Augusta – L’ex sindaco Carrubba tira fuori sassi dalla scarpe e denuncia anche i 3 commissari prefettizi del Comune che lo hanno sostituito. Dopo 5 anni in silenzio: “basta calunnie sfido la sindaca Di Pietro (m5s) a un confronto pubblico”. Reviewed by Momizat on . [caption id="attachment_86843" align="alignleft" width="768"] L'ex sindaco PD Massimo Carrubba esce dal silenzio con una conferenza stampa con tanto popolo augu [caption id="attachment_86843" align="alignleft" width="768"] L'ex sindaco PD Massimo Carrubba esce dal silenzio con una conferenza stampa con tanto popolo augu Rating: 0
You Are Here: Home » Articoli in evidenza » Augusta – L’ex sindaco Carrubba tira fuori sassi dalla scarpe e denuncia anche i 3 commissari prefettizi del Comune che lo hanno sostituito. Dopo 5 anni in silenzio: “basta calunnie sfido la sindaca Di Pietro (m5s) a un confronto pubblico”.

Augusta – L’ex sindaco Carrubba tira fuori sassi dalla scarpe e denuncia anche i 3 commissari prefettizi del Comune che lo hanno sostituito. Dopo 5 anni in silenzio: “basta calunnie sfido la sindaca Di Pietro (m5s) a un confronto pubblico”.

L'ex sindaco PD Massimo Carrubba esce dal silenzio con una conferenza stampa con tanto popolo augustano

L’ex sindaco PD Massimo Carrubba esce dal silenzio con una conferenza stampa con tanto popolo augustano

(Massimo Ciccarello) Augusta, 6 dicembre 2017 -  Lucido, determinato, preciso come un notaio e aggressivo come un pubblico ministero. Massimo Carrubba torna in pubblico il 5 dicembre e si ripiglia la scena. Si riaffaccia apparentemente per “vendicarsi”. Ma quando una domanda lo incalza sulla ricetta per evitare il bis 5 Stelle alle comunali 2020, ci pensa un attimo di troppo. “Intanto tutti uniti e poi emerga il migliore” è la sua risposta, che forse rivela un po’ troppo d’un dibattito ancora in fasce. Esclude però una sua ripresa della politica attiva, almeno fino a quando resta in piedi il processo. E’ la sua prima conferenza stampa dal 2012, quando venne costretto alle dimissioni da sindaco di Augusta per presunte infiltrazioni mafiose. Ma 5 anni sembrano ieri.

Intanto si prende la leadership, per esperienza e intelligenza politica, di tutti quelli che sospettano infiltrazioni nel fenomeno 5 Stelle. Vecchi poteri forti che hanno spianato la strada a sprovveduti, per usarli come utili strumenti. Il Carrubba sopravvissuto al tritacarne di una relazione d’accesso piena di buchi, non fa sconti e non ha remore. Non mostra paure di potentati e d’intoccabili santuari, perché fa parlare documenti inoppugnabili. Racconta di leggi applicate a fantasia. Di personaggi che sono definiti imbarazzanti quando hanno avuto a che fare con la sua amministrazione, ma che tornano specchiati quando incrociano i successori. Ne ha per i commissari prefettizi “rimasti ben tre anni”, e per la sindaca eletta dai grillini, Cettina Di Pietro.

   A palazzo Zuppello non entra uno spillo. Moltissime le presenze. Alcune significative come l’ex deputato Rino Piscitello, ora molto vicino al vicepresidente della Regione, Gaetano Armao. Significative pure le assenze di qualche ex suo assessore. Impossibile sintetizzare l’enciclopedia di atti, delibere, e determine vecchie e nuove, che sgrana per oltre due ore senza un attimo di pausa. Un sorso d’acqua e via, documento dopo documento. Ce n’è per tutti, vecchi che si riciclano per nuovi, come un “campione olimpico di leccaculismo” citato nome e cognome, che strappa una generale risata d’assenso.

Ne ha molto per il suo partito, il Pd, che l’ha mollato quando avrebbe dovuto fare quadrato. Ne ha per il senatore Beppe Lumia, che “prima mi ha cercato i voti e poi ha parlato di porcheria” riferendosi alla sua amministrazione sotto inchiesta. Ce l’ha con i suoi ex assessori democratici Michele Accolla e Milena Contento, “che non hanno difeso la loro stessa esperienza politica”. Ce l’ha con l’ex assessore regionale Bruno Marziano, che l’ha chiamato sotto campagna elettorale quando era candidato alle regionali, “ma non si è fatto sentire prima”. Si prende di petto pure l’ex segretario del pd augustano Giovanni Santanello, “che deve ringraziare il Signore tutti i giorni per come gli sono andate le cose”.

“Ho sopportato l’insopportabile”, si sfoga. Davanti ha un pc, ma lo guarda solo a tratti perché va a memoria. Siede al tavolo in solitudine, come solo è stato a prendersi di tutto. “Di me è stata fatta carne di porco, il capro espiatorio di vicende risalenti a 13 anni fa, sapendo che non potevo rispondere”. Carrubba ha presentato una denuncia, lunga e circostanziata, alla Procura di Siracusa e alla Corte dei conti. Accusa la Commissione straordinaria nominata dal governo, quando il Comune è stato sciolto “per presunte infiltrazioni mafiose di soggetti che i commissari prefettizi, e l’attuale amministrazione, hanno tranquillamente utilizzato”.

Un esposto in 15 pagine dove racconta di incarichi ad esperti, di pagamento dei debiti, del piano di riequilibrio, di proroghe alla Pastorino per la nettezza urbana “con aumento del canone mensile”. Si parla anche di oneri concessori, di cimitero, di nomine nell’organismo interno di valutazione, dell’ispezione regionale per l’affidamento dei lavori pubblici, e della convenzione con un centro accoglienza migranti gestito da una cooperativa coinvolta nell’inchiesta Mafia Capitale. Poi c’è un capitolo sul progetto “Giovani protagonisti di sé e del territorio”, e quello del pagamento di una “sanzione amministrativa elevata alla commissione straordinaria con fondi comunali”.

Ogni capitolo ha una sua lunga storia. Come la relazione d’accesso che l’ha messo spalle al muro, bruciandogli l’ambizione di andare alla Camera. Un report infarcito di imprecisioni ed esagerazioni, ma utile per facili sentenze sul tribunale dei social. Dove alcune figure usate come leva dall’accusa, allungano la loro ombra sull’amministrazione 5 Stelle. Carrubba cita i consiglieri grillini Letizia Ranno e Marilena Russo, “con legami di parentela” verso alcuni personaggi della relazione d’accesso. Nomi “perbene” ma usati contro l’ex sindaco, proprio dallo stesso M5s che ne ha eletto i parenti. 

Incontro con i giornalisti e tanti cittadini

Incontro con i giornalisti e tanti cittadini

Nella denuncia c’è un passaggio emblematico. Nel 2008 Carrubba fu imputato per abuso d’ufficio insieme a 3 funzionari, per “violazione della normativa antinfortunistica in un cantiere edile”. Una contravvenzione da mille euro elevata dalla Asl, che gli è costata un processo. Eppure a un’ispezione della Regione per lavori pubblici dati senza gara, il Comune 5 Stelle non ha dato risposta. Di Pietro se n’è uscita in consiglio dicendo che è materia di responsabilità dei funzionari. E l’ex segretario Alberto D’Arrigo si è assunto la responsabilità esclusiva di omissione nella trasmissione di atti, che sono costati alle casse municipali i 700 euro di trasferta degli ispettori regionali. Ma allora, ne risponde il sindaco in base all’appartenenza? Domande che Carrubba pone alla magistratura.

E che vuole porre, insieme a tante altre, pure alla sindaca grillina. La sfida a un confronto pubblico, “basta che venga avvertito un’ora prima”. Chiede a Marco Stella di fare da moderatore. Il suo vecchio avversario alla poltrona sindacale è in sala, insieme a un altro ex candidato sindaco del pd, Giambattista Totis. Li coinvolge a turno nella discussione. Perché, aldilà dei macigni che Carrubba si toglie dalle scarpe, forse potrebbe esserci un progetto.

   Alla domanda se ha una “ricetta” da consigliare per le prossime comunali, risponde:“I 5 Stelle hanno uno zoccolo ben consolidato di consenso elettorale, unito a una capacità di torsione politica a 180 gradi che li rende adattabili a ogni circostanza. Io sono fuori dalla politica, e ci voglio restare. Ma se devo suggerire qualcosa all’opposizione, è di guardare alla legge elettorale: si vince al primo turno col 40 per cento. Bisogna capire cosa fare per i prossimi anni, non ci si può pensare gli ultimi 3 mesi. Occorre che la nuova classe politica sia in grado di raccogliere le migliori sensibilità. Bisogna partire da uno stare insieme e poi chi emerge, emerge”.

In sostanza Carrubba suggerisce un candidato sindaco anti-M5s che venga fuori da una sorta di selezione naturale, e non dai veti incrociati. A meno che “non salti fuori una forte personalità di spicco”. Sulla carta sembra tutto semplice, ma riusciranno tutti a mettere da parte ambizioni e interessi di bottega? Preferiscono il rischio di altri 5 anni come l’amministrazione Di Pietro, che ha appena superato metà percorso? L’ex sindaco grida, carte alla mano, che “nessuno si è mangiato il paese”. Però sarà difficile spiegarlo agli elettori se assistono ai soliti traccheggi.

 

Condividi questo articolo nei tuoi social network

About The Author

Number of Entries : 15610

Leave a Comment


2 − uno =

© 2013 Web Design and Develop by MediaX srl

Quotidiano LaNota7.it is Spam proof, with hiddy
Scroll to top