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Augusta – Massimo Carrubba, ex sindaco PD rimosso per mafia, annuncia conferenza stampa (il 5 dicembre) dove farà “nomi e cognomi e…”.Tripoli (Pd) si sgancia dall’opposizione.

Massimo Carrubba

Massimo Carrubba

 (Massimo Ciccarello) Augusta, 2 dicembre 2017 -  Massimo Carrubba inizia a togliersi le pietre dalle scarpe. Dopo 5 anni di silenzio autoimposto, rotto solo dalle cronache sulle sue deposizioni in udienza, l’ex sindaco di Augusta riappare sulla scena. Lo fa il 5 dicembre a palazzo Zuppello, in un “incontro pubblico con la stampa” che – ha precisato – non segna “alcun rientro nella vita politica”. Ma che sicuramente costituisce un momento di svolta nel dibattito fra i partiti, impegnati a preparare le comunali in cui dovranno fronteggiare la forza dei 5 Stelle.

Carrubba è uscito in punta di piedi, ma rientra a gamba tesa. Già il post di invito, pubblicato sulla sua pagina Facebook, è tutto un programma:“Illustrerò in primo luogo i contenuti dell’esposto/denuncia da me presentato all’autorità giudiziaria ed alla procura della Corte dei conti sull’operato della Commissione straordinaria che ha retto il Comune dal marzo 2013 al giugno 2015″. L’ex sindaco parlerà anche di “rifiuti solidi urbani, debiti e dissesto, faro Santa Croce, depuratore/parf, Pubbliservizi, lavori pubblici, urbanistica ed ambiente”. Tutti temi pesanti, che si portano dietro nodi irrisolti. E che faranno venire il mal di testa a molti che si sono rifatti una “verginità”, mettendosi in prima fila nella lapidazione dell’ex primo cittadino.

Carrubba ora dice basta essere quello che prende pietrate per tutti. Non si resta nove anni a Palazzo senza avere intorno un solido sistema di consenso. Una pletora di sostenitori e collaboratori, che si sono rivelati in grandissima parte una corte dei miracoli. Che si è squagliata appena girato il vento, facendo a gara per tirargli addosso. L’ex sindaco ha deciso non restare più fermo, ma di contrattaccare. “E’ chiaro che nel corso della conferenza stampa farò nomi e cognomi”, avverte.

“Non posso rimanere ancora inerte di fronte al consolidamento di verità che verità certamente non sono!”, spiega, con tanto di punto esclamativo. Aggiungendo che farà “inoltre riferimento alla relazione di accesso in base alla quale è stato decretato nel marzo 2013 lo scioglimento del Comune, traccerò – con documentazione alla mano – alcune similitudini tra l’operato della mia amministrazione, quello della commissione straordinaria e quello dell’attuale amministrazione comunale”.

E’ questo il passaggio della conferenza stampa che potrebbe segnare una svolta nell’attuale panorama politico. E fare luce su alcune ombre che stanno accompagnando sin dall’inizio l’amministrazione 5 Stelle di Cettina Di Pietro, volto nuovo che in molti atti segue vecchie strade. L’ultimo è stato la nomina di Pietro Coppa come avvocato del Comune nella causa Oikothen. Il legale, assessore all’Ambiente nella giunta Pd di Siracusa, è stato difensore di Carrubba per un decennio. E l’incarico non è l’unico atto della grillina nel segno della “continuità” con la gestione Carrubba. O meglio, con una parte di quel Partito democratico su cui quella giunta poggiava.

Con la famigerata “relazione d’accesso”, che le udienze stanno rivelando piena di falle, i 5 Stelle hanno costruito la loro fortuna elettorale. Quel documento si sta sbriciolando nelle aule di tribunale, ma lo tirano fuori puntualmente tutte le volte in cui si trovano all’angolo. L’ultima è stata al consiglio del 30 novembre. Quando il capogruppo M5s facente funzioni, Mauro Caruso, ha letto un testo in cui riesumava lo scioglimento per presunte infiltrazioni mafiose. Tutto per giustificare il voto favorevole della maggioranza grillina a un bilancio consuntivo 2015, che l’opposizione si è rifiutata di discutere abbandonando l’aula.

Un documento contabile tutto sommato innocuo, perché si tratta sostanzialmente di un giustificativo di spesa. Ma sul quale quasi tutta l’opposizione ha sollevato forti dubbi sul metodo usato per portarlo in discussione.Sembra quasi che tra maggioranza e opposizione vi siano tutele diverse, eppure viviamo tutti sotto gli stessi codici”, è insinuato nel comunicato, dove segnalano un’anomala riunione della commissione Bilancio.

  Il documento spiega che “nessuno dei 3 componenti della minoranza nella commissione Bilancio ha potuto prendere parte alla seduta in cui é stato approvato il documento portato in consiglio, nonostante abbiano inviato per pec ripetute richieste ufficiali di rinviare la discussione, a causa della indisponibilità dei tre consiglieri determinata dal frenetico spostamento della seduta di commissione, avvenuto per ben 3 volte in una settimana”. La presidente grillina della commissione, Marilena Russo, che aveva abbozzato una spiegazione in aula, non ha rilasciato alcun commento a questa accusa.

  Semplice noncuranza verso la stampa, oppure preciso calcolo politico? Il comunicato dell’opposizione, infatti, è uno specchio di cosa sta accadendo negli ambienti che non stanno sotto le 5 Stelle. Giuseppe Schermi ha rinunciato alla sua “terza via”, che dava visibilità a Diem25 ma lo aveva isolato su tutti i fronti, ed ha sottoscritto il testo. Ma se la sua firma si aggiunge a sorpresa, sorprendentemente ve vengono meno altre due. Una è di Salvo Aviello, “battitore libero” che non esita a votare con la maggioranza M5s quando può risultare determinante.  L’assenza più significativa, però, è Alessandro Tripoli. “Non mi associo a quei membri dell’opposizione che in questi ultimi anni hanno comunque portato avanti delle iniziative tramite accordi fatti con la maggioranza, al solo scopo di alzare le proprie quotazioni ed essere sempre più interlocutori di questa amministrazione”, spiega in una nota. Che dovrebbe chiarire, ma confonde di più le acque. Perché il documento della minoranza è sostanzialmente unitario. Staccarsi per “non associarsi” riecheggia molto il M5s del “non facciamo accordi”. Solo che il consigliere è un iscritto al Pd. E ancora una volta, fra la contro-opposizione di Tripoli e i sassi nelle scarpe di Carrubba, il partito di Renzi appare come il convitato di pietra.

 NOTA di Massimo Carrubba ex sindaco di Augusta

(CS) Che io sia ancora imputato per reati gravissimi in un processo tutt’ora pendente, non vuol dire che non abbia il diritto di difendermi. Che poi abbia scelto di farlo nelle sole sedi giudiziarie, evitando iniziative ed esternazioni pubbliche, non significa affatto aver rinunciato alle mie capacità intellettive e/o di parola. Ho pazientato credendo che in Italia 5 anni potessero bastare per arrivare quanto meno alla conclusione di un processo in I° grado. Così non è stato. E così non sarà purtroppo, posto che ancora qualche tempo si dovrà attendere per avere la sentenza. Ho l’impressione però che in questi anni – per me certamente difficili – a molti il mio silenzio abbia fatto comodo. Alcuni in particolare lo hanno voluto maliziosamente interpretare e contrabbandare per un’ ammissione di responsabilità; altri strumentalizzare per miserabili fini; altri ancora ne hanno approfittato – con spietato cinismo – per sperare di fare carriera politica. Sono trascorsi troppi anni per continuare a restare in silenzio. Il tempo trascorre inesorabile e non voglio restare con il rimpianto che sia poi troppo tardi. Non posso rimanere ancora inerte di fronte al consolidamento di verità che verità certamente non sono! Ecco perché Martedì 5 Dicembre p.v. alle ore 18.00 nella sala congressi “Monna Lisa” dell’Hotel “Palazzo Zuppello” sito in via Epicarmo 74/76 ad Augusta terrò un incontro pubblico con la stampa. Diversi gli argomenti che tratterò ma assicuro che sarò breve e sintetico. Illustrerò in primo luogo i contenuti dell’esposto/denuncia da me presentato all’Autorità Giudiziaria ed alla Procura della Corte dei Conti sull’operato della Commissione Straordinaria che ha retto il Comune di Augusta dal Marzo 2013 al Giugno 2015. Gli altri argomenti riguarderanno RSU, debiti e dissesto, faro “Santa Croce”, depuratore/parf, pubbliservizi, lavori pubblici, urbanistica ed ambiente. Facendo inoltre riferimento alla relazione di accesso in base alla quale è stato decretato nel marzo 2013 lo scioglimento del Comune di Augusta, traccerò – con documentazione alla mano – alcune similitudini tra l’operato della mia amministrazione, quello della commissione straordinaria e quello dell’attuale amministrazione comunale. E’ chiaro che nel corso della conferenza stampa farò nomi e cognomi. Per quanto sia assolutamente superflua, una cosa è bene precisare subito: nessun rientro nella vita politica cittadina e dalle accuse penali continuerò a difendermi nelle aule di Giustizia. Solo esercizio del legittimo diritto di difesa, a cui da oggi non intendo più rinunciare.

 COMUNICATO dei consiglieri : Marco Niciforo, Giuseppe Di Mare, Alfredo Beneventano, Giancarlo Triberio, Giuseppe Schermi, Enzo Canigiula, Salvatore Errante, Irene Sauro, Francesco Lisitano, Biagio Tribulato, Angelo Pasqua.

(CS)Si chiude l’anno finanziario 2015 con il relativo rendiconto ancora pressoché sconosciuto all’opposizione. Nessuno dei 3 componenti della minoranza nella commissione Bilancio ha potuto prendere parte alla seduta in cui é stato approvato il documento portato in consiglio, nonostante abbiano inviato per pec ripetute richieste ufficiali di rinviare la discussione, a causa della indisponibilità dei tre consiglieri determinata dal frenetico spostamento della seduta di commissione, avvenuto per ben 3 volte in una settimana.

Pertanto si immaginava di poter chiarire in aula i numerosi punti oscuri e trovare, come da prassi, l’intero collegio dei revisori: ed invece nessuno dei tre revisori si è presentato alla seduta. Sarebbe stata necessaria la loro presenza in veste di interlocutori tecnici e di organo terzo rispetto alla giunta e al consiglio.

Avremmo voluto chiedere chiarimenti sui motivi posti a fondamento del loro parere condizionato, e se fossero tali da non consentire l’approvazione del rendiconto 2015 secondo la formulazione portata in discussione; avremmo voluto chiedere se il deposito degli atti presso l’ufficio di presidenza, obbligatorio per legge almeno venti giorni prima del consiglio, comprendeva anche gli ultimi allegati modificati, oltre a porre le numerose domande che i consiglieri di opposizione erano pronti a sollevare.

Dispiace invece constatare che, nonostante ci sforziamo di far comprendere alla maggioranza che votare un atto di bilancio aziona un processo di responsabilità politica e personale, le nostre istanze che rivendicano trasparenza, chiarezza, puntualizzazioni e certezze normative, restano ancora una volta inascoltate.

Ci abbiamo provato fino alla fine, chiedendo. ai consiglieri di maggioranza pure una sospensione di 5 minuti per stabilire, tutti insieme, il da farsi; proposta respinta, non è stata accolta neanche la richiesta di sospensione, alla faccia della collaborazione.

Riepilogando, la maggioranza chiedeva all’opposizione di votare il rendiconto 2015 senza che nessuno dei suoi componenti avesse mai avuto la possibilità, né in commissione né in consiglio comunale, di avere i legittimi chiarimenti e di porre i quesiti al collegio dei revisori. Ancora una volta questa maggioranza ha votato un atto dell’amministrazione al buio, senza sentire l’esigenza di approfondire, di pretendere trasparenza, di togliersi ogni dubbio. Sembra quasi che tra maggioranza e opposizione vi siano tutele diverse, eppure viviamo tutti sotto gli stessi codici. Ma in fondo ciò che conta in certi ambienti è portare un braccio alzato in aula perché la testa, evidentemente, può anche restare a casa.

NOTA Alessandro Tripoli, consigliere comunale

(CS)In merito a quanto accaduto nel corso del consiglio comunale del 30 novembre scorso, relativo all’uscita dei consiglieri dell’opposizione dall’aula consiliare, mi preme dare qualche chiarimento sulle ragioni che mi hanno portato a non sottoscrivere il documento in cui formalmente si dava un monito all’operato della maggioranza. Ciò che ho voluto sottolineare con questo gesto è che, se da un lato condivido i metodi attuati in consiglio, dall’altro non mi associo a quei membri dell’opposizione che in questi ultimi anni hanno comunque portato avanti delle iniziative tramite accordi fatti con la maggioranza al solo scopo di “alzare le proprie quotazioni”  ed essere sempre più interlocutori di questa amministrazione.

 

 

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