Augusta – Le regionali confermano M5S primo partito, ma in frenata sul trend. Mdp supera il Pd e rivendica la leadership nel centrosinistra. Torna FI però il boom è dell’Udc, dove Nichi Paci è in bilico per il seggio Reviewed by Momizat on .       [caption id="attachment_85793" align="alignleft" width="300"] Niki Paci deputato regionale per caso?[/caption] (Massimo Ciccarello) Augusta,6 no       [caption id="attachment_85793" align="alignleft" width="300"] Niki Paci deputato regionale per caso?[/caption] (Massimo Ciccarello) Augusta,6 no Rating: 0
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Augusta – Le regionali confermano M5S primo partito, ma in frenata sul trend. Mdp supera il Pd e rivendica la leadership nel centrosinistra. Torna FI però il boom è dell’Udc, dove Nichi Paci è in bilico per il seggio

 

 

 

Niki Paci  deputato  regionale per caso?

Niki Paci deputato regionale per caso?

(Massimo Ciccarello) Augusta,6 novembre 2017 – Augusta resta ancora una città grillina grazie al super votato Giancarlo Cancelleri, anche se le 5 Stelle cominciano ad appannarsi nel voto di lista. E’ il risultato delle regionali 2017 in città, sorprendente persino fra i pentastellati. Come sorprendenti sono stati il solitario Claudio Fava arrivato a un’incollatura dell’armata democratica di Fabrizio Micari, ma coi suoi Centopassi in sorpasso sul millecorrenti del Pd che lancia Articolouno verso la leadership del centrosinistra cittadino. Mentre la resurrezione di Udc e Forza Italia rinverdisce il centrodestra dei bei tempi andati, però gli serve un Nello Musumeci locale per tenere botta al M5S.

Le urne, ancora una volta, hanno mandato all’aria tutte le previsioni della vigilia. Innanzitutto si temeva un crollo dell’affluenza, che alla fine è stato contenuto al 47,7. Con appena un 2,5 per cento in meno rispetto il 2012. Il calo dei votanti doveva giocare contro i grillini, così come il malcontento verso l’amministrazione Cettina Di Pietro. Ma il Movimento ha tenuto bene. Addirittura incrementando, sia in termini quantitativi che percentuali, i miracolosi numeri delle comunali. Il logorio del Palazzo e le purghe interne non hanno indebolito l’appeal del gazebo. Anzi il candidato governatore ha beneficiato di molte preferenze disgiunte, avvicinandosi a 6.200 voti. Quasi il 50 per cento in più della lista, fermatasi a poco più di 4.300. Ha pescato fuori sacco soprattutto nel centrosinistra, che evidentemente lo ha percepito come voto utile in alternativa alla destra di Musumeci.

I 5 Stelle restano il primo partito in città, ma qualcosa comunque non torna. Lo dimostra il silenzio del gruppo consiliare M5S. “Al momento non ho mandato a rilasciare alcuna dichiarazione”, replica il capogruppo Roberto Casuccio,alla richiesta di un commento sul voto. La provincia di Siracusa è stata la più grillina della Sicilia. Una crescita esponenziale ovunque, tranne ad Augusta. Cioè nell’unico Comune dove poteva dispiegare la forza elettorale di un’amministrazione e di 17 “portavoce” in consiglio. Del treno grillino in corsa doveva essere la locomotiva di testa, e invece è stato il vagone di coda. Ce n’è da far riflettere alla Casaleggio e Associati.

La sindaca l’ha capito, e come al solito cerca di mettere un cappello dove non è seduta. Voglio ringraziare i cittadini di Augusta che hanno dato fiducia, ancora una volta, al Movimento 5 Stelle. I detrattori parlavano di queste elezioni come una ‘cartina di tornasole’ della nostra amministrazione. Credo che i numeri parlino aldilà di ogni valutazione soggettiva, così come parlano le ‘sconfitte’. Il M5S si riconferma come il più votato in città. Dopo la giornata di oggi abbiamo uno stimolo in più per continuare il nostro lavoro sempre al meglio e con il nostro consueto massimo impegno”.

Pure dentro il Partito democratico, di materiale per la riflessione ce n’è in abbondanza. Fava con una sola lista è arrivato a 1.360 voti, distante solo una cinquantina di preferenze dalle oltre 1.410 di Micari. Il professore candidato per caso ha preso meno del terzetto di simboli l’ha sostenuto, arrivati a 1.700, dei quali 700 raccolti dagli alfaniani di Alternativa popolare . I Centopassi hanno addirittura superato i democratici, sia pure di una decina di voti. Quasi mille preferenze e un sorpasso che porta il marchio Mdp, anche se l’artefice Giancarlo Triberio non se ne vanta come da prassi consilidata. “E’ una grande soddisfazione per Art1 che ha creduto fortemente in questo progetto alternativo di centrosinistra”, dichiara il consigliere.

In primavera aveva lasciato la comoda segreteria Pd per l’avventura garibaldina dei demoprogressisti. In autunno Triberio si riprende la leadership dell’area coi numeri elettorali. “Questo risultato ci incoraggia ad andare avanti in questa strada per costruire l’alternativa di governo nella nostra città, che diventa credibile se ha programmi chiaramente identificabili con la sua storia, e una coalizione coesa per realizzarli. Da oggi dobbiamo rimboccarci le maniche per far tornare protagonista il centrosinistra augustano”. In pratica, un’Opa a tutti gli effetti per la guida Mdp della coalizione.

La stessa operazione che Cambiaugusta cercherà di fare nel centrodestra, dove il nuovo presidente della Regione ha sfiorato i 6 mila voti. Marco Stella nota subito che “il M5S ad Augusta è in controtendenza, sono gli unici all’amministrazione ma non hanno lo stesso slancio dei grillini nel resto della provincia”. Nota pure che “il voto disgiunto verso Cancelleri ha colpito di più il centrosinistra”. Infatti le 4 liste collegate hanno preso solo 150 voti in più di Musumeci. E che “Forza Italia c’è ancora”, coi suoi 1.400 voti.

Stella precisa pure che “solo Musumeci poteva tenere unita questa coalizione”. Un modo elegante per dire che l’esperimento regionali potrebbe funzionare anche in futuro, se Diventerà bellissima resta ago della bilancia. Soprattutto ad Augusta.Anche se la parte del leone, nelle urne l’ha fatta l’Udc. Con 3.400 preferenze si è laureato secondo partito della città, non molto dietro dietro i 5 Stelle. A trainare i centristi è stato Nichi Paci, che da solo ne ha raccolte 2.500. La sua performance lo ha portato a ridosso del seggio all’Assemblea siciliana. Ma il calcolo su base regionale lo ha lasciato in sospeso fino a tarda notte.

 

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