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Augusta – Massimiliano Fargione si candida alle primarie M5s per la Camera, e scoppia una guerra di ambizioni nel meet up. Le rivelazioni esclusive di Gola Profonda

 

Massimiliano Fargione con Giorgio Pasqua

Massimiliano Fargione con Giorgio Pasqua

(Massimo Ciccarello) Augusta, 4 dicembre 2017  - Massimiliano Fargione è tornato, e vuole fare il deputato. Per questo “nel M5s di Augusta è iniziata la guerra fredda per le politiche”. Come la famosa “Deep Troath” del Watergate, pure la locale Gola Profonda grillina va subito al punto. E come il predecessore, che prese contatto con Bob Woodward per fare saltare la presidenza di Richard Nixon, chiede l’anonimato per informazioni esplosive. Che gettano una luce nuova sulla giunta, sul gruppo consiliare e sul meet up. Dove una lotta sorda, con colpi bassi pure sul piano umano, sta mandando in frantumi i resti di un “moVimento” che doveva cambiare le cose, ed è stato profondamente cambiato dalle seduzioni del Palazzo. E da qualcuno più “sveglio” degli altri, che si sta costruendo una posizione sfruttando l’ingenuità di vecchi utopisti e le ambizioni dei nuovi corifei.

Considerata l’indole del cronista e la caratura dei personaggi in discussione, non c’è nessun garage sotterraneo per l’appuntamento con Marco Provato (traduzione di Mark Felt, la fonte confidenziale più famosa nella storia del giornalismo). Non c’è nemmeno il cinematografico Borsalino a nascondere l’identità, anche se gli avrebbe fatto comodo contro la gelida tramontana che spazza il dehors all’aperto dove è fissato l’incontro. Il caffè sul tavolino è amaro, come non c’è zucchero nelle parole sull’amministrazione 5 Stelle. Un’amarezza che traspare anche nella registrazione.

  “Il meetup vuole proporre uno o più nomi per la corsa a un seggio in Parlamento - racconta - ma come in tutti i partiti che si rispettano, tale corsa, al di là delle tanto conclamate differenze tra veri partiti e movimento, sta dando corso a battaglie interne anche con mezzi che per il M5s dovrebbero essere inusuali. Il sorprendente ritiro dalle regionali di Massimiliano Fargione, prima criticato, stranamente e incomprensibilmente anche all’interno del meetup, soprattutto attraverso alcune uscite scomposte del consigliere Vittorio Meli, per un conflitto d’interessi in considerazione del legame con la sindaca Cettina Di Pietro, ha prima coalizzato quasi tutta l’opposizione cittadina su facebook per poi, all’indomani del ritiro, criticare la ritirata per aver sprecato un’occasione. In verità il conflitto d’interessi non sussisteva, il legame con la sindaca era da tempo concluso. Di ciò era ben consapevole l’intero meet up e qualche oppositore ben informato. E’ quindi strano che nessuno degli attivisti o dei consiglieri lo abbia difeso nell’arena social”.  

  Quello che è “strano” per la gola profonda, non lo è invece per il cronista. Perché dei 53 voti presi dal candidato augustano alle “regionarie”, solo una minima parte sarebbe arrivata dal suo meet up. Pare che oltre il 60 per cento gli abbia voltato le spalle nel segreto dei pc, dimenticando che fra urne vere e clic virtuali c’è un abisso: che si chiama server con i metadati. Chi ha buone entrature coi custodi della Rete, non ha grosse difficoltà a ricostruire il flusso di voti. Ma questo, ovviamente, rientra in quel campo di indiscrezioni di seconda e terza mano quasi impossibile da verificare. E in verità non c’è nemmeno interesse a farlo, perché bastano i segnali.  

  “Nonostante i consiglieri del M5S, in una recente conferenza stampa, abbiano tentato di minimizzarne il ruolo – continua Marco Provato - le recenti passeggiate a braccetto di Fargione con Giorgio Pasqua per la via principale di Augusta, e la sua presenza accanto al nuovo deputato regionale durante un convegno sull’antiracket a palazzo San Biagio, che nel vuoto della sala li ha fatti spiccare seduti dalla parte opposta ai consiglieri grillini, ha di fatto cristallizzato le posizioni edi rapporti di forza. Sorprendendo anche la sindaca, che di certo avrà mal digerito la presenza inaspettata della nuova stella priolese accanto a chi considera adesso un avversario interno da tenere lontano”.  

  All’indomani dello spoglio che ha laureato i 5 Stelle primo partito della città, in buona crescita rispetto alle comunali, Di Pietro aveva commentato il risultato come una conferma per l’amministrazione. L’analisi comparata del voto, effettuata sulla Nota7, aveva messo in forte dubbio quella valutazione. E ora pure Gola Profonda conferma che il giornalista più bersagliato dai grillini locali, e che il gruppo consiliare ha “messo in mora” da un mese, ci aveva visto giusto:“Il risultato delle regionali è stata una sconfitta per quella parte del M5s di Augusta più istituzionalizzato, che sosteneva candidati ben più lontani del priolese Pasqua”.  

  Gola Profonda parla di “di nuove leve avvicinatesi solo l’indomani della vittoria, che hanno già manifestato la voglia di un posto al sole utilizzando, come si vocifera nell’ambiente, associazioni nate allo scopo di avere la visibilità necessaria alla scalata”. Un gruppetto che si contrappone “a quello più movimentista e meno avvezzo ai giochi di potere, forse più intransigente nel rispetto delle regole, ma che ha radici antiche”. I nuovi rampanti avrebbero alzato testa e ambizioni “con l’allontanamento di Fargione dal meet up, fortemente sponsorizzato dalla prima cittadina con un aut aut che ha provocato musi lunghi e interrogativi; scelta imposta forse per dimostrare, prima a sé stessa e poi al cerchio magico delle nuove leve, che chi comanda ad Augusta è solo lei”.  

  Un voltafaccia, quello della sindaca, che lascia sconcertato Marco Provato:”Di certo, aldilà delle vicende personali, allontanare uno storico collaboratore e tenersi stretti consiglieri come Uccio Blanco, famoso per le sue scenate in consiglio al limite dell’aggressione fisica oltre a quella verbale; o il consigliere Meli più volte in disaccordo con le votazioni del gruppo; o il referente del Meetup Massimo Scamporlino, noto alle cronache per una sceneggiata in consiglio a telecamere accese contro il consigliere di minoranza Peppe Di Mare, la dice lunga sulla tanto declamata onestà intellettuale della maggioranza e del gruppo che la sostiene”. (1 – continua)

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