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Augusta – “La Procura indaga sulla sede Adsp spostata a Catania”, così Vinciullo inserisce Punta Cugno nel cuore della campagna elettorale. Lo scalo interessa indutriali dell’India.

 

L'assemblea

La manifestazione a palazzo Zuppello

(Massimo Ciccarello) Augusta, 26 febbraio 2018 -  E’ ancora un capitolo aperto il trasferimento della sede Adsp a Catania. La procura della Repubblica di Siracusa ha aperto un’inchiesta sulle vicende che hanno portato allo spostamento dell’Autorità di sistema portuale, dalla sua sede naturale di Augusta. Le indagini del sostituto procuratore Tommaso Pagano sono sono partite dopo la denuncia presentata lo scorso anno da Enzo Vinciullo, che aveva avanzato forti perplessità sulla procedura seguita dalla Regione. A darne notizia è stato lo stesso ex deputato regionale, all’epoca ancora fra i banchi della maggioranza all’Assemblea siciliana, intervenuto il 26 febbraio a palazzo Zuppello alla manifestazione organizzata dai sostenitori augustani di “Noi con l’Italia”.

L’esposto si focalizzava sul provvedimento firmato dal governatore Rosario Crocetta, col quale si chiedeva al ministro Graziano Delrio di spostare “temporaneamente” nel capoluogo etneo la sede della nuova Port authority accorpata. Ma quel documento si basava su una relazione “tecnica” preparata dall’assessore regionale Giovanni Pistorio, contenente tutta una serie di imprecisioni sullo scalo di Punta Cugno. Che le direttive europee avevano indicato come porto Core, ma la Regione incredibilmente riteneva meno adatto dell’angusta rada catanese. Il ministero delle Infrastrutture aveva avuto così via libera a confezionare “legalmente” uno scippo, che sin dall’inizio era suonato come una macchinazione politica.

Le vicende successive, culminate nella realizzazione dell’hotspot più grande d’Italia proprio sulle banchine, aveva messo in luce una sorta di disegno volto a lasciare ad Augusta solo il traffico petrolifero. Il deputato Pippo Zappulla aveva definito un “cambio di destinazione d’uso” per il porto megarese, la trasformazione dello scalo marittimo in terminal degli approdi per le migrazioni irregolari dal Nordafrica.

Ora la Procura vuole vederci chiaro, su quella documentazione che distorceva palesemente la normativa in materia di sedi Core. Prodotta, fra l’altro, da un assessore regionale alle Infrastrutture che era stato poi costretto alle dimissioni, per alcune intercettazioni che lo indicavano in confidenza col gruppo armatoriale Morace. Il quale era finito sotto inchiesta per presunti favoritismi nell’assegnazione delle tratte marittime con le isole minori.

Lo spostamento “temporaneo” della sede Adsp a Catania potrebbe non essere solo una “roba da sfigati” – come l’aveva definita Luigi Di Maio nella sua visita istituzionale ad Augusta – dettata dalla necessità di dare lustro al peso politico del sindaco etneo Enzo Bianco. Dietro potrebbe esserci una più sottile strategia di gruppi imprenditoriali nel settore del trasporto marittimo – coi quali il catanese Pistorio ha mostrato di avere stretti contatti -, diretti ad accaparrarsi la fetta del traffico mercantile in arrivo dal Canale di Suez.

Alessandria d’Egitto non è più appetibile, Augusta si può candidare benissimo ad essere il terminal delle rotte navali provenienti dal Pacifico”, ha detto Vinciullo. Che nel corso del convegno si è spinto a indicarne una potenzialità paragonabile a quella che “aveva Venezia nel medioevo”. Non è stata solo la classica iperbole da campagna elettorale. L’ex deputato regionale ha mantenuto i contatti col ministro degli Esteri, Angelino Alfano. E da quella fonte, probabilmente, ha appreso “dell’interessamento degli armatori indiani per Punta Cugno”.

Contatti preliminari in tale direzione sarebbero stati presi da esponenti dell’associazione industriali dell’India. Nuova Delhi, infatti, teme l’espansione marittima cinese in Europa, dove già ha messo piede saldamente prendendo il controllo dello scalo ateniese del Pireo. Con la Via della Seta, che coinvolge solo i porti del Nord Italia, Pechino acquisirebbe un monopolio sui terminal mediterranei che intercettano il traffico dal Pacifico, e gli aprono i ricchi mercati del Centro Europa. Ecco perché una sede Adsp spostata potrebbe non essere solo un problema di carta intestata.


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