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Augusta – Ferrovia cancellata a Punta Cugno, la forzista Prestigiacomo presenta un’interrogazione parlamentare:”Colpita la crescita dell’intera regione”. Mdp: porto messo fuori mercato

L'on. Stefania Prestigiacomo si occupa della portualità augustana

L’on. Stefania Prestigiacomo si occupa della portualità augustana

(Massimo Ciccarello) Augusta, 13 novembre 2017 –  La stazione porto “che non s’ha fare” arriva in Parlamento. L’ex ministra Stefania Prestigiacomo ha presentato un’interrogazione a risposta scritta al ministro Graziano Delrio, dove chiede spiegazioni sulla paventata cancellazione del nodo ferroviario a Punta Cugno. La deputata forzista pretende risposte dal governo, dopo la fuga di notizie sulla decisione del ministero Infrastrutture di rimodulare i fondi Pon 2014-2020. Dai quali, secondo l’allarma lanciato da Cgil Sicilia e ripreso dalla segreteria provinciale, verrebbe escluso il collegamento scalo-ferrovia.

“L’eliminazione dall’elenco grandi progetti oltre a rappresentare evidenti problematiche in merito alla gestione del porto stesso, rischierebbe altresì di comportare evidenti problematiche legate all’istituzione delle Zone economiche speciali”, scrive la parlamentare siracusana. Che era stata sollecitata dal locale circolo di Forza Italia ad un intervento immediato. Appello raccolto nel giro di 24 ore, perché all’ex esponente del governo Berlusconi non sono chiaramente sfuggite le implicazioni della “rimodulazione”. Effetti che il sindacato aveva immediatamente messo nero su bianco, appena appreso cosa si stava tramando nelle stanze ministeriali.

“Non ci stiamo al blocco della crescita di una infrastruttura che può generare sviluppo e crescita economica - aveva scritto Michele Pagliaro, segretario regionale della Cgil -. Si sta cercando di spostare le risorse necessarie al finanziamento della connessione ‘core’ di Augusta alla rete ferroviaria nazionale, adducendo tra le motivazioni la riduzione del traffico nel porto. In realtà si usa ancora una volta la scusa del ridotto traffico per non potenziare le infrastrutture siciliane”.

“Tale versione dei fatti, ove corrispondesse al vero, genererebbe un circolo vizioso in cui le infrastrutture della regione saranno sempre meno efficienti”, sottolinea l’onorevole Prestigiacomo, nella sua interrogazione. Il pericolo di mettere volontariamente fuori mercato Punta Cugno, è colto pure da Pippo Zappula.

Il deputato di Mdp, in comunicato congiunto col suo consigliere comunale Giancarlo Triberio, lo definisce un gesto di una gravità assoluta per le ricadute sociali ed economiche in una zona in grande sofferenza, che non potrà restare senza conseguenze”. Articolouno ci va giù duro, parlando di “ultimo colpo politico-affaristico sulla pelle dei siciliani”, perpetrato da “un governo che sta sbaraccando”.

  I demprogressisti notano che “il governo prima smentisce l’Unione europea, togliendo al porto qualificato Core la sede naturale dell’Autorità di Sistema; poi riscrive le carte geografiche, facendo saltare Augusta ai mercantili cinesi sulle rotte della Via della Seta che passano da Suez; infine costruisce un villaggio per accogliere tutti i migranti da sbarcare in Italia, su quelle stesse banchine che dovrebbero ospitare merci e container”.

  Deputato e consigliere constatano che “dopo averci decapitato la governance portuale, averci sfilato d’imperio i clienti dalla Cina, averci cambiato la destinazione d’uso delle banchine, Delrio adesso chiude il cerchio dicendo che non ci sono traffici e quindi gli investimenti a Punta Cugno sarebbero sprecati”. Considerazioni ministeriali che definiscono “un insulto all’intelligenza della nostra gente e alla dignità della nostra terra, bisognosa di lavoro e di sviluppo”. La loro ricostruzione di premesse e conseguenze, sullo smantellamento “scientifico” di Punta Cugno come scalo marittimo per i traffici internazionali, è condivisa bi-partisan. Sembra sfuggire solo a Palazzo di città e alla sua maggioranza 5 Stelle.

 INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA  PRESTIGIACOMO- Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti -

Per sapere – premesso che:  nell’elenco dei progetti da finanziare nell’ambito del PON 2014/2020- approvato dalla Commissione europea con decisione C(2015) 5451 del 29 luglio 2015- sono previsti lavori di collegamento ferroviario del porto commerciale di Augusta con la linea ferroviaria nazionale Siracusa-Catania;

come appreso da notizie di stampa, sembra che vi sia l’intenzione da parte del Ministero competente di eliminare dall’elenco grandi progetti del PON il collegamento del porto commerciale di Augusta con la rete ferroviaria nazionale Siracusa-Catania;

fonti di stampa riportano che la spiegazione del taglio del finanziamento sarebbe addotto per motivare la riduzione del traffico portuale; tale versione dei fatti, ove corrispondesse al vero, ad avviso dell’interrogante, genererebbe un circolo vizioso in cui le infrastrutture della regione saranno sempre meno efficienti;

l’interrogante ravvisa altresì una evidente discrasia tra quanto sostenuto dalle fonti regionali e da quelle nazionali, poiché, lo scorso 26 ottobre l’assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti, Luigi Bosco, ha affermato che il collegamento tra rete ferroviaria ed il porto di Augusta è da considerarsi come un fatto certo;

l’eliminazione dall’elenco grandi progetti del PON infrastrutture del porto commerciale di Augusta oltre a rappresentare evidenti problematiche in merito alla gestione del porto stesso nonché alla realizzazione di una infrastruttura che può generare sviluppo e crescita economica per l’intera regione rischierebbe altresì di comportare evidenti problematiche legate all’istituzione delle Zone economiche speciali previste dal decreto legge 20 giugno 2017, n. 91-:

se il Ministro interrogato non intenda fornire gli opportuni chiarimenti in merito alla vicenda riportata in premessa e se corrisponda al vero la notizia diffusa secondo la quale il finanziamento per i lavori di collegamento ferroviario del porto commerciale di Augusta con la linea ferroviaria nazionale Siracusa-Catania è eliminato dall’elenco dei progetti nell’ambito del PON 2014/2020 causando evidenti problematiche per lo sviluppo e la crescita economica dell’intera Regione.

 COMUNICATO STAMPA  PORTO DI AUGUSTA NUOVI TAGLI . MDP, ZAPPULLA E TRIBERIO: IL GOVERNO AFFONDA PUNTA CUGNO CANCELLA LA STAZIONE PORTO PER METTERLO FUORI MERCATO CHIUSO IL CERCHIO CON SEDE ADSP, VIA DELLA SETA E HOTPOST

(CS)Augusta, 13 novembre 2017 – “Cancellare la costruzione del nodo ferroviario a Punta Cugno perché non ci sono traffici navali che lo giustifichino è un insulto all’intelligenza della nostra gente e alla dignità della nostra terra, bisognosa di lavoro e di sviluppo, a cui reagiremo in ogni forma e con ogni mezzo”.

Lo dichiarano il deputato nazionale di Articolouno, Pippo Zappulla, e il consigliere comunale Mdp di Augusta, Giancarlo Triberio, in una nota congiunta sulla rimodulazione dei fondi Pon 2014-2020 da parte del ministero delle Infrastrutture, la quale prevedrebbe la soppressione dell’investimento per il calo della movimentazione merci.

“Il governo in tal modo getta la maschera arrivando all’assurdo: prima smentisce l’Unione europea, togliendo al porto qualificato Core la sede

naturale dell’Autorità di Sistema; poi riscrive le carte geografiche, facendo saltare Augusta ai mercantili cinesi sulle rotte della Via della Seta che passano da Suez; infine costruisce un villaggio per accogliere tutti i migranti da sbarcare in Italia, su quelle stesse banchine che dovrebbero ospitare merci e container.

Dopo averci decapitato la governance portuale, averci sfilato d’imperio i clienti dalla Cina, averci cambiato la destinazione d’uso delle banchine, il ministro Graziano Delrio adesso chiude il cerchio dicendo che non ci sono traffici e quindi gli investimenti a Punta Cugno sarebbero sprecati. Se questo indirizzo governativo dovesse essere davvero confermato, è un gesto di una gravità assoluta per le ricadute sociali ed economiche in una zona in grande sofferenza, che non potrà restare senza conseguenze.  Musumeci batta un colpo e faccia sapere cosa ne pensa.

Un governo che sta sbaraccando tenta l’ultimo colpo politico-affaristico sulla pelle dei siciliani, mettendo fuori mercato il porto più grande del Meridione: non glielo permetteremo. Articolouno Movimento Democratico e Progressista sarà al fianco dei sindacati e delle forze sociali, con tutte le sue risorse, nella battaglia in difesa del nostro lavoro e del nostro futuro”.

 

 

 

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