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Augusta – Post choc del consigliere Paratore (M5S): “Giornalista vero solo se salti in aria”. Come dire: ” Se resti vivo sei falso giornalista “.

Teo Paratore grande intellettuale del M5S augustano, la giornalista saltata in aria nella sua auto e il post di taglio culturale del consigliere comunale.

Teo Paratore grande intellettuale del M5S augustano, la giornalista saltata in aria nella sua auto e il post di taglio culturale del consigliere comunale.

 

(Massimo Ciccarello) Augusta,18 ottobre 2017 -  “Fatta Saltare in aria a Malta, Dafne Galizia, la giornalista dei Panama Papers… E poi abbiamo eroi cittadini”. Chi scrive è Teo Paratore, che ad Augusta fa il consigliere comunale, a Villagrazia di Carini il veterinario, e sui social il “commentatore” dei cronisti locali. Il 17 ottobre, ancora una volta, ha offerto un saggio del suo spessore politico comunicando questo pensiero sulla stampa augustana, ai 2010 amici di Facebook che ha sparsi per l’Italia e l’Europa. 

Un post – riportato testualmente – dove maiuscola e virgole stanno fuori posto, come questo grillino nella carica istituzionale che occupa. Perché di Paratore non si ricordano interventi significativi nell’aula consiliare, né iniziative politiche decisive, né di qualsiasi altra natura. Si ricordano invece scritti in rete come “volete che vi arrivugghiu le ossa”, o come “avrà subito allucinazioni gravi”, a commento di cronache sgradite. Adesso, per manifestare il suo dissenso verso l’informazione giornalistica nella città che dovrebbe amministrare, utilizza il brutale assassinio di una giornalista maltese. 

“Fatta saltare in aria” è portato ad esempio di come finisce un cronista, quando fa davvero il lavoro che gli compete. Ad Augusta invece – secondo il portato del suo ragionamento – giornalisti degni di questo nome non ce ne sono, perché nessuno li fa fuori con un’autobomba. Finire dilaniato è il riconoscimento oggettivo per un cronista, se fa un’informazione seria e corretta. Di conseguenza non la fa chi, in loco, al massimo “avrà subito forti sbalzi di temperatura allo scalpo glabro”.

Daphne Caruana Galizia a Malta faceva la giornalista. Lo faceva come lo sapeva e lo poteva fare, attraverso la “cenerentola” di un blog. Trasformato in uno strumento di denuncia potente, perché tale lo hanno fatto diventare i suoi lettori. Proprio perché in quei link trovavano la narrazione su cosa si nasconde dentro il Palazzo. Ne sbugiardavano la propaganda, e questo dava fastidio al potere. Come infastidisce qualsiasi potere che mente ai suoi elettori.

Daphne Caruana Galizia aveva 53 anni, un’età in cui il disincanto porta a non rischiare, e a godersi la famiglia. Invece è bruciata viva nella sua auto, perché non si è voluta arrendere alla prepotenza di chi ha imbrogliato la sua gente, e vuole continuare a farlo sfacciatamente e impunemente.  Si è conquistata il diritto di essere lasciata in pace, dai seminatori di odio verso i suoi colleghi siciliani più “scarsi”. Si è meritata il dovere di non fargli un insulto alla memoria, con la strumentalizzazione di un consigliere comunale allergico al dissenso, ma non alla cattiva amministrazione che sostiene col suo voto in aula.

Nessuno vuole fare di tutta l’erba un fascio, ma Teo Paratore è a pieno titolo un “portavoce” grillino in un Comune dei 5 Stelle. Interviene col suo post allucinante quando ancora non si è spenta l’indignazione per il silenzio social imposto con l’inganno alla più nota opinionista “contro” della città, l’avvocata Francesca Marcellino. Vittima, come pare insieme a tanti altri, di false segnalazioni di cyberbullismo organizzate da squadre di fake che dichiarano sostegno al “moVimento”. Profili falsi che hanno operato anche in città contro gli oppositori, oggetto di odiose campagne denigratorie spesso condivise dai consiglieri di maggioranza. Ora una nuova consapevolezza si sta  facendo strada nel gruppo e nel meet up, che li sta responsabilizzando. Ma evidentemente esiste una sacca di resistenza, che non vuole rinunciare a indicare bersagli da abbattere. E si spinge a infangare il barbaro omicidio di una giornalista maltese, per evitare che sia la propria poltrona di potere a “saltare”.

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Comments (2)

  • La Redazione

    Gentile lettrice, un post letto o leggibile da 2012 amici/lettori non è esattamente uno scritto privato. Come non è una conversazione privata il discorso fatto in una sala conferenze con 2012 spettatori, attenti o distratti, sia pure ammessi con invito. Non è privato, se non altro perchè c’è sempre qualcuno dei 2012 che poi lo racconta/condivide ad altri 2012 amici/lettori, che poi fanno altrettanto e così via; quando accade in rete è tutto ancora più veloce ed esponenziale.
    Se rivesti una carica pubblica, quello che scrivi assume rilevanza pubblica. Su quel podio ci si è messi volontariamente, candidandosi, e quel pulpito comporta una responsabilità che si chiama rispetto del ruolo istituzionale. Esattamente come un maestro non parla alla classe come fosse in pizzeria con gli amici, così un consigliere non scrive senza considerare quali effetti produca sugli elettori, a prescindere se lo abbiano votato o meno.
    Trovo poi davvero singolare che lo sciacallaggio sia imputato al giornalista che divulga la notizia, commentandola per farla comprendere, e non sia invece rimproverato a un politico che utilizza l’orrendo assassinio di una cronista maltese per dire la sua su vicende locali che nulla hanno a che spartirci.
    Inoltre mi sfugge totalmente in cosa consista l’”omaggio” fatto nel post considerato che strumentalizza un barbaro omicidio, né quale sia questa “vicenda personale” che ritiene non faccia notizia, né quali siano i suoi parametri intellettuali che rendono un articolo “pertinente”: realmente crede che non interessa a nessuno sapere cosa pensa un rappresentante delle istituzioni, su fatti che non rientrano nella sua sfera privata, specialmente se è stato eletto portando la #trasparenza come segno distintivo del suo programma politico?
    Sulla “levatura” del pezzo ho poco da puntualizzare, perchè è un giudizio che appartiene all’ambito delle sue libere opinioni, e posso solo augurarmi di farle cambiare idea in futuro. Per il resto spero di aver fugato le sue perplessità, che mi piace pensare siano state dettate da un genuino interesse per una migliore informazione.

  • Nadia

    Trovo l’articolo poco pertinente… la spiegazione di un post privato travisato a piacere… poco credibile il tentativo di drammatizzare raccontando la vicenda della povera giornalista. Presa in causa dal consigliere solo per omaggiarla prendendola come esempio per tutti. Non vedo proprio come una vicenda personale possa fare notizia. Contenti voi… se è questo il messaggio che si vuole passare….sono perplessa. Non mi sembra un articolo di alta levatura… solo un tentativo di sciacallaggio.

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