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Augusta – “Nessuna fuga dal dibattito consiliare sul Cas, solo esasperati da Schermi”. Ma la surreale giustificazione del capogruppo M5s non spiega perchè due grillini sono tornati in aula

 

Augusta

Augusta- Minoranza protesta per la fuga nell’intervallo dei grillini

(Massimo Ciccarello) Augusta, 10 febbraio 2018 – Prima scappano dal dibattito consiliare sul Cas migranti che loro stessi hanno chiesto di discutere subito, approfittando di una breve sospensione. Poi imbastiscono una giustificazione che entrerà nelle antologie del macchiettismo in politica. Dal 10 febbraio la maggioranza 5 Stelle di Augusta ha di fatto “cambiato” denominazione: stesso acronimo, M5S, ma con l’ultima lettera che indica “Surreale”.

Non può esserci altra spiegazione al documento a firma “il capogruppo consiliare M5s Augusta”, diffuso sulla pagina Facebook di “Augusta 5 Stelle”, dove 13 consiglieri adulti e vaccinati da 32 mesi di palazzo San Biagio, spiegano che l’8 febbraio se la sono squagliata dopo la ricreazione per colpa di Giuseppe Schermi. Definitoun egocentrico soggetto che non permette la democratica espressione del proprio pensiero, sfociando in insulti e provocazioni abusando ad uso e consumo del fatto personale”. Cioè, il consigliere di Diem25 avrebbe costretto al silenzio una sindaca come Cettina Di Pietro, rinomata per timidezza e remissività, manifestando “volontà ostruzionistica di non consentirle di rendere la propria esposizione”.

Il suo ex vicesindaco, eletto proprio nella lista del Movimento, è accusato di “velate insinuazioni ed offese continue nei confronti del primo cittadino”. Alle quali la penalista non ha risposto per le rime seduta stante, come avviene abitualmente, perché intimorita da “tutto il gruppo di minoranza presente in aula” rimasto silente e composto. Il quale, così facendosi è “reso compiaciutamente complice astenendosi da qualsivoglia critica”.

Quindi “il gruppo consiliare del M5S, al termine della sospensione, non è rientrato in aula in quanto ha ritenuto che non ci fossero più le condizioni per un sereno, costruttivo e democratico dialogo”. Ma questo non perché si fosse creata un’indegna gazzarra come ai tempi del celeberrimo “ti scippo la testa”, rivolto a Schermi da un suo ex compagno di gazebo e vigorosamente “applaudito” dai banchi grillini. Bensì perché l’opposizione è rimasta tranquilla. Per educazione e rispetto del ruolo? Niente affatto.

Ad ispirare questo “bene placido (è scritto testualmente così) di buona parte della minoranza” è il fatto che sia “interessata, prevalentemente, al perseguimento di una politica personalistica a dispetto dell’esercizio della necessaria critica finalizzata a ristabilire la dignità del civico consesso”. Il nesso fra compostezza e personalismo, così come i criteri per definire dignitosa una critica all’amministrazione, non sono indicati.

Nè aiuta in questo lo streaming della seduta, visto che parolacce non ne sono volate. Nemmeno da qualche microfono rimasto aperto, come accadde a Peppe Di Mare quando in fuori onda si sentì definire “questo stronzo” dal tavolo della vecchia presidenza. Comunque sia, nel documento dei M5s “surrealisti” (già grillini) “si rispediscono al mittente le accuse di aver abbandonato l’aula al fine di sottrarci al confronto, è un modus operandi che non ci appartiene. Ben altre motivazioni, come sopra riportate, hanno indotto il M5S ad astenersi dal riprendere un confronto oramai deteriorato”.

Sarà che si sono terrorizzati così tanto dall’inedito “bullismo” di un consigliere, famoso per aplomb anche quando sedeva nella loro giunta dell’uno vale uno, che persino il capogruppo Roberto Casuccio non è rientrato in aula a spiegare il motivo per cui abbandonavano i lavori. E lasciavano in tredici la discussione su un Cas migranti nell’area Asi, che insieme all’Hotspot a Punta Cugno farà diventare Augusta una nuova Mineo. E poi, perché i consiglieri M5s Silvana Danieli e Vittorio Meli erano invece presenti all’appello?

 NOTA  di AUGUSTA 5 STELLE - STRUMENTALE ED ESASPERANTE UTILIZZO DEL REGOLAMENTO, IL CONSIGLIERE SCHERMI RICEVE NOTA DI BIASIMO DAL PRESIDENTE MARTURANA. IL M5S STIGMATIZZA E NON SI PRESTA A SOSTENERE UNA SEDUTA RESA INCANDESCENTE DAL PRETESTUOSO “FATTO PERSONALE”.

Presidente chiedo di intervenire per “fatto personale”, ripetuto come una litania dal consigliere Schermi durante l’intervento del Sindaco relativo alla delicata questione dell’accoglienza ed integrazione degli immigrati. Un articolo del regolamento che consente al consigliere di richiedere di intervenire “per fatto personale”, quando censurato nella propria condotta o sentirsi attribuire fatti non veri od opinioni contrarie a quelle realmente espresse, viene richiamato costantemente e pretestuosamente dal consigliere Schermi senza reale motivazione. Un atteggiamento indisponente, irriverente ed esasperante che ha costretto il Presidente Marturana , dopo ripetuti richiami , a disporre una nota di biasimo.

Non era mai successo da quando insediatosi l’attuale civico consesso. Ciononostante, con inusuale insolenza, l’intemperante consigliere in questione continuava imperterrito nel mancare di rispetto al civico consesso e al Presidente del Consiglio che ha dovuto sospendere temporaneamente la seduta. Uno spettacolo indegno dettato unicamente dalla volontà ostruzionistica di non consentire al Sindaco di rendere la propria esposizione. Velate insinuazioni ed offese continue nei confronti del primo cittadino che tentava di esporre al Consiglio talune precisazioni a fronte delle argomentazioni fuorvianti e infondate addotte dal consigliere a cui da tempo è dedito.

Difatti, avvezzo alle fake news che creano allarmismo e preoccupazione, pochi giorni addietro il consigliere Schermi ha rilasciato dichiarazioni irresponsabili paventando lo sgombro forzoso per 90 famiglie residenti in contrada Scardina. Disarmante la leggerezza con cui si crea allarme sociale e preoccupazione. Niente di più falso, ha dichiarato il Sindaco, nessun sgombero forzato per i residenti della contrada Scardina.

Impossibile lavorare in un clima del genere dove un egocentrico soggetto non permette la democratica espressione del proprio pensiero sfociando in insulti e provocazioni abusando ad uso e consumo del “fatto personale”. Tutto questo accade con il bene placido di buona parte della minoranza interessata, prevalentemente, al perseguimento di una politica personalistica a dispetto dell’esercizio della necessaria critica finalizzata a ristabilire la dignità del civico consesso.

Il gruppo consiliare del M5S, al termine della sospensione, non è rientrato in aula in quanto ha ritenuto che non ci fossero più le condizioni per un sereno, costruttivo e democratico dialogo. Il gesto rappresenta un chiaro segnale di dissenso inteso a stigmatizzare l’esasperante e indegno comportamento del consigliere Schermi, nonché di tutto il gruppo di minoranza, presente in aula, che si è reso compiaciutamente complice astenendosi da qualsivoglia critica.

I consiglieri di maggioranza sono stanchi di assistere a continue accuse denigratorie, poco rispettose, farcite di nefandezze e maleducazione.

Infine, si rispediscono al mittente le accuse di aver abbandonato l’aula al fine di sottrarci al confronto, è un modus operandi che non ci appartiene. E’ paradossale che una minoranza dalla memoria corta ci rivolga certe accuse. Che vada a fare la conta di quanti consigli hanno abbandonato col fine di far cadere il numero legale con l’intento di paralizzare i lavori e ritardare la risoluzione di questioni di interesse collettivo. Che sia chiaro il distinguo, ben altre motivazioni, come sopra riportate, hanno indotto il M5S ad astenersi dal riprendere un confronto oramai deteriorato. Il capogruppo consiliare M5S Augusta

 

 

 

 

 

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