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Augusta – “Fuori Roma” manda in onda su Rai3 “uno dei luoghi più brutti che ha raccontato”. Intervistata la sindaca Di Pietro, che si “dimentica” le responsabilità dell’amministrazione M5s

 

La sindaca Di Pietro a Fuori Roma

La sindaca Di Pietro a Fuori Roma

Maritime  Futsal

Il Maritime Futsal festeggia la Coppa Italia mentre su Rai3 si mostra un’altra città

 

(Massimo Ciccarello) Augusta, 19 marzo 2018 – Augusta, “Fuori Roma” e le singolari amnesie della sindaca Cettina Di Pietro. Che si scorda della sua tessera Pdl, dimentica l’avallo della sua amministrazione alla chiusura del punto nascite al Muscatello, e non ricorda che la perdita più importante per la città è avvenuta durante il suo mandato: l’autorità portuale. E’ stata la prima cittadina di un Comune “rivale”, quella apparsa il 18 marzo su Raitre. Perché, anziché valorizzare chi l’ha eletta e vantare i risultati dei 3 anni a Palazzo, ha avallato una ricostruzione fosca. Che fra l’altro è un boomerang a 5 Stelle, perché certifica l’incapacità a trovare soluzioni.

Di fronte le telecamere di Concita De Gregorio, la sindaca si è prestata a dare “autorevolezza” a una narrazione dell’attualità augustana con molti buchi. E con qualche ammiccamento di troppo alla tesi preconfezionata del Comune “siciliano” sciolto per mafia, che in tivù tira sempre. Una tesi che ha trovato poco cui appigliarsi. Confortato dall’assenso dato dall’intervista a Di Pietro, il reportage ha potuto solo accennare alle “mani della mafia sopra cimitero”. Solo che non c’è alcuna imputazione per il camposanto, nei capi di accusa che vedono alla sbarra i vecchi amministratori.

Legami indiretti fra alcune ditte che operavano nei cantieri cimiteriali ed esponenti malavitosi, si trovano nella relazione d’accesso sulla quale si è basato lo scioglimento. Si tratta di dipendenti con rapporti di parentela “imbarazzanti”, ma con mansioni di basso livello, e di pregiudicati intercettati mentre parlano di terzi. Nulla che poi la Procura abbia ritenuto sufficiente per imbastire un’accusa in grado di reggere il giudizio. Ma allora, come è finito all’attenzione della redazione romana un passaggio “mafioso”, che bisogna andare a spulciare da pagina 200 a 207 di un corposo documento di 260 fogli? Chi li ha portati fuori strada?

L’ex sindaco Massimo Carrubba, nella sua conferenza stampa del 15 marzo, la seconda da quando è imputato per concorso esterno, aveva toccato i legami col mondo dell’informazione di quel “Sistema Siracusa” che condizionava la magistratura. “Mi chiedo se i contatti romani e gli agganci politici utilizzati per colpire col programma ‘Le Iene’ il sindaco di Siracusa, Giancarlo Garozzo, non siano gli stessi che si sono attivati per fare scendere ad Augusta la troupe di ‘Fuori Roma’, magari per avvalorare e irrobustire la tesi della presenza della mafia al Comune e cantando le lodi dell’attuale amministrazione”, aveva dichiarato. La trasmissione andata in onda, però, ha smentito quelle illazioni.

Il montaggio ha dato ampio rilievo alle molte “presunta mafia” puntualizzata dagli intervistati. E non è stato generoso con la sindaca 5 Stelle. Perché non c’è stato alcun cenno a un “risanamento” che in 3 anni avrebbe dovuto mostrare i primi effetti, sempre se Di Pietro li ha evidenziati credibilmente alla esperta giornalista. Solo don Palmiro Prisutto ha avuto spazio per abbozzare una giustificazione, parlando di “cassetti trovati vuoti” che impediscono il “cambiamento” chiesto dagli elettori.

Solo che quei “cassetti” sono pieni già da un bel po’, con una liquidità che si avvicina ai 20 milioni. Frutto di una tassazione ai massimi di legge, e alla circostanza che così vuoti non lo erano affatto. Considerato che i 5 Stelle avevano dichiarato il dissesto per debiti conteggiati in 102 milioni, poi diventati 29 dopo che la commissione governativa ha rivisto bene i conti. E non è l’unica imprecisione imbeccata ai reporter Rai, sulla quale Di Pietro ha pensato bene di sorvolare.

Sul Muscatello, per esempio, ha mostrato un’amnesia sorprendente quando ha avanzato il sospetto che il punto nascite fosse stato chiuso “così non si possono più contare” le malformazioni. Un dubbio che non l’ha sfiorata il 5 ottobre 2015, quando il suo vicesindaco e assessore alla Sanità, Pino Pisani, oggi senatore M5s, dichiarava a verbale in consiglio che “il problema delle nascite è un falso problema”, poiché “bisogna distribuire le risorse in base alle esigenze e per noi l’esigenza primaria è l’oncologia”.

Nella sindaca i buchi di memoria sono stati tanti. Ha detto che nel passato simpatizzava per Radicali e Verdi, cancellando i lunghi anni di militanza nel Pdl. Dove era si iscritta fra i giovani, nel primo anno dopo della fusione fra Fi e An. E sempre coi berlusconiani è salita spesso sul palco a tenere comizi. Ha parlato di “de-finanziamento” su opere portuali, omettendo che nel comitato dell’Autorità di sistema siede un rappresentante da lei nominato. E che lo scippo della sede è avvenuto proprio sotto la sua sindacatura, senza che il gruppo parlamentare del Movimento muovesse un dito in aiuto.

Le sue molte distrazioni non hanno risparmiato la cultura. Che ovviamente in un posto “orrendo” come Augusta non ci può essere, altrimenti il format non regge: niente cinema, niente teatri, niente concerti. Peccato che si sia scordata, nonostante siano passati pochi mesi, come il celebre tenore Marcello Giordani abbia dovuto letteralmente regalare la messa in scena di “Cavalleria rusticana”, altrimenti sarebbe stata l’ennesima estate M5s all’insegna del nulla. E si è pure dimenticata di dire che lo “Shortini film festival” ha chiuso alla soglia del decennale, perché la sua amministrazione gli ha negato il patrocinio. Di Pietro ha sorvolato sul museo della piazzaforte, la più importante collezione militare da Roma in giù, che resta in vita solo per l’ostinazione di chi lo dirige gratuitamente.

Gli inviati Rai hanno mostrato solo inquinamento, sfascio, e desolazione: politica, umana e culturale. E la sindaca ha avallato questa lettura, con una mimica al limite del compiacimento. “Mai avrei pensato di vedere tanto sfacelo, tanta rassegnazione, tanto degrado”, è solo un campione dei tweet arrivati da mezza Italia, che hanno piazzato il reportage all’ottavo posto degli hashtag trend nel prime time domenicale. E mentre la città che andava in onda su “Fuori Roma” era giudicata dalla rete come “uno dei luoghi più brutti che ci hai raccontato”, al Palajonio, il Maritime Futsal Augusta vinceva 5 a 0 la Coppa Italia di A2.


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