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Augusta – In consiglio si può parlare di raffinerie ma non di discariche, la presidenza M5s rigetta l’ordine del giorno straordinario sulla tutela ambientale dell’opposizione

 

Rifiuti in discarica

Rifiuti in discarica

(Massimo Ciccarello) Augusta, 11 dicembre 2017 – Di quelle discariche piazzate all’interno del territorio di Augusta durante l’amministrazione 5 Stelle, non si deve proprio parlare. La presidenza grillina del consiglio comunale ha rigettato la richiesta di un ordine del giorno urgente, presentato da 8 consiglieri d’opposizione, per discutere sulla “compatibilità con la difesa ambientale delle autorizzazioni per impianti di trattamento e smaltimento rifiuti, rilasciate e in itinere”. Un’iniziativa scaturita dalle dichiarazioni-choc dell’ex sindaco Massimo Carrubba, che ha provocato un altrettanto scioccante diniego M5s. Le motivazioni infatti inaugurano un doppio binario, fra le raffinerie trattate come “inquinatori” di serie A, e la serie B di tutti gli altri.

Nei lavori consiliari del 12 dicembre perciò si parlerà dello sportello amianto nazionale, ma non dell’impianto di trattamento e stoccaggio per liquidi pericolosi a San Cusmano. Si tratterà di una mozione del gruppo di maggioranza sull’ordine pubblico, per indicare alle forze dell’ordine come svolgere il proprio lavoro in città, ma non della diatriba che vede due società di smaltimento rifiuti industriali battagliare per la pericolosa vicinanza dei rispettivi impianti. I consiglieri pentastellati discuteranno persino di una loro mozione di indirizzo per intitolare una strada a Re Carlo III di Borbone, ma non del progetto di ampliamento della discarica Igm a Costa Mendola.

Eppure, il loro deputato regionale Stefano Zito si era occupato di questo improvviso proliferare di impianti di trattamento. Chiedendo nei mesi scorsi l’intervento della Commissione regionale ambiente, per “verificare procedure e coesistenza dei tre impianti”. Ma evidentemente l’argomento deve essere spinoso, quando il Movimento che sostiene il Palazzo e non si trova invece dall’altra parte della barricata di governo. Perché già una volta l’assessore all’Ambiente, Danilo Pulvirenti, ha glissato su un intervento di Enzo Canigiula. Il consigliere forzista aveva fatto rilevare, fra le altre cose, che “in caso di sversamento sarebbe impossibile riuscire a risalire al responsabile, così come già accade con le puzze industriali per la contiguità delle ciminiere”.

Anche il consiglio monotematico sulla questione ambientale, aveva preferito concentrare la propria attenzione sui potenziali inquinatori dotati delle più “spettacolari” ciminiere. Invece toni sfuggenti, ed opposizioni più esibite che sostanziali, per gli impianti che potrebbero inquinare sottotraccia. Canigiula però non si è affatto rassegnato. E quando il demoprogressista Giancarlo Triberio si è fatto promotore di un ordine del giorno straordinario, ha subito sottoscritto la richiesta. A lui si sono aggiunti altri di 2 consiglieri di centrodestra, Salvo Aviello e Irene sauro. Che in questa battaglia bipartisan non hanno esitato ad associarsi ai colleghi di centrosinistra Alfredo Beneventano, Marco Niciforo, Salvatore Errante, Franco Lisitano.

  “Visti gli articoli seguiti alle dichiarazioni dell’ex sindaco Carrubba, il 5 Dicembre – scrivono nella loro richiesta -; considerato che dai reportage  è emersa particolarmente la tematica della difesa ambientale del territorio comunale; ritenuto che la problematica degli impianti di smaltimento già autorizzati, e soprattutto della discarica in progetto, sta sollevando un notevole e attuale allarme sociale; visto che il consiglio si è riunito in seduta monotematica, con dispendio di denaro pubblico, senza che l’argomento sia stato trattato esaustivamente dall’amministrazione, come i consiglieri sono stati costretti ad apprendere a mezzo stampa; si ritiene urgente un dibattito pubblico per chiarire ai cittadini preoccupati, tutti gli elementi su un abbassamento dei livelli di tutela ambientale da parte dell’amministrazione comunale”. 

  La risposta alla pec di richiesta è arrivata celermente. La presidente Sarah Marturana ha negato il dibattito rimandando a “una mozione o un documento condiviso dall’intero consiglio”, che doveva essere approntato dopo il consiglio monotematica e che “ad oggi non è stato presentato”. “Inoltre si rappresenta che lo stesso era stato richiesto, ufficialmente da 3 quarti del consiglio, solo in merito al sequestro degli impianti industriali da parte della Procura, e non in maniera specifica come richiesto dalla nota in oggetto”. La conclusione del diniego poi è in perfetto politichese: “Si invitano i consiglieri a voler predisporre un documento specifico condiviso o una mozione di indirizzo”. Cioè, di tutela ambientale si può parlare solo quando la maggioranza lo decide, a prescindere dell’“allarme sociale”. E solo quando si tratta di raffinerie e inceneritori.

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