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Augusta – Naufraga l’accordo fra 5 Stelle e opposizione sulla democrazia in Consiglio comunale. La presidente Fichera ignora la contestazione e i 12 della minoranza si appellano alle Autorità e ai cittadini.

Augusta: Ancora un Consiglio comunale senza minoranza in aula

Augusta: Ancora un Consiglio comunale senza minoranza in aula

  (Massimo Ciccarello) Augusta, 18 maggio 2017 -  Una conferenza stampa “per denunciare alla città e agli organi preposti quanto sta succedendo”, convocatadell’opposizione di Augusta il prossimo 22 maggio. E’ la risposta dei 12 consiglieri eletti nelle liste concorrenti al M5S, dopo che i grillini sono passati al gioco duro. Facendo saltare le trattative per farli rientrare dall’Aventino in consiglio comunale. Infatti, dopo la terza seduta consecutiva disertata dalla minoranza, come niente fosse successo la presidente Lucia Fichera ha convocato il 19 maggio la conferenza dei capigruppo. Senza tenere in conto le questioni contenute nella lettera alla base della protesta, dove si chiedevano maggiori garanzie democratiche sia nella preparazione dell’ordine del giorno, che nella conduzione dei lavori a San Biagio.

  “Nonostante la nostra buona volontà la presidente  e la maggioranza ancora una volta dimostrano l’inattendibilità nel mantenere parole, accordi e comportamenti opportuni”, spiegano in un comunicato gli aventiniani. A scrivere che “la maggioranza ‘farneticando’ ha di fatto rotto le tardive trattative in corso”, sonoSalvo Aviello, Alfredo Beneventano, Enzo Canigiula, Peppe Di Mare, Salvatore Errante, Marco Niciforo, Angelo Pasqua, Irene Sauro, Giancarlo Triberio, Biagio Tribulato e Alessandro Tripoli.

  Dell’opposizione d’aula manca solo la firma dell’ex vicesindaco Giuseppe Schermi, che è arrivato in consiglio con la lista 5 Stelle ma aveva già lasciato il “moVimento” per Diem25. L’ex compagno di gazebo aveva provato a continuare nei grillini, insieme al militante storico Nilo Settipani. Ma il loro meet up dissidente era stato stroncato dai vertici, sponsor dell’amministrazione Cettina Di Pietro. Schermi ha voluto marcare la sua perdurante alterità rispetto ai vecchi avversari politici, occupando da solo i banchi deserti della minoranza. Ha resistito fino alla seduta del 17 maggio, quando pure lui ha abbandonato la seduta per protesta sui metodi della Fichera.

  A far saltare la pacificazione con l’opposizione ha contribuito un comunicato della maggioranza, a firma del capogruppo Mauro Caruso, diffuso a consiglio in corso. Dove si ribadisce che “il gruppo consiliare M5S è stato e sarà sempre aperto al dialogo, per sostenere mozioni e battaglie per il bene di Augusta, senza guardare al colore politico di chi la propone”. In sostanza, i grillini cercano di scrollarsi l’immagine collettiva “di essere un circolo chiuso, di non voler ascoltare le proposte della minoranza”.

Fanno ricorso pure a una statistica sorprendente, che “complessivamente su un totale di 14 mozioni presentate dall’opposizione ne sono state votate e approvate 10″. E fra quelle che mancano alla lista della collaborazione bipartisan c’è quella per intitolare una via a Giacinto Franco, il medico ambientalista che nel pantheon dei grillini locali sta più in alto dello stesso Beppe Grillo. Già questo basterebbe a dubitare fortemente dell’accuratezza del dato, ma il momento è difficile e i pentastellati non possono andare tanto per il sottile.

Ormai lo scontro maggioranza-opposizione è diventato un confronto a tre, con l’asse Fichera-Di Pietro finito nel mezzo. La sindaca difende la presidente a oltranza, avendo tutto l’interesse a far viaggiare il consiglio su una collaudata e affidabile strada vecchia. Non vuole rischiare che una strada nuova, come Caruso o la vicepresidente Sarah Marturana, possa nascondere curve a gomito. Di Pietro si spende perciò per far rientrare la protesta dell’opposizione, a costo di calpestare l’orgoglio di una Fichera che ormai si considera protagonista essenziale dell’amministrazione pentastellata.

Il suo gruppo però non ci sta, a vedere diventare carta straccia il patto originario sulla rotazione nella carica. Il risultato è un’altalena di incontri per distendere il clima, immediatamente seguito da azioni in direzione diametralmente opposta. Mostrando una sindaca che non riesce più a garantire il rispetto degli accordi presi da parte dei suoi consiglieri. Lo si è visto chiaramente nell’ultimo consiglio, con l’aperta divergenza fra Caruso e Di Pietro sulla mozione “no Muos”. Il gruppo alla fine si è allineato. Ma “che sia l’ultima volta”, pronunciato da Caruso contro la minoranza assente, è suonato in realtà come un avvertimento.

Anche il capogruppo M5S si sta giocando una partita più difficile, con la quale può decollare o finire nell’oblio. Da un lato deve tenere la bandiera dell’unità difendendo Fichera, puntando sulla scarsa tenuta dell’opposizione nel lungo periodo. Non è facile la compattezza fra 12 consiglieri di diverse estrazioni elettorali, politiche e intellettuali. E le cui ambizioni sono sostanzialmente confliggenti. La minoranza storica è in un tunnel, dal quale può uscire solo con la reale garanzia di un cambiamento nella conduzione presidenziale, se non di un vero e proprio siluramento della Fichera.

Ai 5 Stelle potrebbe andare bene una generica dichiarazione d’intenti, che salva la faccia a tutti. E rinviare la questione turn-over di poltrone a una discussione dentro il meet up, che non darebbe il sapore di vittoria agli avversari. La sindaca deve invece continuare a blindare la presidente, perché altrimenti perde credibilità di leader proprio in un momento in cui deve accreditarsi in sfere alte. Insomma è la tempesta perfetta dentro un triangolo delle Bermuda, dove fare un passo indietro significa scomparire definitivamente fino alle comunali. Un vortice ciclonico che sta paralizzando il Comune, e che difficilmente si placherà spontaneamente senza l’intervento della prefettura.

 COMUNICATO STAMPA DEI CONSIGLIERI COMUNALI  AVIELLO, BENEVENTANO, CANIGIULA, DI MARE, ERRANTE, LISITANO, NICIFORO, PASQUA, SAURO, TRIBERIO, TRIBULATO, TRIPOLI. 

(CS) Nonostante la nostra buona volontà il Presidente del Consiglio e la maggioranza ancora una volta dimostrano l’inattendibilità nel mantenere parole, accordi e comportamenti opportuni. Con altissimo senso di responsabilità abbiamo voluto mantenere un profilo istituzionalmente “basso” sulla vicenda che da settimane ci vede coinvolti, allorquando la maggioranza “farneticando” ha di fatto rotto le tardive trattative in corso. Prendiamo atto del comportamento in Aula del Presidente del Consiglio e ci troviamo costretti a stigmatizzare la mancanza di volontà reale nel dare il giusto ruolo istituzionale a chi rappresenta migliaia di cittadini. Constatiamo con forte disappunto che da giorno 9 maggio pur avendo consegnato una nota alla Presidenza del Consiglio per chiedere di ascoltare le nostre istanze, la stessa, nonostante il ruolo e la correttezza istituzionale glielo imponesse, ha omesso di leggerla per ben tre sedute di Consigli Comunali consecutivi. Pertanto ci troviamo costretti, per dare voce alle nostre istanze, a convocare per lunedi p.v.  una conferenza stampa per denunciare alla Città ed agli organi preposti quanto sta succedendo.

 

 

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