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Augusta – La maggioranza M5s si aggrappa all’esperienza di Caruso. Torna capogruppo per schivare gli scogli di un consiglio comunale sotto “osservazione”

 

Caruso e Casuccio

Mauro Caruso e Roberto Casuccio si alternano nella carica di Capogruppo del M5S

(Massimo Ciccarello) Augusta, 13 aprile 2018 -  Sarà un “esordio-bis” nel ruolo di capogruppo 5 Stelle, quello che Mauro Caruso farà nel consiglio del 17 aprile. Perché al comando dei consiglieri pentastellati torna ufficialmente chi li aveva guidati sin dal primo giorno, dopo la parentesi semestrale di un avvicendamento con Roberto Casuccio. Una rotazione “naturale”, secondo la narrazione del Movimento, che adesso è altrettanto naturalmente tornata al punto di partenza. Ovviamente accompagnata dal rituale “non siamo attaccati alla poltrona” che, chissà perché, da Roma ad Augusta vede sempre gli stessi protagonisti fra le fila grilline.

La maggioranza consiliare riparte qunidi da dove aveva lasciato, prima della fronda settembrina all’egemonia del Palazzo. Di quella “emancipazione” dalla sindaca Cettina Di Pietro, è rimasta soltanto la presidenza del consiglio a Sarah Marturana. I risultati elettorali hanno fatto rientrare in buon ordine le fughe in avanti dei malpancisti, e anche la conduzione dei lavori d’aula è nuovamente iniziata a virare verso una minore agibilità politica della minoranza, sia pure senza gli eccessi del primo biennio 5 Stelle a palazzo San Biagio.

Il ritorno di Caruso come capogruppo cambia poco nei rapporti con l’opposizione, dato che i dibattiti più seccanti li aveva continuati a gestire in aula anche senza i gradi di comando. Cambia invece negli equilibri interni, perché il “partito” della sindaca si rafforza nel meet up. Almeno questa è la lettura che viene data all’esterno, sull’alternanza Casuccio-Caruso. La versione ufficiosa del M5s, invece, è che l’avvicendato non avesse più il tempo di seguire le complesse vicende dell’amministrazione. E che l’avvicendante sia tornato al suo vecchio posto, perché nessuno si sarebbe reso disponibile a svolgere quella funzione così impegnativa. Sembra che, ad un certo punto, abbiano persino parlato di un “sorteggio” fra i consiglieri.

Comunque sia, il gruppo di maggioranza si affida all’esperienza sul campo, in un momento in cui molti nodi amministrativi sembrano arrivare al pettine. La prefettura attende ancora una risposta completa ai “chiarimenti” chiesti, sulla possibilità che la pec del Comune sia stata “bucata”. La guardia di finanza si trova a spulciare ulteriore materiale prodotto nella seduta consiliare sui piani di lottizzazione approvati dalla giunta, sulla base di una legge nazionale che la stessa segreteria comunale ha poi ammesso non essere applicabile in Sicilia. Mentre la procura ha chiesto il processo per alcuni oppositori, denunciati dai grillini senza tenere in conto che nei dibattimenti ci vanno a finire dentro carte di ogni genere, e non sempre i risultati sono quelli attesi.

A complicare ulteriormente il debutto-bis di Caruso come capogruppo, ci sono gli strascichi del Venerdì Santo in consiglio. Quando la maggioranza, ancora una volta in assoluta solitudine, ha approvato una Tari 2018 bersagliata da 18 pregiudiziali di legittimità, fra cui quella del regolamento applicato secondo l’opportunità del momento. Una votazione bulgara, andata avanti nonostante qualche svista di troppo, come quella che avrebbe lasciato nei cassetti del Municipio un emendamento dell’opposizione regolarmente presentato. Tutto materiale finito all’attenzione dell’ufficio ispettivo degli Enti locali, in una Regione con un colore politico e un atteggiamento diversi dopo il voto di novembre.

Nell’aula adesso intitolata al medico-ambientalista Giacinto Franco, consiglieri 5 Stelle e minoranza, tornano a confrontarsi su un ordine del giorno “soft”. Salvo inserimenti a sorpresa dell’ultimo momento, infatti, gli unici due punti nell’agenda del 17 sono di ordinarissima amministrazione. Il primo riguarda una mozione su bullismo e cyberbullismo. E il secondo ricalca un atto di indirizzo, fotocopia di quanto già approvato dagli altri Comuni siciliani sul rientro a casa degli insegnanti, “deportati” al Nord da una riforma sfascia-famiglie. Argomenti proposti entrambi dall’opposizione, ma sui quali non dovrebbero esserci particolari motivi di attrito con la maggioranza. Forse.

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