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Augusta – La giunta M5s chiede una liberatoria dai precari o niente rinnovo, i sindacati abbandonano il tavolo per gli 84 comunali. Triberio, LeU:”Ricatto inaccettabile”

 

Triberio

Il consigliere comunale Giancarlo Triberio  sostenitore della RSU dei part time comunali

(Massimo Ciccarello) Augusta, 29 aprile 2018 -  Sindacati del pubblico impiego e amministrazione 5 Stelle di Augusta nuovamente ai ferri corti, sul rinnovo del contratto per i precari del Comune. Il dialogo col Palazzo grillino è diventato incandescente dal 27 aprile, quando una burrascosa riunione sul destino degli 84 impiegati part-time si è conclusa con i rappresentanti di Cgil e Cisl che si sono alzati e se ne sono andati. A far saltare il tavolo, quasi letteralmente, è stata la lettera liberatoria chiesta della sindaca Cettina Di Pietro ai propri dipendenti. Senza la quale, avrebbe detto fuori dai denti, si potevano scordare che la giunta M5s avrebbe deliberato la proroga degli incarichi.

Un diktat inaccettabile per i rappresentanti provinciali dei lavoratori, impegnati a salvare lo stipendio dei precari senza farli rinunciare ai loro diritti, né alla possibilità futura di essere stabilizzati. Così la trattativa si è arenata bruscamente e adesso c’è tempo fino al 2 maggio per trovare una soluzione, prima che interi uffici della macchina municipale finiscano alla paralisi. A dare voce a questa “preoccupazione”, che non riguarda solo gli 84 destinati a restare senza lavoro, è stato Giancarlo Triberio.

“I 5 Stelle la finiscano di continuare a intimorire i precari, pretendendo firme che sanno di ‘ricatto’ sotto documenti che si sono inventati per lavarsene le mani, infischiandosene dei diritti e della dignità dei lavoratori”, scrive il consigliere di Leu. Il riferimento è proprio alla liberatoria-capestro, che dovrebbe sollevare la giunta da qualsiasi responsabilità patrimoniale per la delibera di proroga. Cioè se il Comune rinnova i contratti ma poi non paga tutti gli stipendi, i lavoratori dovrebbero rinunciare già da ora a fare causa per averli.

  Gli amministratori grillini considerano concreto il pericolo di incappare nella Corte dei conti, per colpa dell’instabilità politica alla Regione. Non è un rischio astratto, perché proprio in questi giorni si sono visti notificare un decreto ingiuntivo su un risarcimento riconosciuto dal tribunale a 61 precari. E’ una causa civile che risale al 2013, durante il periodo commissariale, quando una buona maggioranza dei part-time si rivolse al tribunale per ottenere l’uscita dalla precarietà per via giudiziaria.

  Il giudice riconobbe che il Comune non poteva ricorrere a continue proroghe senza attuare un piano di stabilizzazione, ma accordò ai lavoratori solo il danno patrimoniale. Quel risarcimento è atterrato sul tavolo della sindaca proprio a ridosso delle trattative, complicando il clima per la proroga dei contratti di quest’anno. Almeno questo è ciò che l’amministrazione, con toni anche abbastanza “nervosi”, avrebbe fatto intendere ai sindacati. Le Rsu invece sospettano il paravento per un progetto 5 Stelle di rimandare a casa il personale ereditato dalle “amministrazioni precedenti”, e sostituirlo con gente nuova a ridosso delle comunali 2020.

  Ufficialmente, per giustificare la sua decisione dilatoria, il Palazzo si aggrappa a questioni più squisitamente tecniche legate al dissesto. Anche se Palermo, che si fa carico della maggior parte delle somme per i precari, ha già comunicato per il 2018 saranno le stesse del 2017. Ma una quota dei salari deve essere coperta dal bilancio municipale, attingendo dai trasferimenti che riceve dalla Regione. Un obbligo che riduce la discrezionalità politica dell’amministrazione, soggetta a un’erogazione vincolata che riduce i suoi margini d’intervento in altri settori della spesa pubblica. Fra l’altro, in un bilancio stabilmente riequilibrato i capitoli sono particolarmente ingessati.

  Una situazione che altrove affrontano prendendo il toro per le corna, mentre ad Augusta si va coi piedi di piombo. Alimentando sospetti sulle intenzioni del Palazzo, che Triberio mette nero su bianco. “L’amministrazione provveda a presentare subito il bilancio, magari sollecitando quell’assessore sedicente ‘tecnico’ che, nella veste di presidente dei revisori al Comune di Siracusa, ha potuto far finalmente stabilizzare i precari siracusani”. Il riferimento è a Giuseppe Canto, che nella giunta augustana occupa la rubrica Bilancio. Il suo via libera ha dato all’amministrazione aretusea la possibilità di risolvere il problema alla radice.

  Per il consigliere d’opposizione, dando voce ai ragionamenti della Camera del lavoro, è “una scusa che l’ostacolo sia nei controlli della commissione Finanze, necessari a causa del dissesto”. Lo dimostra il fatto che non si vuole prorogare nemmeno “seguendo un iter già utilizzato l’anno scorso”. Forse si tratta di semplice paura a deliberare qualcosa che fa rischiare il proprio conto in banca. Però Triberio ricorda che “chi è stato eletto per governare Augusta deve prendersi le proprie responsabilità, specialmente in questo caso dove ci va di mezzo il pane quotidiano per decine di famiglie”.

  Anche perché, polemizza l’esponente del centrosinistra, “percepiscono uno stipendio, ormai senza più la famosa decurtazione del 30 per cento; costano ai cittadini il prezzo pieno praticato in qualunque altro Comune siciliano, perciò si prendano le responsabilità per le quali tutti li paghiamo profumatamente. Per fare il proprio dovere seriamente e con capacità non bisogna essere pazzi, ma lucidamente preparati e innamorati della propria città, non solo della fascia da sindaco e della poltrona di assessore”.   

 COMUNICATO Giancarlo Triberio  Consigliere comunale LeU

(CS)Augusta, 28 aprile 2018 – Preoccupazione per la sorte degli 84 precari del Comune. L’Amministrazione faccia il proprio dovere.  Manifesto grande preoccupazione per il rischio che gli 84 precari del Comune di Augusta restino a casa dal 1 maggio. Proprio come una beffa, il giorno della Festa dei Lavoratori 84 famiglie rischiano di non aver prorogato o prorogato a zero ore il proprio contratto dall’amministrazione comunale, rimanendo senza stipendio e con ben poco da festeggiare.

Nonostante la Regione, a poche ore dall’approvazione della Finanziaria, abbia già indicato che per il 2018 sono stati stanziati ai precari le stesse cifre del 2017, e quindi ci saranno le intere somme necessarie, l’Amministrazione 5 stelle non vuole prorogare il contratto ai precari seguendo un iter già utilizzato l’anno scorso.

È una scusa non condivisibile che l’ostacolo sia nei controlli della commissione Finanze, necessari proprio a causa del dissesto; ma quando l’hanno dichiarato, i 5 stelle non l’avevano giustificato dicendo che dovevano salvare i precari?

Oggi, invece, quel dissesto sembra diventare il più grave problema per risolvere la questione.

Sindaca e assessori percepiscono uno stipendio, ormai senza più la famosa decurtazione del 30 per cento; costano ai cittadini il prezzo pieno praticato in qualunque altro Comune siciliano; perciò si prendano le proprie responsabilità di amministratori, per le quali tutti li paghiamo profumatamente, e proroghino il contratto ai precari.

Eviteranno fra l’altro di bloccare il funzionamento dell’ Ente, al quale questa forza lavoro assicura un minimo di funzionamento.

E soprattutto, i 5 Stelle la finiscano di continuare a intimorire i precari, pretendendo firme che sanno di “ricatto” sotto documenti che si sono inventati per lavarsene le mani, infischiandosene dei diritti e della dignità dei lavoratori.

Piuttosto l’amministrazione provveda a presentare subito il bilancio, magari sollecitando quell’assessore sedicente “tecnico” che, nella veste di presidente dei revisori al Comune di Siracusa, ha potuto far finalmente stabilizzare i precari siracusani.

Chi è stato eletto per governare Augusta deve prendersi le proprie responsabilità, specialmente in questo caso dove ci va di mezzo il pane quotidiano per decine di famiglie.

 

 

 

 


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