Augusta – “Gli augustani doc non esistono” così la grillina Di Pietro riscrive la storia per placare le polemiche sulla nomina dell’assessore siracusano Canto. Ma non svia i sospetti di accordi elettorali col Pd di Garozzo. Reviewed by Momizat on .   [caption id="attachment_82336" align="alignleft" width="300"] Luigi Canto come revisore siede nell'aula al Vermexio[/caption] (Massimo Ciccarello) Augusta, 11   [caption id="attachment_82336" align="alignleft" width="300"] Luigi Canto come revisore siede nell'aula al Vermexio[/caption] (Massimo Ciccarello) Augusta, 11 Rating: 0
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Augusta – “Gli augustani doc non esistono” così la grillina Di Pietro riscrive la storia per placare le polemiche sulla nomina dell’assessore siracusano Canto. Ma non svia i sospetti di accordi elettorali col Pd di Garozzo.

 

Luigi Canto  come revisore  siede nell'aula al Vermexio

Luigi Canto come revisore siede nell’aula al Vermexio

(Massimo Ciccarello) Augusta, 11 agosto 2017 -  L’amministrazione grillina di Augusta non ha assessori forestieri, semplicemente perché gli augustani doc non esistono; anzi, non sono mai esistiti. E’ la singolare tesi utilizzata dalla sindaca Cettina Di Pietro, in consiglio comunale, per giustificare la nomina del siracusano Giuseppe Canto in una giunta dove i non residenti adesso occupano 4 poltrone su sei. Al punto che Facciamo squadra ha parlato di “paradosso tutto megarese, che vede la città commissariata da una pletora di assessori che vivono altrove, e che non conoscono affatto il territorio che vanno ad amministrare”.

   La presentazione del nuovo assessore al Bilancio, che è pure presidente del collegio dei revisori al Comune di Siracusa, è avvenuta nella seduta del 10 agosto. E in quell’occasione la pentastellata ha ripercorso la storia locale a partire dal XIII secolo, per spiegare che alla fin fine nessuno può vantare “purezza” di cittadinanza. Nemmeno nei cognomi che – a suo dire – sono tutti frutto di secolare importazione.

  Di Pietro ha ripercorso secoli di deportazioni e dominazioni, scomodando persino la scelta di un patrono “come San Domenico che proveniva da Guzman”. In realtà il fondatore dell’Ordine predicatore era nato nella spagnola Caleruega, e l’appellativo confuso con la provenienza si riferisce invece alla sua nobile famiglia d’origine, i Guzman appunto. Forse è per questa innovativa visione storico-antropologica della città da cui è stata eletta, che tranquillamente ha dato via libera all’hotspot migranti; deve esserle apparso la naturale evoluzione di una comunità senza radici nè identità proprie.

  In sostanza, però, con l’originale teoria che “gli augustani d’origine non esistono” ha cercato di occultare il fatto politicamente più significativo nel nuovo assetto di giunta: la designazione di un commercialista che svolge un ruolo importante nell’amministrazione siracusana del renziano Giancarlo Garozzo. La sua presidenza nel collegio dei revisori al Comune aretuseo, infatti, non è frutto di un sorteggio ma di un’elezione della maggioranza consiliare che sostiene il sindaco democratico.

  E’ la seconda volta che le scelte amministrative della sindaca 5 Stelle s’incrociano con quegli ambienti Pd del capoluogo. Era già accaduto con Gigi Minozzi, chiamato all’Urbanistica nonostante il suo curriculum fosse infarcito di incarichi pubblici con l’amministrazione siracusana. E infatti, pochi giorni dopo le sue brusche dimissioni dalla giunta grillina, l’architetto è stato immortalato fra le prime file in un convegno dell’area Garozzo. Ora l’arrivo di Canto a Palazzo di città rilancia tutti gli interrogativi su possibili manovre da sottobosco politico.

  Il sospetto è stato pure avanzato apertamente dal consigliere Giancarlo Triberio, durante la seduta del 9 agosto. Oggi è con gli scissionisti del Mdp, ma fino a un paio di mesi fa era segretario cittadino del Pd. E di quel partito conosce uomini, cose e modus operandi. Se la pentastellata continua a ostentare una “diversità” politica cui credono ormai solo i suoi consiglieri, ma non i vecchi militanti M5S della provincia, Garozzo e soci hanno invece un approccio molto più “tradizionale”.

  Perciò il sindaco di Siracusa non può essere stato totalmente indifferente al fatto che il proprio presidente dei revisori – figura chiave nell’approvazione dei bilanci – vada a cavare le castagne dal fuoco ai 5 Stelle augustani del dissesto finanziario. E consentirgli di mantenere allo stesso tempo il precedente incarico, così politicamente delicato per Palazzo Vermexio.

  Anche se probabilmente non ha un cognome derivante dai fondatori corinzi, della città che amministra il sindaco di Siracusa ha comunque assunto l’antico spirito greco. Secondo il quale niente non si dava per niente. Allora, è stato il ragionamento implicito di Triberio, quale posta c’è dietro il “prestito”? Qual’è lo scambio? E’ una domanda che, sotto elezioni regionali, si presta a molte suggestioni. E nessuna in linea con la “purezza” di un programma a 5 stelle.

 NOMINA NUOVO ASSESSORE, ENNESIMO SMACCO VERSO LA CITTA’

(CS) Augusta, 7 agosto 2017 – Nominato un altro assessore che non vive sul territorio megarese? È l’ennesimo smacco, l’ultimo in ordine cronologico, verso la cittadinanza che ha dato grandissima fiducia all’attuale amministrazione grillina. Viene così ripagata l’ondata di speranza che ha portato la Sindaca Di Pietro al Palazzo Municipale? La cittadinanza si vede commissariata da nomine assessoriali che mortificano il tessuto culturale e formativo cittadino. Si è dovuto, anche questa volta, cercare altrove per trovare una professionalità che in Città non si poteva trovare? Forse la Sindaca dimentica che la Città di Augusta è piena di professionisti apprezzati ovunque e che hanno, in più, la conoscenza del territorio e un pizzico d’amor patrio, che non guasta di certo. Ecco ripagata la fiducia che gli elettori le hanno accordato portandola a furor di popolo sul gradino più alto della Città. Con la nomina odierna si riduce ulteriormente la presenza di abitanti di Augusta nella Giunta; un paradosso tutto megarese che vede la Città commissariata da una pletora di assessori che vivono altrove e che non conoscono affatto il territorio che vanno ad amministrare. Per noi di Facciamo Squadra serve uno scatto d’orgoglio, un atto d’amore verso la Città che potrebbe benissimo iniziare con la scelta di concittadini a cui dare l’onore di amministrare Augusta. Siamo di fronte anche alla novità della “scelta fiduciaria” in luogo dei tanto sbandierati bandi assessoriali; una inversione di tendenza che noi ci auguriamo che la prossima volta riguardi la residenza. Assessori che vivono in città garantiscono di certo una più costante presenza ed una maggiore fedeltà al patto elettorale, evitando figuracce come quella dell’assessore che invitava la popolazione a recarsi al Faro in bicicletta o come chi si reca in assessorato solo qualche sporadica volta. Oppure, a voler pensare male, i 5 stelle augustani non si fidano di quei cittadini ai quali, tra qualche mese, chiederanno il voto per le elezioni regionali? Nasce, quindi, un altro paradosso per cui i grillini chiedono il voto a persone di cui non si fidano…restiamo in attesa di risposte. O, magari, i cittadini augustani, preferiranno in risposta a questo atteggiamento votare persone non grilline, ripagando con la stessa moneta la maggioranza (o presunta tale) al Comune? Cogliamo l’occasione, comunque, per augurare al signor Canto, neo assessore al Bilancio e ai Tributi, un buon lavoro, augurandoci una sua assidua e costante presenza ed una proficua collaborazione con la cittadinanza.

*Giovanni Bonnici Coordinatore di Facciamo Squadra.

 

 


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