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Augusta – L’ex sindaco Carrubba torna in pubblico per allungare l’ombra del “sistema Siracusa” nell’appalto rifiuti targato M5s. Il 18 marzo su Rai3 una puntata sulla città dopo lo scioglimento del Comune

 

La conferenza stampa di Massimo Carrubba del dicembre scorso

La conferenza stampa di Massimo Carrubba del dicembre scorso

(Massimo Ciccarello) Augusta, 13 marzo 2018 – C’è un nesso fra il “sistema Siracusa” che condizionava l’operato della magistratura, e l’amministrazione 5 Stelle sorta dalle macerie lasciate ad Augusta da uno scioglimento congegnato come un “romanzo criminale”? E’ la domanda alla quale, probabilmente, cercherà di rispondere la trasmissione “Fuori Roma”, programmata il 18 marzo su Raitre. Conchita De Gregorio, a fine gennaio, è stata in città con la sua troupe per approfondire la storia delle amministrative 2015. Ma a quelle interviste, per una chiave di lettura completa, mancava ancora il tassello più importante. Che sarebbe emerso solo settimana dopo con l’inchiesta delle procure di Messina, Roma e Milano. Perciò c’è grande attesa sul reportage della nota giornalista, e sui suoi elementi di novità.

Un assaggio di cosa potrebbe venire fuori dalla tivù nazionale, forse lo fornirà Massimo Carrubba. L’ex sindaco torna allo scoperto il 15 marzo, a palazzo Zuppello, per una “conferenza stampa pubblica sul ‘Sistema Siracusa’ o altrimenti detto ‘Metodo Amara’”. L’ex primo cittadino è ancora sotto processo per presunte collusioni con esponenti mafiosi. Ma dopo l’inchiesta sulla cupola che aggiustava sentenze e architettava procedimenti penali, adesso ha “il fondato ‘sospetto’ che persino atti giudiziari e processuali a mio carico siano stati ‘confezionati’ preventivamente fuori dal Palazzo di giustizia di Siracusa”. Elementi di prova che, fa sapere, sono oggetto di una sua denuncia alla procura di Messina.

“Come nei migliori romanzi criminali traccerò un breve excursus storico sulle origini di detto Sistema, e su come esso è stato applicato negli anni ad Augusta; in particolare nei miei confronti, in più occasioni”, scrive Carrubba, in un post di annuncio sulla sua pagina facebook. Dove però fa anche sapere che non si soffermerà a trattare solo il periodo della sua amministrazione, sciolta nel marzo 2013. Ma, dopo “la lettura dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Roma” contro Piero Amara, farà “anche qualche riflessione pubblica sull’appalto rifiuti aggiudicato dall’amministrazione comunale nel 2016, per 7 anni a un’Associazione temporanea d’imprese, per un costo di oltre 42 milioni di euro”.

Tuttavia l’ombra dell’avvocato d’affari augustano, presunto artefice del “Sistema Siracusa”, era stata allungata sull’amministrazione Cettina Di Pietro dallo stesso protagonista. Quando, il 9 dicembre, sul Diario aveva rilasciato un’intervista dalle molte letture. “So soltanto che quelle poche volte che torno ad Augusta trovo una città molto più pulita e ordinata”, aveva fatto pubblicare sul settimanale diretto da Pino Guastella, pure lui arrestato nell’ambito della stessa inchiesta.

Piero Amara è figlio del socialista craxiano Pippo, che durante la Prima repubblica fu protagonista tanto della politica cittadina, quanto della “Mani pulite” siracusana condotta dalla pm Angela Pietroiusti. Su quel giornale amico, l’avvocato “figlio d’arte” aveva risposto alle accuse che Carrubba aveva lanciato nei suoi confronti, e verso il padre, durante la conferenza stampa del 5 dicembre, la prima in cinque anni. Però non si era limitato solo a replicare “alle insinuazioni”. Pur non avendo “tempo da perdere”, nell’intervista si era allargato a dire che “in pochi mesi i 5 Stelle hanno fatto ciò che Massimo non ha saputo fare in 10 anni”.

Parole che non entravano sui contenuti dei rilievi fatti dall’ex sindaco, ma facevano una valutazione squisitamente politica fra un “prima” e un “dopo”. Un concetto ribadito più riprese. “Questi sono fatti e la gente di Augusta, spazzando via la vecchia politica ha dimostrato che non si fa ingannare più. Non so chi sia questo sindaco 5 Stelle, ma dico solo che Augusta sembra un’altra città. Lasci spazio ai giovani capaci di cui Augusta ha tanto bisogno”.

Quei “giovani” poco tempo prima si erano dimostrati così “capaci” da non accorgersi che il Comune del “non ci sono soldi perché si sono mangiati un paese”, stava liquidando un milione e mezzo a una ditta diversa da quella che vantava il credito, e che secondo un’inchiesta della Guardia di finanza era riconducibile a questo talent scout della politica. Coloro ai quali bisognava “lasciare spazio” si erano fatti ingannare da un “puntino” aggiunto al vecchio nome, senza insospettirsi della partita Iva e del diverso conto corrente. Quei versamenti erano riconducibili ai corollari del vecchio appalto rifiuti. Del nuovo appalto targato amministrazione 5 Stelle parla adesso Carrubba. E “le vicende che tratterò sono legate – tutte – da un unico filo sottile, nemmeno poi tanto nascosto”.

 NOTA di Massimo Carrubba

(*comunicato stampa) Augusta, 13 marzo 2018 – Mi ero impegnato pubblicamente a rendere noto il piano di rientro al fine di sgombrare ogni equivoco sul debito del Comune di Augusta. Avrei nel contempo dovuto/voluto approfondire anche alcune questioni ambientali e la proroga concessa dall’Amministrazione Comunale alla Pubbliservizi. Manterrò sicuramente fede all’impegno ma l’attualità mi induce ad intervenire sulle recenti inchieste delle Procure di Roma e di Messina. Per questa ragione, Giovedì 15 Marzo 2018 ore 18.00 nella Sala “Monna Lisa” dell’Hotel “Palazzo Zuppello” di Augusta terrò una conferenza stampa pubblica sul “Sistema Siracusa” o altrimenti detto “Metodo Amara”. Come nei migliori romanzi criminali, traccerò un breve excursus storico sulle origini di detto Sistema e su come esso è stato applicato negli anni ad Augusta, in particolare nei miei confronti, in più occasioni. Racconterò come e perché il Processo “Oikothen” nasce, potendo affermare che quell’inchiesta è stata ideata a tavolino dagli Amara solo per colpirmi, per piegarmi ai loro voleri e, non riuscendoci, per eliminarmi dalla scena politica con la complicità della “manovalanza” di cui disponevano a vari livelli e della quale non mancherò di fare nomi e cognomi. Ho il fondato “sospetto” che persino atti giudiziari/processuali a mio carico siano stati “confezionati” preventivamente fuori dal Palazzo di Giustizia di Siracusa e cercherò di dimostrarlo dal “vivo” fornendo copia alla stampa presente. Nei giorni scorsi, proprio per sciogliere tale dubbio che mi rode da 10 anni, ho sporto una querela/denuncia alla Procura di Messina allegando una corposa documentazione e chiedendo nel contempo di essere sentito. La lettura poi dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP di Roma mi spinge a fare qualche riflessione pubblica anche sull’appalto rifiuti solidi urbani di Augusta aggiudicato dall’Amministrazione Comunale nel 2016 per 7 anni ad un ATI (Associazione Temporanea d’Imprese) per un costo di oltre 42 milioni di euro. Le vicende che tratterò sono legate – tutte – da un unico filo sottile, nemmeno poi tanto nascosto.

*Per errore di trascrizione è stato attribuito impropriamente all’estensore dell’articolo. La redazione sui scusa con l’interessato.


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