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Augusta – “Il nuovo regolamento di contabilità svuota i poteri del Consiglio”, l’opposizione lascia l’aula e si appella alla Regione. L’assessore Canto:”Non ci impressiona nessuno”.

Marco Niciforo e il resto dell’opposizione fra il pubblico mentre il M5s vota in solitudine il nuovo regolamento)

Marco Niciforo e il resto dell’opposizione fra il pubblico mentre il M5s vota in solitudine il nuovo regolamento)

 (Massimo Ciccarello) Augusta, 14 marzo 2018 – Il consiglio comunale di Augusta approva a colpi di maggioranza il nuovo regolamento di contabilità, con la spada di Damocle dell’intervento della Regione. La “deriva autoritaria” denunciata dall’opposizione nella seduta del 13 marzo, infatti, avrà una coda negli uffici dell’assessorato regionale alle Autonomie locali. Dove Peppe Di Mare ha annunciato andrà, “di persona, a contestare la legittimità” di un atto che paralizza di fatto la minoranza negli interventi sullo strumento finanziario, e contemporaneamente dilata in maniera anomala le facoltà dell’amministrazione.

Rilievi che il gruppo 5 Stelle ha respinto punto su punto, col supporto competente dell’assessore Giuseppe Canto. Che nelle vesti di titolare della rubrica Bilancio ha ovviamente spinto l’acqua al mulino della giunta 5 Stelle, pure in quei passaggi nei quali a Siracusa non si erano avventurati avendolo come presidente del collegio dei revisori. Glielo ha sottilmente “ricordato” il capogruppo del Misto, quando ha fatto presente che “non occorreva proprio fare un regolamento nuovo ad Augusta”, quando nel capoluogo si sono limitati a cambiare quegli 8 punti incompatibili con le nuove normative.

L’amministrazione pentastellata, invece, ne ha voluto uno nuovo di zecca. E forte dei suoi 16 grillini allineati e coperti, se n’è confezionato uno su misura. Che introduce procedure così farraginose per la presentazione degli emendamenti al bilancio, che di fatto rende impossibile ai consiglieri proporli con speranza di successo. Regolamentazioni come quella che, ad esempio, prevede le notifiche ai soli capigruppo, i quali dovranno poi farsi carico di fare da postini per tutti gli altri. O come quella che prevede l’indicazione puntuale e dettagliata delle voci dalle quale stornare le somme a copertura delle nuove proposte di spesa.

A restare vittima teorica di queste maglie strette è l’opposizione. Ovviamente presumendo che la maggioranza partecipi “prima” alla stesura del bilancio. In realtà, i grillini si sono “auto-decurtati” da soli delle proprie prerogative di consiglieri. Perché così non potranno più esercitare in aula alcuna forma efficace di pressione, se le cose dovessero mettersi storte con la “loro” amministrazione. O se chi detiene il “pacchetto di controllo” dentro un gruppo dove vige la dittatura della maggioranza, decide di azzerare qualsiasi proposta arrivi dalla minoranza interna al M5s.

Dopo essersi ripresa il 30 per cento delle indennità che si era auto-ridotta nel 2017, svuotando il capitolo che era stato creato, l’amministrazione pentastellata ora si è riscritta su misura pure le “regole del gioco”. Di Mare ha chiesto “la trascrizione integrale e la trasmissione degli atti”, relativi alla discussione consiliare nei punti in cui venivano sollevate quelle eccezioni di legittimità confortate dal parere negativo del collegio dei revisori. Prendendosi la muscolare risposta di Canto:“Nessuno e niente può farci impressionare”.

L’assessore, a risultato raggiunto, ha assicurato la “piena legittimità” di quanto era stato approvato, e si è dichiarato “molto felice”. D’altronde ne aveva tutti i motivi, secondo l’opposizione, “perché il nuovo regolamento di contabilità è stato costruito per accentrare tutto in capo a uno o due persone”. “Togliendo a questo consiglio tutto quello che si poteva togliere”, ha polemizzato Marco Niciforo, prima di assentarsi dal voto insieme a tutta la minoranza. Ancora una volta i 5 Stelle hanno votato in assoluta solitudine un passaggio fondamentale per l’Ente, forti anche del fatto che i precedenti “atti di forza” non hanno poi avuto conseguenze diverse da qualche polemica sui giornali.

Polemiche che puntualmente si sono ripresentate pure questa volta. “Preoccupa questo accentramento dei poteri anche in materie di competenza del consiglio”, dichiara Di Mare. Che insieme a Biagio Tribulato e Angelo Pasqua ha manifestato preoccupazione, perché “si è preparata la strada a un bavaglio istituzionalizzato per regolamento”. Di “regolamento bavaglio” ha parlato pure Giuseppe Schermi, già assessore M5s al Bilancio e adesso consigliere d’opposizione con Diem25. La maggioranza M5s, nonostante sul regolamento pesasse il sospetto di “una deriva autoritaria pericolosissima”, ha pure votato l’immediata esecutività dell’atto. Ma non è detto che questa volta abbia l’ultima parola.

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