Augusta – Grillo la racconterà come barzelletta? I vertici M5S ammettono di avere scherzato chiedendo la restituzione dei gettoni auto-decurtati nel 2017. A Natale la delibera-regalo da 48 mila euro. Triberio (LeU):”Sono senza vergogna” Reviewed by Momizat on .   [caption id="attachment_87783" align="alignleft" width="300"] Augusta: In consiglio Comunale il M5S[/caption] Massimo Ciccarello) Augusta, 9 gennaio 2018 - "I   [caption id="attachment_87783" align="alignleft" width="300"] Augusta: In consiglio Comunale il M5S[/caption] Massimo Ciccarello) Augusta, 9 gennaio 2018 - "I Rating: 0
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Augusta – Grillo la racconterà come barzelletta? I vertici M5S ammettono di avere scherzato chiedendo la restituzione dei gettoni auto-decurtati nel 2017. A Natale la delibera-regalo da 48 mila euro. Triberio (LeU):”Sono senza vergogna”

 

Augusta: In consiglio Comunale il M5S

Augusta: In consiglio Comunale il M5S

Massimo Ciccarello) Augusta, 9 gennaio 2018 – “Indennità decurtate del 30 per cento? Abbiamo scherzato, ridateci i soldi che abbiamo lasciato nelle casse del Comune”. La pietra tombale sulla fiction elettorale dei 5 Stelle porta un numero di protocollo, il 191, e una data: 19 dicembre 2017. Gli estremi sono quelli della deliberazione con la quale la giunta grillina di Augusta si è fatta restituire, per intero, la quota che si era auto-ridotta lo scorso anno. Un “regalo” di Natale da 47 mila e 512 euro che si sono concessi sia la sindaca Cettina Di Pietro, che gli assessori Giuseppe Canto, Roberta Suppo, Adriana Commendatore, Giusi Sirena, Danilo Pulvirenti, Rosanna Spinitta. E che hanno esteso pure alla presidente del consiglio comunale, Sarah Marturana, ma non ai consiglieri del gruppo M5s.

Per i peones grillini di palazzo San Biagio, fino a notizia contraria, dovrebbe restare in piedi il taglio dei modesti gettoni di presenza per le sedute d’aula e di commissione. A tutti gli altri pentastellati meglio remunerati dalla carica politica, le casse municipali restituiranno tutto quello che vi avevano volontariamente lasciato da gennaio a ottobre 2017. Per novembre e dicembre non c’è stata invece necessità di rifondere alcunché, perché l’amministrazione trionfalmente eletta col “moVimento”, aveva già silenziosamente provveduto a riassegnarsi per intero le indennità di carica.

“Dopo l’hotspot che non faremo fare mai - ironizza Giancarlo Triberio, capogruppo di Mdp Liberi e Uguali -, e che invece adesso si può fare insieme agli Sprar e ai Cas; dopo l’uno vale uno, ma il mio parente vale più degli altri se c’è in palio una poltrona in Parlamento; dopo la #trasparenza che stacca i microfoni all’opposizione consiliare, oppure che la intimidisce apertamente in aula; dopo il dietrofront di novembre sull’auto-decurtazione delle indennità, adesso viene messa fine pure alla colossale finzione social gli ‘onesti’ anti-casta”.

Il consigliere di Art1-Leu non fa sconti. “I 5 Stelle senza vergogna hanno gettato l’ultima maschera – polemizza -, facendosi restituire i soldi che avevano lasciato nelle casse del Comune, per far decidere ai cittadini come dovevano essere spesi. Hanno preso in giro gli augustani durante la campagna elettorale, e li hanno presi in giro quando li hanno fatti votare online su progetti di utilità collettiva che non hanno mai realizzato. Il Movimento che proclama di voler cambiare la politica italiana, si sta dimostrando solo una pessima copia del renzismo. E Augusta, con il suo bicolore M5s-Pd neanche tanto occulto, è ancora una volta il laboratorio di questa rivoluzione-truffa che i grillini vogliono rifilare alla prossime politiche”.

Già lo scorso novembre, con la revoca della delibera entusiasticamente adottata nel 2015, subito dopo l’elezione, l’ironia dell’opposizione di era sprecata. La retromarcia era stata giustificata da Palazzo con un fantomatico conto corrente che sarebbe stato aperto al posto degli accantonamenti in bilancio. Un libretto di risparmio dove i grillini avrebbero “volontariamente” versato il 30 per cento dei gettoni, come richiesto dalle loro regole M5s. Soldi in banca anziché nei capitoli comunali significava maggiore “agilità” nell’impiegarli, non dovendo più sottostare ai controlli di contabilità della spesa pubblica. In sostanza più velocità, ma anche meno trasparenza sui beneficiari. E su quanti si sarebbero tassati. Questa nuova regolamentazione della decurtazione, ampiamente annunciata, se c’è stata, non è mai stata resa pubblica. Di pubblico c’è invece la delibera con cui si fanno restituire tutto.


 

 

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