Augusta – “Non si sprecano risorse dove non ci sono traffici”, il governo cancella la ferrovia a Punta Cugno? La Cgil lancia l’allarme e avvisa:”Non staremo con le mani in mano” Reviewed by Momizat on . [caption id="attachment_85973" align="alignleft" width="300"] Augusta: Lo scalo portuale[/caption] (Massimo Ciccarello) Augusta, 12 novembre 2017 -  Da Punta Cu [caption id="attachment_85973" align="alignleft" width="300"] Augusta: Lo scalo portuale[/caption] (Massimo Ciccarello) Augusta, 12 novembre 2017 -  Da Punta Cu Rating: 0
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Augusta – “Non si sprecano risorse dove non ci sono traffici”, il governo cancella la ferrovia a Punta Cugno? La Cgil lancia l’allarme e avvisa:”Non staremo con le mani in mano”

Augusta: Lo scalo portuale

Augusta: Lo scalo portuale

(Massimo Ciccarello) Augusta, 12 novembre 2017 -  Da Punta Cugno già non hanno fatto passare le navi della Via della Seta, e ora non faranno passare nemmeno “quel treno per Yuma”. L’incredibile cancellazione del collegamento ferroviario al porto commerciale è stata rivelata dalla Cgil, con una nota dove osserva che “incontrovertibilmente vorrà dire che la provincia di Siracusa è quella che la politica si permette di bistrattare, con la consapevolezza di poter agire senza che qualcuno batta ciglio”. A scatenare la rabbia del sindacato sono le indiscrezioni filtrate dagli ambienti governativi, riguardo la rimodulazione dei fondi Pon 2014/2020 in discussione al ministero delle Infrastrutture.

Un’ipotesi che sarebbe la conferma dei tanti “ve lo avevamo detto”, risuonati a ogni livello, sul silente “cambio di destinazione d’uso” per lo scalo marittimo. Che dopo la sede dell’Autorità di sistema spostata a Catania con un colpo di mano, e la trasformazione delle banchine commerciali nel terminal italiano dei migranti d’oltremare, diventa sempre più un “porto delle nebbie”. Metaforicamente e sostanzialmente, perché un disegno occulto dalle finalità palesi sta degradando il Core europeo di Augusta a un approdo fluviale. Infatti, scrive il segretario provinciale Roberto Alosi, “la spiegazione che sarebbe stata addotta sarebbe quello di una riduzione del traffico portuale e che pertanto le risorse sarebbero sprecate”.

Lo sconcerto del sindacato, e non solo, non è per l’ennesima opera pubblica che svanisce. E’ la rabbia per lo scientifico azzeramento di un’intera zona come entità economica autonoma. Che alla voce porto commerciale vede il suo Pil del futuro “smantellato” pezzo dopo pezzo, grazie anche alle evidenti “distrazioni” locali. Ripagate con la mancetta di qualche “ristoro” dall’efficacia più che dubbia, come la Zona economica speciale, e il miraggio di qualche poltrona più o meno eccellente. Basta rivedere gli streaming video dei consigli comunali straordinari sulla sede Adsp e sull’hospot, per farsi un’idea su nomi e colori politici dei “basisti”.

Il sindacato annuncia battaglia, stavolta con convinzione maggiore rispetto quella per lo scippo della sede Adsp. “E’ ovvio che la Cgil non starà con le mani in mano e si opporrà, con tutti i mezzi e le armi a sua disposizione, a tale scellerata ipotesi”. Il segretario regionale Michele Pagliaro assicura “opposizione attraverso le strutture nazionali” della sua organizzazione. E il referente provinciale Alosi ci aggiunge “la speranza che in questa battaglia si riesca a fare fronte compatto, ma nei fatti e non solo nelle intenzioni, come accaduto finora”.

Non è il solo a pensarla così. L’amministrazione comunale 5 Stelle è stata oggetto di feroci polemiche bipartisan, per il ruolo ambiguo tenuto dalla sindaca Cettina Di Pietro. Un profilo dai contorni sfuggenti, persino con la sua stessa maggioranza consiliare. Iniziato con l’improvvisa revoca della delega al Porto al suo vicesindaco dell’epoca, Giuseppe Schermi, poi cacciato un mese dopo via Facebook. Proseguito con le ambiguità sugli atti preliminari allo scippo della sede Adsp (sapeva e ha taciuto?). E ora approdato sul via libera all’hotspot, che ha chiuso il cerchio. Uno scalo svuotato di traffici, con la Via della Seta cinese fatta passare altrove, e adesso depauperato pure negli investimenti.

Punta Cugno viene sostanzialmente tolta dal mercato dei traffici marittimi, e questo non va giù soltanto ai sindacalisti. Il circolo di Forza Italia si è subito attivato per evitare che scappi pure l’ultimo bue dalla stalla. “La nostra deputazione è stata mobilitata per chiedere risposte al governo”, dice il coordinatore Andrea Timmoneri, preannunciando un’interrogazione alla Camera a risposta urgente. Anche Mdp è sul piede di guerra. Nella battaglia parlamentare può ora schierare il peso di Guglielmo Epifani, che sui “misteri” del porto era stato abbondantemente edotto durante la visita di qualche settimana fa. All’appello è chiamato pure il “capo politico” del primo partito in Sicilia e ad Augusta, che sullo sfondo di Punta Cugno si era fatto persino un video estivo: Luigi Di Maio, appunto, cosa farà?

 COMUNICATO STAMPA

Augusta, 12 novembre 2017 – <<Se dovesse trovare ulteriore conferma la notizia che circola in ambienti ministeriali in merito a un taglio dei finanziamenti, da parte del ministero delle Infrastrutture, per il porto di Augusta allora ineludibilmente vorrà dire che la provincia di Siracusa è quella che la politica si permette di bistrattare con la consapevolezza di poter agire senza che qualcuno batta ciglio>>.

E’ Roberto Alosi, segretario generale della Cgil di Siracusa, ad alzare il tono della voce, dopo aver appreso che il collegamento del porto Core di Augusta con la rete ferroviaria sarebbe stato cassato dall’elenco dei progetti da finanziare nell’ambito del Pon 2014/2020.

<<La spiegazione che sarebbe stata addotta per motivare questo ennesimo scippo alla nostra martoriata terra sarebbe quello di una riduzione del traffico portuale e che pertanto le risorse sarebbero sprecate. Siamo al delirio perché, anche mettendo che fosse vera tale affermazione – e così non è – la soluzione di un governo che pensa al rilancio di tutto il Paese, non dovrebbe essere certo quella dell’abbandono, ma anzi del potenziamento degli interventi, tanto più che alla portualità e alla logistica sono legate le Zone economiche speciali>> prosegue Alosi, il quale rileva il preoccupante scollamento tra Palermo e Roma.

<<Non più di 15 giorni fa, nel corso di un convegno a Palazzo Vermexio, l’assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti, Luigi Bosco, aveva affermato che il collegamento tra rete ferroviaria e porto megarese era ormai un dato certo. Questo è indicativo di quanto la politica abbia irriso Siracusa>>.

E infine: <<E’ ovvio che la Cgil non starà con le mani in mano e si opporrà, con tutti i mezzi e le armi a sua disposizione, a tale scellerata ipotesi, nella speranza che in questa battaglia si riesca a fare fronte compatto, ma nei fatti e non solo nelle intenzioni come accaduto finora. Un fronte così sfilacciato che ha consentito fino ad oggi di penalizzare sempre più la provincia siracusana>>.

 

 

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