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Augusta – “Giornalisti minacciati: mai soli”, alla scuola Costa il corso dell’Ordine coi vertici di Assostampa e Unione cronisti. Il presidente nazionale Galimberti presenta l’Osservatorio provinciale

Liberta di stampa?

Liberta di stampa?

(Massimo Ciccarello) Augusta, 9 marzo -2018 – “Giornalisti minacciati: mai soli”. E’ tutto nelle quattro parole del tema scelto, il senso del primo corso per i crediti formativi che si svolge ad Augusta, a 5 anni dall’avvio della formazione 0professionale continua. Il 10 marzo, alle 9,30, nell’aula magna della scuola Costa, verrà affrontato un fenomeno spesso sottovalutato e diventato quanto mai attuale, anche grazie alla facilità di esposizione mediatica del giornalista sul web e sui social”.

“Per l’occasione sarà presentato l’Osservatorio provinciale sui giornalisti minacciati”, comunica la newsletter dell’Ordine regionale. Spiegando come “spesso capita che i colleghi non abbiano la forza o la volontà di rendere pubbliche le intimidazioni; ma se i giornalisti minacciati rimarranno da soli saranno facili obiettivi, mentre il supporto di tutta la categoria rappresentano una risposta decisa che l’Osservatorio intende rendere concreta”.

L’iniziativa dell’Unione nazionale cronisti, in collaborazione con Fnsi e Associazione siciliana della stampa, fa seguito al registro delle segnalazioni istituito due anni fa dalla sezione Unci di Siracusa. Un monitoraggio che non è bastato a scoraggiare una deriva, tracimata pure tra alcune aree politiche e qualche rappresentante delle istituzioni. Così, Ordine e associazioni di categoria tornano con forza sul tema del diritto di cronaca, proprio in quelle piccole realtà dove si trovano maggiormente a rischio perché lontane dai riflettori.

Da anni l’Unci, oltre a far emergere dall’isolamento e dalla solitudine i colleghi minacciati anche nella più lontana periferia, denuncia il lassismo delle classi dirigenti sull’escalation di violenza e di sopraffazione del diritto di cronaca, e sui colleghi che ne sono portatori”, dice il presidente nazionale, Alessandro Galimberti.Nella sua relazione, spiegherà che “nulla è stato fatto per rendere davvero deterrente la reazione dello Stato di fronte alle minacce ai cronisti”.

Il vicepresidente Leone Zingales, che modera i lavori, “affronterà il tema presentando i numeri, i fatti e le attività svolte sul territorio”. Mentre il fiduciario della sezione di Siracusa, Francesco Nania, presenterà il report sui due anni di monitoraggio del fenomeno in provincia. Che ha visto casi, come quello di Paolo Borrometi, di giornalisti costretti a girare sotto scorta per le minacce della criminalità organizzata. Ma che ha pure registrato intimidazioni da parte di amministratori comunali, diretti a condizionare e delegittimare l’esercizio del diritto di cronaca e di critica.

   “La libertà di informazione, cardine di una democrazia compiuta, resta un miraggio se le gambe su cui viaggia, quelle dei cronisti, sono minacciate ogni giorno da ogni sorta di prepotenza”, scrive ancora Galimberti, nella presentazione dell’incontro-dibattito che si aprirà con i saluti del preside Michelle Accolla, giornalista pubblicista con esperienze di assessore.

“Oggi – spiega il presidente dell’Unci - la proliferazione di fonti di comunicazione, a cominciare dai social network, fornisce un nuovo arsenale di intimidazione per chi sulla forza bruta e sull’oscurantismo costruisce una forma di controllo delle istituzioni e della realtà sociale. Sostenere le battaglie civili dei cronisti è il primo passo per liberare l’informazione e per garantire un futuro di giustizia e di pace”.

Argomento che sarà affrontato pure da Alberto Cicero, segretario regionale dell’Assostampa. Il sindacato unitario dei giornalisti, soprattutto nelle sue sezioni provinciali, è stato costantemente costretto a richiamare il rispetto delle prerogative della professione. In molti casi, soprattutto ad Augusta, a chiedere addirittura l’osservanza di un diritto costituzionalmente garantito.

Il segretario dell’Ordine di Sicilia, Santo Gallo, leggerà un messaggio del presidente Giulio Francese, figlio del cronista Mario assassinato dalla mafia, e che il “disinteresse” di alcuni settori della società e del giornalismo palermitani aveva trasformato in facile bersaglio. Un errore che i giornalisti non vogliono più ripetere.

                                                                                                                                                                NEWSLETTER DELL’ODG SICILIA 

Appuntamento ad Augusta sabato 10 marzo con la formazione professionale continua, tema della giornata le minacce ai giornalisti. L’incontro vedrà tra i relatori Francesco Nania, fiduciario Unci Siracusa, Alessandro Galimberti, presidente nazionale Unci; Alberto Cicero, segretario Assostampa Sicilia. Per l’Ordine dei giornalisti di Sicilia sarà presente il segretario Santo Gallo, che porterà il saluto del presidente Giulio Francese e leggerà un suo messaggio. 

L’incontro, moderato da Leone Zingales, vice presidente nazionale Unci, affronterà il tema presentando i numeri, i fatti e le attività svolte sul territorio per far fronte ad un fenomeno spesso sottovalutato e diventato quanto mai attuale anche grazie alla facilità di esposizione mediatica del giornalista sul web e sui social. Per l’occasione sarà presentato l’Osservatorio provinciale sui giornalisti minacciati. Spesso capita che i colleghi non abbiano la forza o la volontà di rendere pubbliche le intimidazioni, ma se i giornalisti minacciati rimarranno da soli saranno facili obiettivi mentre l’unione ed il supporto di tutta la categoria rappresentano una risposta decisa che l’Osservatorio intende rendere concreta. 

Il presidente Galimberti ha sottolineato l’impegno dell’Unione cronisti: «Da anni l’Unci oltre a far emergere dall’isolamento e dalla solitudine i colleghi minacciati anche nella più lontana periferia, denuncia il lassismo delle classi dirigenti sull’escalation di violenza e di sopraffazione del diritto di cronaca, e sui colleghi che ne sono portatori. Nonostante i ripetuti interventi del legislatore sui codici e sulla legge penale, anche negli ultimi tempi, nulla è stato fatto per rendere davvero deterrente la reazione dello Stato di fronte alle minacce ai cronisti, tanto che per arginare gli episodi più gravi, e ormai anticamera di altre derive, le procure della Repubblica stanno proponendo interpretazioni estreme di un reato che in realtà è ancora troppo difficile perseguire»

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