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Augusta – “Gira vota e furria”, i commercianti fanno da sè pure per il concerto del 1 maggio. La ztl a Brucoli fa pienone e il Comune pensa di far pagare il parcheggio quanto una pizza

Luca Baffo, presidente Associazione Brucoli

Luca Baffo, presidente Associazione Brucoli

 

“Gira vota e furria”, i commercianti fanno da sè pure per il concerto del 1 maggio. La ztl a Brucoli fa pienone e il Comune pensa di far pagare il parcheggio quanto una pizza

“Gira vota e furria” band

 

(Massimo Ciccarello) Augusta, 2 maggio 2018 - Sembra una metonimia che il concerto del Primo maggio a Brucoli sia stato animato dalla band “Gira vota e furria”. Perché per la frazione turistica – così come per il centro storico di Augusta – è sempre la stessa storia: se non fosse per il “volontariato” avrebbe perso il treno di questo assaggio d’estate. E’ stata infatti l’associazione che riunisce attività commerciali e residenti a darsi da fare, cominciando da un’isola pedonale che ha riempito il borgo con migliaia di visitatori. E sono stati i ritrovi notturni a dare uno scopo alla gita, organizzando manifestazioni musicali gratuite che hanno offerto alternative alle abituali escursioni a Marzamemi.

Il dj set di “Abramo” ha trasformato via Libertà in una discoteca all’aperto. Mentre il concerto del “Moplen” ha tenuto viva la tradizione di festeggiare in note la giornata del lavoro. Ed è sintomatico che sia stato un pub a celebrare la Festa dei lavoratori, ovviamente con lo scopo a lui più congeniale. Così, con un sindacato augustano che ha scolorito le bandiere verso un rosa confinante col giallo, a mettere il rosso vivo di ogni Primo maggio è stata la felpa del band-leader, Amedeo Mazza. Altrettanto sintomatico è che il complesso folk-pop sia composto da artisti di Ragusa e di Modica. Cioè da quella stessa città da cui proviene l’assessora alla Cultura, Giusi Sirena, diventa un caso di scuola su come un M5s animato dalle migliori intenzioni, arrivato al potere si scollega dai governati.

Perché anche questo Primo maggio tutto targato “Associazione Brucoli”, è frutto di quella società civile che ha deciso di fare da sé. L’ha portata alla luce il contro-reportage “#FuoriRoma dentro Augusta”, nato nella comunità giornalistica locale come reazione spontanea alla fosca puntata di Raitre. Le 16 mila visualizzazioni in un paio di giorni hanno dimostrato, coi numeri, che alcune frange della politica compiaciuta del nichilismo mediatico sono espressione solo di una comunità marginale. Che tuttavia sembra ancora trovare eco in certe scelte amministrative, di difficile comprensione senza una particolare lettura sociologica.

Solo con questo approccio si può trovare un senso logico al fatto che, di fronte il nuovo ottimismo dei brucolani per l’imminente stagione estiva, il Comune sembra creare ostacoli anziché rimuoverli. La gestione della questione parcheggio, ad esempio, sarebbe normalmente illogica considerato il successo di pubblico del 25 aprile (cui ha fatto seguito quello del primo maggio). L’Associazione Brucoli ha dovuto togliere da sé l’erba per rendere accessibile il terreno necessario alla sosta, altrimenti la Ztl sarebbe stata auto-lesionista. Eppure il diserbo fa parte del capitolato d’appalto per la nettezza urbana, ma pare che l’assessorato Ecologia si sia scordato di chiederlo alla ditta.

Così come non ha ancora risolto i turni di raccolta dell’umido, incompatibili con le esigenze di una meta turistica gremita di ristoranti. Nei fine settimana il ritiro dovrebbe essere quotidiano, per restare nelle prescrizioni igieniche dell’Asp. Invece i locali devono tenersi i rifiuti un giorno intero, nonostante qualcuno arrivi a pagare 15 mila euro di Tari. L’assessore Danilo Pulvirenti sembra voglia porre rimedio “ma notizie ancora non ne arrivano”, lamenta Luca Baffo, presidente dell’Associazione Brucoli. La quale ha anche chiesto al Comune di affidare il parcheggio a scopi sociali, “facendo pagare un euro nei feriali e due nei fine settimana”.

Ma i 5 Stelle avrebbero in cantiere un bando con la tariffa scalare, a partire da un euro per la prima ora, che trasformerebbe la sosta di un sabato sera nell’equivalente di una pizza margherita. Il che non è il massimo per incentivare l’economia locale in tempi di crisi. Fra l’altro la movida genera un discreto sbocco occupazionale giovanile nel settore intrattenimento. Per questo non è poi così anomalo un concerto del Primo maggio al pub. E in fin dei conti non è nemmeno anomalo che a esibirsi siano stati i “Gira vota e furria”, band semi-modicana che suona come uno sfogo spontaneo verso un’amministrazione che alla Cultura stona sempre la stessa musica.

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