Augusta – “Nessuna anomalia nei conti Tari”, così l’assessore Canto replica al predecessore Schermi. Si fa più consistente l’intervento della Regione Reviewed by Momizat on .   [caption id="attachment_90806" align="alignleft" width="300"] L'assessore Giuseppe Canto nell'aula del consiglio comunale[/caption] (Massimo Ciccarello) Augus   [caption id="attachment_90806" align="alignleft" width="300"] L'assessore Giuseppe Canto nell'aula del consiglio comunale[/caption] (Massimo Ciccarello) Augus Rating: 0
You Are Here: Home » Augusta in pagina » Augusta – “Nessuna anomalia nei conti Tari”, così l’assessore Canto replica al predecessore Schermi. Si fa più consistente l’intervento della Regione

Augusta – “Nessuna anomalia nei conti Tari”, così l’assessore Canto replica al predecessore Schermi. Si fa più consistente l’intervento della Regione

 

L'assessore Giuseppe Canto

L’assessore Giuseppe Canto nell’aula del consiglio comunale

(Massimo Ciccarello) Augusta, 11 aprile 2018 -  E’ proprio una poltrona senza requie quella di assessore al Bilancio nel Comune di Augusta. Dopo le polemiche dell’ex occupante su conti a prima vista “ballerini”, è arrivata la replica al vetriolo del successore nella rubrica, Giuseppe Canto. Che tentando di chiarire i dubbi sollevati dal predecessore “in merito alla Tari 2017 e 2018″, l’11 aprile ha diffuso una “smentita alle anomalie segnalate dal consigliere Giuseppe Schermi”, e formalmente protocollate in una lettera alla segreteria generale.

Ma le delucidazioni hanno ulteriormente alimentato le perplessità. Infatti, osserva Schermi, “sembra che le dichiarazioni servano più a confondere che a chiarire”. E ricorda di “aver trasmesso estratti di atti pubblici inconfutabili, restando disponibile a produrre per intero quanto già pubblicato sul sito istituzionale dell’Ente”. Circostanza che in effetti non sembra contestata nemmeno da Canto, anche se fornisce una lettura diversa dell’ex vicesindaco M5s.

“Sento la necessità, e soprattutto il dovere, di porre alcuni paletti e rimettere ordine”, scrive l’assessore in carica, “dopo avere attentamente letto” per 7 lunghi giorni “le segnalazioni in merito a possibili errori”. Il “tecnico” arrivato dal collegio dei revisori di Siracusa, del quale è presidente, ritiene “innanzitutto necessario puntualizzare che le differenze millantate di 450 mila euro fra quanto pubblicato sull’Albo pretorio e quanto inoltrato ai revisori, non è dovuto ad una differenza per il costo dell’Iva per il conferimento in discarica, eccetera, ma semplicemente ad una diversa sistemazione delle somme nei vari capitoli di spesa del bilancio comunale”.

Solo che il documento protocollato dall’assessore “emerito” evidenziava una cosa sostanzialmente diversa. “In sede di consuntivo 2017 – scriveva il “certosino” Schermi – il file trasmesso all’Anac 2017 riporta dati discordanti rispetto alle liquidazioni pubblicate sul sito dell’ente, ed in difetto per euro 455.873,31″. Cioè la somma delle fatture liquidate dal Comune per la differenziata, e regolarmente pubblicate, dava un importo superiore allo specchietto riassuntivo inviato all’Anticorruzione. Ma non è l’unica puntualizzazione andata un po’ fuori tema, che appare nel comunicato di replica diramato dall’attuale titolare del Bilancio.

  “Il ‘Fondo crediti di dubbia esigibilità’ che il consigliere Schermi associa a una minore spesa per il conferimento in discarica – continua Canto -, laddove invece, tecnicamente lo stesso appostamento serve a prevenire minori introiti, dovuti a svariate fattispecie, rispetto ai ruoli emessi e notificati dal Comune alla cittadinanza”. Però l’ex assessore grillino, ora all’opposizione con Diem25, aveva fatto rilevare un rischio diverso: che le “bollette” impossibili da riscuotere, alla fine, fossero principalmente quelle mandate alle industrie per pareggiare le riduzioni alle famiglie.

Nel 2017 stabilimenti erano stati oggetto di un aumento del 40 per cento, contro il quale hanno messo in campo avvocati di grido. I cui articolatissimi ricorsi, a lume di naso, hanno eventuali possibilità di successo ben diverse dalle contestazioni avanzate dal padre di famiglia che non arriva a fine mese. Fra l’altro, si era chiesto Peppe Di Mare subito dopo l’approvazione del Venerdì Santo, su quali utenze di riferimento erano stati conteggiati quei 250 mila euro accantonati? Il capogruppo del Misto aveva annunciato che a questa domanda l’amministrazione 5 Stelle avrebbe probabilmente dovuto rispondere almeno alla Regione. E in effetti, pare che il 9 aprile abbia avuto un’intera giornata di audizioni all’assessorato regionale Enti locali.

Se Tari e vicende collegate avranno sviluppi seccanti per gli assessori, e soprattutto per i consiglieri della maggioranza, solo i prossimi mesi potranno dirlo. Che le vicende augustane vengano adesso seguite a Palermo con un’attenzione diversa rispetto ai tempi del Pd crocettiano, appare tuttavia evidente già oggi. Il 5 aprile, l’ufficio ispettivo delle Autonomie locali ha scritto dicendo di “restare in attesa di conoscere le determinazioni cui perverrà il consiglio comunale”, sulle contestazioni di presunte incompatibilità per alcuni grillini. L’intervento del Coordinamento attività di vigilanza e controllo è arrivato dopo la segnalazione sulla “impossibilità a svolgere compiutamente il mandato elettorale”, inviata da Schermi.

Forse è stata questa missiva rivelatrice d’un vento diverso a Palazzo D’Orleans, oppure la fuga di notizie sulla missione palermitana del consigliere di #perAugusta che vuole candidarsi sindaco. Fatto sta che Canto non solo ci ha messo una settimana per replicare al suo predecessore, defenestrato perché “remava contro”. Masi è anche sentito in dovere di puntualizzare che “l’amministrazione Di Pietro ha agito, come sempre, nel pieno rispetto della normativa e a totale difesa dei diritti della collettività amministrata”. Ora si tratta di vedere cosa ne pensa la Regione, a partire proprio da quei costi di costruzione 2017 che al Comune sono ancora “in itinere”, e che per il 2018 sono stati ritirati prima di finire con un possibile “danno erariale”. 

COMUNE DI AUGUSTA ASSESSORE AL BILANCIO, TRIBUTI, PATRIMONIO E SERVIZI INFORMATICI   

 (*) Augusta, 11 aprile 2018 –   “Smentita alle anomalie segnalate dal Consigliere Schermi in merito alla Tari 2017 e 2018”.  Dopo avere attentamente letto le segnalazioni in merito a possibili “anomalie ed errori nella determinazione del costo della Tari per l’anno 2017 e sviluppo per il 2018”, scovate, a suo dire, dal Consigliere Schermi, sento la necessità – e soprattutto il dovere – di porre alcuni paletti e rimettere ordine alla vicenda rispondendo ad ognuna delle critiche mosse.

Innanzitutto, è necessario puntualizzare che le differenze millantate (€ 450.000,00) fra quanto pubblicato sull’Albo Pretorio e quanto inoltrato ai revisori, non è dovuto ad una differenza per il costo dell’Iva per il conferimento in discarica, ecc., ma semplicemente ad una diversa sistemazione delle somme nei vari capitoli di spesa del bilancio comunale.

In merito alla mancata trattazione in consiglio comunale delle pregiudiziali ed i poco velati dubbi sulla legittimità dall’atto amministrativo nel suo complesso, fantasiosamente immaginati dal Consigliere Schermi, mi preme rendere edotto quest’ultimo (e chi legge per mero spirito di conoscenza dei fatti), sulla circostanza che il controllo “super partes”, così fortemente richiesto, viene normalmente svolto dagli organi di controllo interno (Segretario Generale del Comune) ed esterno (Regione Siciliana – Dipartimento delle Autonomie Locali e Corte dei Conti), quindi da specifici soggetti a tal fine deputati. Pertanto, l’Amministrazione Di Pietro ha agito, come sempre, nel pieno rispetto della normativa ed a totale difesa dei diritti della collettività amministrata, tenuto, ulteriormente, conto che anche l’organo di controllo dell’ente (Collegio dei revisori dei Conti) ha attestato la bontà dell’atto.

Per non parlare del “Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità” (FCDE) che il Consiglieri Schermi associa ad una minore spesa per il conferimento in discarica, laddove, invece, tecnicamente lo stesso appostamento serve a prevenire minori introiti, dovuti a svariate fattispecie, rispetto ai ruoli (o più volgarmente le “bollette”) emessi e notificati dal comune alla cittadinanza.

Ancora, viene contestato il fatto che il conferimento in discarica avvenga per il tramite di un fornitore in passato coinvolto in un’inchiesta della Direzione antimafia di Catania. Anche a tal proposito – fermo restando che il nostro è un sistema giuridico garantista – va sottolineato come il Consigliere Schermi dimostri di non conoscere il sistema di funzionamento del conferimento in discarica. Infatti, la attuale normativa impone ai comuni, quindi anche al Comune di Augusta, il conferimento su specifica autorizzazione dell’Assessorato Regionale dell’Energia e dei servizi di pubblica utilità – Dipartimento dell’acqua e dei rifiuti.

Infine, si contesta il sistema di assegnazione dei servizi con affidamento diretto, sotto la soglia dei 40.000,00 euro. Quale norma di legge violaziona l’ente? Perché l’anticorruzione nulla contesta? E’ di tutta evidenza che anche per questa “anomalia” il Consigliere Schermi ha effettuato un incomprensibile sforzo di fantasia degno delle migliori pellicole Disneyane al solo scopo di innescare facili strumentalizzazioni, che, come dimostrato, alla fine documentano la totale approssimazione con la quale, troppo spesso, ci si approccia a fattispecie particolarmente complesse. Evidentemente, con eccessivo impeto e solo per il piacere di sciogliere la lingua, c’è chi blatera senza un preventivo, specifico ed approfondito studio della materia.

* L’Assessore al Bilancio e Tributi Dott. Giuseppe Canto

 

 

 

Condividi questo articolo nei tuoi social network

About The Author

Number of Entries : 16707

Leave a Comment


nove + = 10

© 2013 Web Design and Develop by MediaX srl

Quotidiano LaNota7.it is Spam proof, with hiddy
Scroll to top