Augusta – La Procura indaga dal 2017 per l’affidamento randagi. L’ammissione in Consiglio getta dubbi sulla gara a senso unico. Schermi segnala all’Anac anomalie sul bando-lampo. Reviewed by Momizat on .   [caption id="attachment_91729" align="alignleft" width="300"] augusta- Il dirigente Pedalino relaziona in Consiglio[/caption] [caption id="attachment_917   [caption id="attachment_91729" align="alignleft" width="300"] augusta- Il dirigente Pedalino relaziona in Consiglio[/caption] [caption id="attachment_917 Rating: 0
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Augusta – La Procura indaga dal 2017 per l’affidamento randagi. L’ammissione in Consiglio getta dubbi sulla gara a senso unico. Schermi segnala all’Anac anomalie sul bando-lampo.

 

augusta

augusta- Il dirigente Pedalino relaziona in Consiglio

La schermata

La schermata del bando segnato all’Anac

(Massimo Ciccarello) Augusta, 15 maggio 2018 – Una manciata di euro in meno, per restare sotto la soglia critica dei 40 mila, e il problema della gara d’appalto è risolto. Solo che adesso la Procura di Siracusa vuole capire fino a che punto sia regolare, questo sistema usato dall’amministrazione comunale di Augusta per il servizio d’accalappiamento e ricovero dei cani. I pm hanno affidato alla Guardia di finanza il compito di indagare sulle procedure adottate dal Comune sin dal 2015. Quando, per risolvere rapidamente il problema dei randagi, ha iniziato ad affidare l’anti-randagismo volta per volta. Come se si dovesse sistematicamente cominciare tutto da capo, anche se a fine anno la parcella staccata, sempre allo stesso Consorzio, supera tutte le volte il mezzo milione.

A dare la notizia che la magistratura vuole capirci meglio è stato il dirigente dell’assessorato Ecologia, Edoardo Pedalino. Rispondendo a una interrogazione consiliare sulla questione, presentata dall’ex vicesindaco Giuseppe Schermi e discussa nella seduta del 14 maggio. L’ingegnere del Comune ha puntualizzato che “dall’inizio del 2017 risultano avviate specifiche indagini di polizia giudiziaria”, affidate ai finanzieri nell’ambito del procedimento penale 90/16. E che, al momento in cui rispondeva in aula, “non si conoscono gli esiti”. Aggiungendo di “ritenere che l’indagine sia ancora in corso”, anche se “finora non ci sono stati ulteriori sviluppi”. Che se non arrivano da Palazzo di giustizia, tuttavia potrebbero arrivare dall’Anac.

Schermi, infatti, ha segnalato “anomalie” anche per l’ultima “Gara a procedura aperta”, pubblicata sul sito del Comune. Un bando insolitamente finito sotto la sezione “Avvisi”, per una di quelle tante stranezze che caratterizzano l’informatica comunale negli ultimi tempi. Al punto da esser diventate oggetto di un esposto alla Regione, da parte del capogruppo d’opposizione Peppe Di Mare. Ma il trasloco della gara per i randagi in una pagina dove è meno probabile che venga vista dagli interessati, non è l’unica irregolarità finita sul tavolo dell’Anticorruzione. Sono le date a fare venire i dubbi più forti, che il bando pregiudichi in partenza la più ampia partecipazione.

Il capitolato messo a punto dagli uffici porta la data del 20 aprile scorso. Ma insieme al disciplinare, e alla relativa modulistica, arriva sull’albo online solo il 2 maggio, alle 19 e 26. La documentazione allegata indica mezzogiorno dell’8 maggio come termine ultimo di scadenza, per la presentazione delle offerte. Cioè in 5 giorni e mezzo, gli interessati devono elaborare e inviare la loro proposta per un appalto da 200 mila euro in 5 mesi. Insomma, ci sono tutte le premesse oggettive affinché se lo possa aggiudicare chi già lo detiene.

La segnalazione all’Anac, infatti, fa rilevare che “trattandosi di affidamento di 350 cani detenuti presso l’attuale canile affidatario, il tempo per la presentazione delle offerte appare anomalo, in quanto non consentirebbe ad altri operatori di effettuare un sopralluogo”. Ora resta da vedere se quei sei giorni scarsi messi a disposizione per presentare le offerte, non solo penalizzino i nuovi concorrenti che non hanno già la documentazione pronta, ma soprattutto siano in linea con i tempi minimi previsti dal codice degli appalti.

L’amministrazione 5 Stelle si è già scottata con la vicenda delle mucche alla diossina, il cui repentino abbattimento le è costata un’aspra critica della sua base animalista e una denuncia dell’Ente protezione animali. Ora sui randagi c’è l’attenzione della Procura, anche se da un anno gli uffici municipali sono stati lasciati in pace. L’interrogazione consiliare e la segnalazione all’Anac rimettono la giunta sulla graticola. Finora ne è sempre uscita indenne, ma se dalle indagini della Guardia di finanza dovessero emergere conflitti d’interesse, le scottature non sono da escludersi.


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