Augusta, niente auto blu ma rimborsi “alla 5 Stelle”: Il Comune paga alla sindaca Di Pietro una notte a Palermo anche se la riunione all’Ars è alle 10,30 Reviewed by Momizat on . [caption id="attachment_92143" align="alignright" width="207"] il post M5s che osannava i risparmi nelle missioni[/caption] (Massimo Ciccarello)Augusta, 2 giugn [caption id="attachment_92143" align="alignright" width="207"] il post M5s che osannava i risparmi nelle missioni[/caption] (Massimo Ciccarello)Augusta, 2 giugn Rating: 0
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Augusta, niente auto blu ma rimborsi “alla 5 Stelle”: Il Comune paga alla sindaca Di Pietro una notte a Palermo anche se la riunione all’Ars è alle 10,30

 il post M5s che osannava i risparmi nelle missioni

il post M5s che osannava i risparmi nelle missioni

(Massimo Ciccarello)Augusta, 2 giugno 2018  - “Le passate amministrazioni ci avevano abituato all’auto blu con autista per andare in missione a Palermo. Il nostro sindaco si muove in treno. Taglio agli sprechi e aria pulita”. Così scriveva Augusta 5 Stelle il 24 marzo 2016, con tanto di foto celebrativa a corredo, per reclamizzare Cettina Di Pietro in trasferta negli uffici della Regione. Due anni dopo il massimalismo pauperista si è appannato. E quando la grillina si è trovata un appuntamento all’Assemblea siciliana fissato per le 10,30 del 10 aprile scorso, nel capoluogo isolano c’è andata il giorno prima. Facendosi regolarmente rimborsare dalle casse municipali la notte fuori casa.

Però c’è andata leggera, appena 160 euro per stare due giorni in una città non proprio economica per i turisti. Tutto minuziosamente rendicontato e inserito nella liquidazione pubblicata sull’albo pretorio. Su questa visita nottetempo nella romantica “capitale della cultura 2018″, stavolta l’organo ufficiale del meet up non ha avuto nulla da postare. Un po’ perché la giunta appiedata per scelta propria comincia a costare tanto quanto un’auto blu. Ma la loro pagina Facebook stavolta tace soprattutto perché non è facile contrabbandare per populistica “aria pulita” quella prolungata missione nello smog palermitano.

Il navigatore di Google conteggia 244 chilometri dal municipio alla sede dell’Ars. Via autostrada sono percorribili in 2 ore e 34 minuti. Perciò basterebbe partirsi 5 minuti prima delle 8 per spaccare l’orologio, in uffici regionali notoriamente svizzeri quanto a puntualità. Ma quella “maledetta” auto blu al Comune non c’è, e allora non resta che ricorrere al vecchio treno dei pendolari. Il regionale veloce 3868 parte da Augusta alle 6,42, per arrivare a Palermo alle 10,34. Col taxi, i 2,4 chilometri fra la stazione centrale e la meta finale si mangiano altri 7 minuti. All’appuntamento si arriva 11 minuti dopo l’orario programmato, se tutto va bene, e non è un bel biglietto da visita. Così meglio il sacrificio di una notte fuori che fare la figuraccia.

In due anni Di Pietro ne ha fatta di strada, non solo in senso chilometrico. Perché quel vecchio post che la ritrae in treno mentre parla compenetrata al cellulare, è come l’album dei ricordi lontani. In quegli anni segnati da baldanzoso entusiasmo social – e dall’ambizione di veloce carriera attraverso la pagella da prima della classe in grillismo – le trasferte a Palermo degli amministratori allergici alle autoblu costavano al Comune 48 euro. Tutto incluso, come dimostra una liquidazione di spesa per la missione del 20 aprile 2016 sostenuta dall’ex vicesindaco Giuseppe Schermi.

Poi le strade fra i due si sono divaricate come le note spese per le trasferte. Di Pietro è rimasta inchiodata in un ruolo da sindaca che soffre ogni giorno di più, dopo aver perso il treno di elezioni politiche dove ogni cenerentola grillina si è trasformata in una principessa del Parlamento. Schermi è diventato uno dei coordinatori regionali di Diem25, e ne è stato pure relatore per i collettivi siciliani nell’assemblea nazionale. Un movimento transeuropeo che non governa l’Italia, ma almeno i prestigiosi curriculum dei leader non sono “ritoccati”. Un prima e un dopo per entrambi, radicalmente diverso come i rimborsi per le missioni. Che non parlano più di levatacce all’alba per il treno, ma raccontano di comode notti a Palermo.

 

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