Augusta – Dopo lo sversamento di kerosene di aprile la Sasol fa il bis a maggio. Intervento-protesta di Legambiente. Reviewed by Momizat on . [caption id="attachment_78334" align="alignleft" width="300"] Residuo del kerosene sversato sversamento[/caption] [caption id="attachment_78335" align="alignlef [caption id="attachment_78334" align="alignleft" width="300"] Residuo del kerosene sversato sversamento[/caption] [caption id="attachment_78335" align="alignlef Rating: 0
You Are Here: Home » Ambiente » Augusta – Dopo lo sversamento di kerosene di aprile la Sasol fa il bis a maggio. Intervento-protesta di Legambiente.

Augusta – Dopo lo sversamento di kerosene di aprile la Sasol fa il bis a maggio. Intervento-protesta di Legambiente.

Residuo del kerosene sversato sversamento

Residuo del kerosene sversato sversamento

Tubazioni

Tubazioni

 

Inquinamento da idrocarburi a Punta Cugno a seguito sversamento da oleodotto Sasol 

  (*CS)Augusta, 11 maggio 2017 – Nei primi giorni dello scorso aprile si è verificato a Punta Cugno, a poca distanza dal mare, un grave inquinamento dovuto alla perdita di cherosene da una tubazione dello stabilimento Sasol. Secondo le dichiarazioni dei responsabili dell’azienda l’episodio era la conseguenza di un furto di carburante che si era malamente concluso con un piccolo sversamento di prodotto. Il furto sarebbe stato perpetrato scavando ad alcuni metri di profondità all’interno dell’area militare recintata dove passa l’oleodotto che era stato forato per sottrarne il cherosene. Sempre secondo l’azienda, appena ci si era accorti dell’evento, si era subito intervenuti per la messa in sicurezza e la bonifica. 

Legambiente interveniva dicendo: “L’avvenimento è l’ennesimo segnale dello stato di rischio in cui permane il territorio e non lasciano tranquilli le parole rassicuranti dell’azienda che tutto sarebbe stato risolto. Non sappiamo se il comune di Augusta sta seguendo l’evolversi della situazione ma, se ancora non l’ha fatto, sarebbe opportuno che l’amministrazione prendesse direttamente visione di come stanno le cose e, insieme all’ARPA, disponesse per la caratterizzazione dell’area interessata per verificare fino a che punto è giunta la contaminazione e, sulla base dei risultati, ordinare la bonifica dei suoli alla parte interessata”. 

Circa il quantitativo di cherosene sversato si parlava di 25.000 litri, quantità che a noi non parve affatto piccola e contrastava con le immagini dei TG dei giorni successivi che facevano pensare ad una dimensione più consistente della fuoriuscita. Ricordavamo comunque che “25.000 litri, se davvero questo è il volume disperso al suolo, rappresentano un quantitativo notevole, equivalente  a quello trasportato da una grande autocisterna, la metà di quanto sversato nel torrente Polcevera di Genova l’anno scorso…”. 

Ad oltre un mese di distanza da quel deprecabile evento non è ancora stata resa nota qual è l’effettiva dimensione del danno ambientale che ne è derivato né quali opere di bonifica siano state avviate, quali eseguite e quali restano da completare. Intanto, come è facilmente constatabile, nella zona permane una forte puzza di prodotti petroliferi, cumuli di materiale di scavo – forse impregnati di idrocarburi e sommariamente coperti da teli di nylon trasparente – sono despositati oltre il margine della carreggiata e ai bordi della scarpata rimangono alcune pozze di quelli che, presumibilmente, sono idrocarburi. Dalla strada non sono visibili né si è in grado di capire se nella parte recintata sono eventualmente in corso lavori. 

Alla luce di quanto sopra, affinché la necessaria messa in sicurezza e bonifica dell’area venga eseguita con scrupolo ed urgenza,  Legambiente chiede agli Enti competenti di accertare lo stato delle cose e di fornire e rendere pubbliche tutte le informazioni di carattere ambientale in loro possesso relative al caso in questione. 

Ancora una volta ribadiamo una nostra sollecitazione più volte espressa in occasione di simili eventi: 

“Ricordiamo a tutti che il rapporto finale del 9 maggio 2008, redatto dalla Commissione per la valutazione dello Studio  di Sicurezza Integrato di Area (SSIA) Priolo, Augusta e Melilli individua, proprio nel sistema di trasporto delle sostanze pericolose in tubazione, uno dei fattori di rischio più rilevanti e formula numerose raccomandazioni ai gestori industriali ed alle Amministrazioni. A tutela del preziosissimo patrimonio storico, archeologico e naturale, Legambiente chiede la rimozione di tutti quegli oleodotti – in esercizio o dismessi – che attraversano le aree archeologiche di Megara Iblea e di Thapsos con la bonifica dei suoli interessati.

*Legambiente Augusta

 

Condividi questo articolo nei tuoi social network

About The Author

Number of Entries : 15606

Leave a Comment


+ uno = 4

© 2013 Web Design and Develop by MediaX srl

Quotidiano LaNota7.it is Spam proof, with hiddy
Scroll to top