, ha fatto un salto in zona insieme a Alessandro Di Battista. Stavolta però ha ignorato Palazzo di città, per passeggiare a Punta Cugno insieme a Giancarlo Cancellieri, capogruppo M5S all’Ars e candidato governatore. Ne è venuto fuori un video postato sulla pagina Facebook dell’aspirante presidente della Sicilia, assolutamente sorprendente nei contenuti.

  Di Maio, infatti, dalla location “che detiene il triste record di sbarchi in Europa”, attacca frontalmente la politica del governo Pd sugli hotspot. Definendo addirittura “assurdo” che il ministero tenga aperti i porti italiani. Cancellieri approva, e si spinge a dire che se dovesse vincere chiederà “al governo nazionale di essere nominato commissario straordinario degli sbarchi, perché dei porti dei siciliani devono decidere i siciliani”. Ma “dimentica” che dove i 5 Stelle hanno già vinto addirittura con un plebiscito, cioè Augusta, la decisione sul terminal migranti allo scalo marittimo, e sulle strutture di accoglienza a supporto, è stata integralmente “appaltata” al governo per il tramite della prefettura.

  Ancora una volta, quella maiuscola dentro il logo del “moVimento” di Grillo assume il significato di “viceversa”. All’opposizione fuoco e fiamme contro gli hotspot e Roma padrona, alla guida del Palazzo comunale molto più duttili e malleabili. Devo essersene resi conto gli stessi vertici, se hanno evitato di passare in centro per un saluto “pubblico” al locale meet up. Di questa incursione c’è solo una foto “pop” sui social, in cui Di Maio e Di Battista fanno la spesa al “Decó” del Monte. Dove staziona permanentemente a questuare uno di quei migranti recuperati in mezzo al mare. Un povero cristo che però si sono ben guardati dall’inquadrare. Vedi mai che rovinasse la narrazione social sulla “affidabilità” dei programmi elettorali delle amministrazioni 5 Stelle.

 VINCIULLO: Sull’hotspot di Augusta, pretendiamo la verità, abbiamo il diritto di sapere! Esiste un dovere all’informazione. Presentata interrogazione parlamentare per avere notizie fino ad oggi negate.

(*CS) Palermo, 8 agosto 2017 -  Sull’hotspot di Augusta, pretendiamo la verità, vogliamo sapere nei minimi dettagli cosa si pensa di fare nel nostro territorio. Lo comunica l’On. Vincenzo Vinciullo, Presidente della Commissione ‘Bilancio e Programmazione’ all’ARS.

Nessuno può pensare di determinare il destino della provincia di Siracusa senza condividerlo con la stessa popolazione e con i rappresentanti istituzionali dello stesso territorio.

Di fronte all’assenza di notizie certe, ieri sono stato costretto a presentare un’interrogazione parlamentare in cui chiedo al Governo regionale di sapere se i suoi organi periferici, a cominciare dall’ASP, hanno concesso o dato autorizzazioni sull’argomento e se, sempre sullo stesso argomento, gli organi periferici si siano concertati col Governo regionale oppure hanno operato in assoluta autonomia.

Nella medesima interrogazione parlamentare, ha continuato l’On. Vinciullo, ho ricordato al Governo regionale che lo stesso ha competenze esclusive sui porti e che, di conseguenza, tutte le scelte strategiche che riguardano i porti siciliani devono essere concordate con il territorio e non, come sta accadendo adesso, in riunioni carbonare.

Colpisce, inoltre, il silenzio assordante di chi, rappresentante istituzionale del territorio, ha partecipato alle conferenze di servizio e ancora tace su quello che è stato deciso e su quello che è stato concordato, dimenticando di aver operato non a titolo personale ma nella qualità di rappresentante morale, politico e istituzionale di tutta la provincia.

Non avendo, come tuti gli altri rappresentanti istituzionali del territorio, ricevuto alcuna informazione su quello che da Roma si decide di fare a Siracusa, oggiAggiungi un appuntamento per oggi stesso farò accesso agli atti presso l’Autorità Portuale di Augusta, per sapere ciò che sta succedendo.

Tutti questi misteri, tutti questi segreti e tutte queste notizie nascoste ai cittadini e ai rappresentanti istituzionali del territorio mi preoccupano, non capisco il motivo per il quale si pensa di realizzare una struttura del genere senza essere informati.

Ricordo a tutti che, ha proseguito l’On. Vinciullo, già precedentemente sono stato costretto a recarmi in Procura per impedire la realizzazione dell’hotspot per migranti e che il Ministro Alfano aveva assicurato in Parlamento che l’hotspot non sarebbe stato più realizzato.

Il nuovo Ministro ha cambiato idea, io sull’argomento, invece, a differenza di altri, non ho cambiato idea e, di conseguenza, avuto l’accesso agli atti, se riterrò che vi siano le medesime debolezze amministrative del precedente progetto, mi recherò nuovamente in Procura.

Insopportabile appare, inoltre, che, cambiato il Ministro dell’Interno, possa cambiare la decisione ormai ampiamente stratificata e che vedeva un impegno, oggiAggiungi un appuntamento per oggi disatteso dal Governo, nei confronti della città di Augusta e di tutta la provincia di Siracusa.

Questi cambi di indirizzi, di comportamenti e di strategie sono in genere insopportabili.

Poi, ha concluso l’On. Vinciullo, quando hanno come obbiettivi quello di colpire una città, in questo caso Augusta, anche immorali.

*Presidente della Commissione Bilancio  – Componente della Commissione per il Regolamento- Presidente dell’Intergruppo Parlamentare per i rapporti fra la Sicilia e la Libia, Presidente della Sottocommissione ‘Partecipate’

LUIGI DI MAIO  VICEPRESIDENTE DELLA CAMERA

“Quello alle nostre spalle è il porto di Augusta, che detiene il triste record di sbarchi in Europa.

L’Italia sta vivendo un’emergenza immigrazione epocale.

I ministri di questo governo litigano, il ministro dell’Interno ha fatto un codice per le organizzazioni non governative, per chiedergli di rispettare le regole del Mediterraneo altrimenti non avrebbero potuto utilizzare i nostri porti e nessuno glielo ha firmato. Il ministro dei Trasporti dice invece che i porti devono restare aperti e tutte le navi devono portare migranti nei nostri porti, questo è assurdo mentre loro litigano l’Italia sta vivendo un’emergenza immigrazione che va subito affrontata. La nostra proposta è che su tutte le navi delle organizzazioni non governative devono esserci poliziotti a bordo, chi non accetta la Polizia Giudiziaria a bordo non potrà più utilizzare i nostri porti”.

 GIANCARLO CANCELLIERI  CAPIGRUPPO ARS M5S

Io mi candido alla Presidenza della Regione Siciliana e qualora dovessi vincere chiederò al Governo nazionale di essere nominato commissario straordinario degli sbarchi, perché dei porti dei siciliani devono decidere i siciliani.

 

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