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Augusta – Fava: Musumeci fermi il trasferimento a Milano del barcone-memoriale. Il Consiglio approva all’unanimità la mozione del Comitato 18 aprile

Il Barcone della disputa e nel riquadro Cettina Di Pietro  che accetta le proposte dell'opposizione

Il Barcone della disputa e nel riquadro Cettina Di Pietro che accetta le proposte dell’opposizione

  (Massimo Ciccarello) Augusta, 9 febbraio 2018 - Il consiglio si è espresso all’unanimità, ora tocca alla Regione fare la sua parte”. Il consigliere Giancarlo Triberio sintetizza in un comunicato la mobilitazione collettiva a difesa del cosiddetto “barcone della morte”, che un colpo di mano nella Finanziaria ha destinato a un museo di Milano. Uno scippo ad Augusta – dove il relitto avrebbe dovuto costituire  l’elemento centrale di un “Giardino della  memoria” sulle tragedie dei migranti – contro il quale adesso è sceso in campo pure Claudio Fava. Il deputato regionale di Centopassi ha presentato un’interrogazione all’Assemblea siciliana, dove chiede l’intervento del presidente Nello Musumeci e dell’assessore alla Cultura, Vittorio Sgarbi.

  “Il valore fortemente simbolico del relitto lo rende a tutti gli effetti un bene culturale – scrive Fava -, come perfettamente evidenziato dalla destinazione museale progettata dall’Università milanese”. Il documento fa presente al governatore che “il recupero in acque di pertinenza archeologica della Sicilia rende il relitto assoggettabile alla stessa disciplina dei beni provenienti da scavi sottomarini”. E che pertanto può “intervenire in estrema ratio con gli strumenti normativi e le prerogative della Regione, per bloccare il trasferimento di un bene culturale la cui potestà di disporne liberamente da parte del governo nazionale, è suscettibile di fondata contestazione”.

  Il peschereccio fatiscente, che era salpato dalle coste libiche, fece naufragio il 18 aprile 2015 portando alla morte gli oltre 700 migranti che vi erano stivati. Con una spettacolare e costosissima operazione di recupero nel Canale di Sicilia, la gigantesca bara sottomarina venne strappata dal fondale di 370 metri e trasportata al pontile Nato di Punta Cugno. Dove un team di medici forensi cercò di raccogliere il dna da resti ormai irriconoscibili.

  I profili genetici sono stati conservati nelle banche dati ministeriali, nella remota possibilità che qualche parente dall’Africa si faccia avanti per cercare gli scomparsi. Mentre i cadaveri ancora ricomponibili sono stati sparpagliati fra i cimiteri siciliani, per avere degna sepoltura. A guidare il gruppo di lavoro era una anatomopatologa legata dell’università di Milano. Come all’ateneo milanese è legata la deputata pd Lia Quartapelle, autrice di un emendamento che stanzia 600 milioni per il trasporto del barcone fino alla città meneghina.

  “Appare di tutta evidenza - scrive Fava nell’interrogazione – come tale decisione del governo nazionale sarebbe vista dalla comunità di Augusta come un ulteriore segnale di insensibilità nei confronti della città, e dello sforzo umanitario e di accoglienza sostenuto dai cittadini”. Un concetto che ha espresso anche Cettina Di Pietro, intervenuta l8 febbraio in consiglio comunale, per appoggiare la mozione presentata da Triberio a sostegno del “Comitato 18 aprile”. La sindaca ha parlato di “schiaffo morale”, e della necessità che “Augusta debba avere un riconoscimento formale”. Affermando sostanzialmente che il barcone se lo possono anche prendere, “ma solo se l’hotspot se lo fanno lì”.

  Con una convergenza rara in due anni e mezzo di scontri consiliari, maggioranza e opposizione si sono ritrovate compatte ad approvare la mozione, che impegna il Comune a fare tutti i passi per far cambiare idea al governo. E far restare ad Augusta quel simbolo tragico, “quale elemento significativo e fondante di quel Giardino della Memoria posto a presidio e testimonianza delle tragedie delle persone migranti, oltre che segno di rispetto per le vittime e dall’alto valore didattico per le nuove generazioni che si troveranno a crescere nel multiculturalismo”.Poi amministrazione e minoranza sono tornate a dividersi sul Cas, che dovrebbe occuparsi dei migranti vivi.

 COMUNICATO:  ORA TOCCA ALLA REGIONE FARE LA SUA PARTE PER DIFENDERE IL NOSTRO PATRIMONIO CULTURALE.

 Il deputato regionale di Centopassi, Claudio Fava, ha presentato un’interpretazione al presidente della Regione, Nello Musumeci, e all’assessore regionale alla Cultura, Vittorio Sgarbi, per chiedere di intervenire col governo nazionale al fine di evitare l’ennesimo scippo ad Augusta, e l’ultima depredazione del patrimonio museale dell’isola.

Il consiglio comunale ha infatti approvato all’unanimità la richiesta del Comitato 18 aprile di lasciare ad Augusta il barcone della morte, come memoriale per le tragedie dei migranti e lo sforzo di accoglienza solidale fatto da questa città.

Adesso è necessario che l’amministrazione regionale prenda in consegna la richiesta unanime di un’intera collettività cittadina, e agisca con tutte le sue prerogative, per impedire che il relitto-simbolo venga trasferito a Milano, dove andrebbe a costituire il fulcro di un polo museale assolutamente decontestualizzato sia sotto il profilo geografico – perché totalmente estraneo al luogo del naufragio – sia sotto il profilo storico, perché è questa città e questa regione a subire il maggiore impatto dell’immigrazione dal mare.

 *Giancarlo Triberio   – Consigliere comunale Augusta

 

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